Da un lato la richiesta d’arresto per Nicola Cosentino, dall’altro quella per Alberto Tedesco, nel mezzo l’arrivo in Parlamento di nuovi atti che accusano il coordinatore campano del Pdl. Il balletto della Giunta per le autorizzazioni a procedere, che nelle prossime settimane dovrà decidere su entrambi, inizia martedì.
E i deputati – che dovranno pronunciarsi su Cosentino potranno basarsi anche sui nuovi atti notificati ieri dalla Procura di Napoli, l’ordinanza del Tribunale del Riesame che il 21 dicembre ha confermato l’arresto di “Nick o’mericano”, accusato dai pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock di riciclaggio con l’aggravante d’aver agevolato il clan dei Casalesi. Le motivazioni del Riesame – firmate dal magistrato Nicola Quatrano – sono state depositate due giorni fa e poi trasmesse alla Camera. Secondo l’accusa Cosentino (inscritto nel registro degli indagati con altre 84 persone) avrebbe partecipato al progetto, che però non fu portato a termine, di costruire un centro commerciale a Casal di Principe. L’operazione fu però affiancata da una lunga serie di reati, che vanno dal voto di scambio, alla concessione di un finanziamento bancario irregolare. Il voto su Cosentino era stato rinviato a dicembre provocando una forte spaccatura della Giunta, con il voto favorevole di Pdl e Lega.
E proprio in Parlamento, per voce di Maurizio Gasparri, s’è rivelata la “battaglia politica” che si sta giocando sugli arresti di Cosentino e Tedesco. Fu Gasparri, mentre Nicola Latorre accusava la Lega di difendere “il Sud di Cosentino”, a rispondergli: “Se volessi far cadere il governo, per il quale voterò la fiducia, potrei intrattenere Latorre sulla nuova richiesta di arresto del senatore Tedesco pervenuta al Parlamento”. Battuta molto velenosa, considerato che Latorre incappò in un “errore tecnico” che gl’impedì d’esprimere il suo voto favorevole per l’arresto di Tedesco, errore che gli costò l’accusa d’essersi accordato con il Pdl.
E nelle prossime settimane, dopo Cosentino, la Giunta dovrà pronunciarsi proprio su Tedesco: il senatore (ex Pd, ora gruppo Misto) è accusato dalla Procura di Bari di associazione per delinquere, concussione, corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Se per Cosentino si tratta di una nuova richiesta d’arresto – dopo quella respinta dalla Giunta nel 2009, per il concorso esterno in associazione mafiosa, contestatogli dalla procura di Napoli – per Tedesco si tratta della stessa inchiesta che, nel luglio scorso, ha già visto il Senato negare l’autorizzazione. Il fascicolo su Tedesco risale al periodo in cui era assessore regionale alla Sanità pugliese. Il senatore è accusato di aver fatto pressioni per le nomine di alcuni direttori generali delle Asl pugliesi. Ora, la stessa richiesta, torna alla Giunta, con una sola, determinante novità: l’avallo della Cassazione. Il primo provvedimento di custodia cautelare per Tedesco, infatti, risale a undici mesi fa. È dal 23 febbraio 2001 che il fascicolo, rimpallando tra le opposizioni di Procura e difesa, è giunto fino alla Corte di Cassazione. La suprema Corte, a dicembre, ha deciso per sì all’arresto. E questa decisione ha riavviato l’iter parlamentare. La pratica è tornata nuovamente sui banchi della Giunta. Determinando una sorta di derby delle manette, tra Pdl e Pd, che si risolverà a partire da martedì.













