Gli avvocati Nicola Petracca e Federico Tedeschini hanno ricevuto da Augusto Minzolini “ampio mandato per procedere in sede giudiziaria, ed in via d’urgenza, al fine di ottenere anzitutto la sua reintegra nelle funzioni di direttore del Tg1”. Lo annunciano gli stessi legali in una nota.

“Sono diventato un azzeccagarbugli. Mi hanno proposto di andare a New York, ma per ora non accetto nulla e vado avanti con il ricorso. Uso gli stessi metodi dell’azienda. Ora capisco Santoro con i suoi ricorsi e i tribunali…”. Così lo stesso Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, alla Zanzara su Radio24: “Hanno applicato per la prima volta una norma che è inapplicabile solo per farmi fuori” e, quanto alla contestata carta di credito, “hanno applicato alla lettera una circolare interna solo con me e il colmo è che le spese di rappresentanza io alla fine le ho rimborsate mentre la Rai le ha scaricate fiscalmente. La Rai ci ha guadagnato, non e’ un paradosso?”.

Quanto al suo Tg1, Minzolini sostiene: “Il tg piu’ brutto? Ma Garimberti da quale cattedra parla? Io nella mia carriera ho fatto diversi scoop e sono finito anche sulla Treccani, di Garimberti non ricordo nulla”. E ancora: tutti parlano di Mentana “ma se io avessi fatto un tg come quello, con il 42 per cento di politica, sarei sceso al 13-14 per cento di share. Mentre un tg generalista come il Tg1 ha sofferto di un allargamento della scelta e del mercato”. L’ex direttore del Tg1 aggiunge: “Ero di sinistra ma dopo l’episodio delle monetine a Craxi al Raphael sono cambiato. Non sopporto i linciaggi di piazza, insieme a quelli mediatici e giudiziari. Berlusconi ha incarnato un processo di modernizzazione che prima non esisteva. Si può dire che Berlusconi sia un rivoluzionario ed è stato sottoposto negli anni a un linciaggio mediatico e giudiziario. Al Tg1 penso di essere stato molto equilibrato e mai schierato. Ho contribuito al pluralismo, visto come è schierata l’informazione italiana; mi hanno emarginato anche perché ho dato informazioni che a molti non piacevano”.

Nello specifico del ricorso, gli avvocati dell’ex direttore del Tg1 scrivono che nella controversia relativa alla “momentanea sospensione” di Minzolini “dalle funzioni di Direttore del Tg1, avuto riguardo alle dichiarazioni rese dalla Rai, anche per il tramite dei propri legali”, osservano innanzi tutto che “la legge n. 97/2001, che la Rai ha inteso applicare” nella rimozione dell’ex direttore del Tg1, “non appare conferente alla vicenda concreta e comunque, in generale, applicabile al rapporto di lavoro dei dipendenti Rai”. Tale normativa, scrivono ancora gli avvocati, “ha avuto, per quanto noto, una rarissima applicazione nel corso della sua vigenza” e “l’unico arresto giurisprudenziale reperito in tema afferma il principio che il rinvio a giudizio del pubblico dipendente non può comportare in via automatica (e, dunque, a prescindere da ogni valutazione dell’opportunità del provvedimento) l’adozione della misura del trasferimento d’ufficio o della sospensione dal servizio: valutazione che, nel caso di specie, è stata totalmente omessa, anche in violazione dei consolidati principi recati dalla legge n. 241/1990”. “Il tutto – sostengono Petracca e Tedeschini – è ulteriormente rafforzato dalle recentissime ordinanze, nn. 28329 e 28330 del 22 dicembre c.a., rese dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che hanno testualmente affermato: ‘In conclusioni la Rai, anche se fortemente caratterizzata dagli evidenziati peculiari aspetti e tuttora in mano pubblica, resta pur sempre una società per azioni, e ciò deve vieppiù affermarsi a seguito della legge n. 112/2004 e del Testo Unico n. 177 del 2005“’.