”A Roma eravamo circa ventimila, in tutta Italia stimiamo siano scese in piazza circa centomila persone”: da Torino, a Genova, da Venezia, ad Ancona, a Sassari e a Messina, molte le manifestazioni per i diritti delle donne nel paese. Vogliono affermarsi nella nuova stagione politica, perché solo se ritroveranno “centralità e dignità sociale l’Italia uscirà dalla crisi”. “Se non le donne chi?“: con questo nuovo slogan il comitato ‘Se non ora quando?’ è sceso in piazza del Popolo a Roma, principale tra le manifestazioni, per rivendicare i diritti del mondo femminile: lavoro, welfare, rappresentanza e comunicazione i temi sollevati dal movimento. Ad aprire la mobilitazione una sequenza di video messaggi che, nelle parole di attrici, cantanti, e altre protagoniste della scena pubblica, ricordano come “la crescita economica del paese e la democrazie non saranno realizzabili senza le donne”. Dal palco un appello al Paese di rilancio e rinascita economica, politica e culturale nell’esperienza dei racconti delle donne comuni. Nonostante la pioggia, molte persone a piazza del Popolo, uomini e donne. Indossano magliette con il logo del comitato, alzando cartelli che rivendicano sostegno per la maternità, per l’accesso al lavoro, per una nuova immagine delle donne. Un manichino senza busto reca la scritta “una vita spezzata” mentre tre donne in costume dell’associazione ‘Rete per la parità portano al collo la frase “mai piu” portatrici di voti”.

Emulando l’abbigliamento arabo chiedono la fine delle ‘portatrici d’acquà, donne inserite nelle liste solo per fare eleggere gli uomini, del ‘burqa mediatico’ per una maggiore visibilità durante le campagne elettorali, e di maternità e paternità penalizzanti. In piazza anche la regista Cristina Comencini, impegnata dallo scorso febbraio nella battaglia ‘Se non ora quando?’. “Vogliamo segnare una nuova stagione politica – commenta – Con questa manifestazione ci mettiamo simbolicamente al governo del Paese per appianare le disparità di trattamento tra uomini e donne, uguali solo nei sacrifici. Le donne – agginge la regista – sono il Welfare del Paese”.

video di Irene Buscemi

“Credo che sia indispensabile che si metta al centro dell’attenzione il fatto che il problema delle donne è estremamente urgente, che esiste e bisogna parlarne”. Queste le parole di Giulia Bongiorno di Fli, in diretta dalla manifestazione. “Non si dà alle donne l’aiuto nei momenti più difficili – avverte – durante la gravidanza e nella durante la gestione del lavoro, che deve includere necessariamente quello domestico. Le donne devono ribellarsi riunendosi in piazza. Sulla manovra e i tagli ai costi della politica ha aggiunto: c’è da modificare, nei tempi diversi da quelli previsti, una norma che è stata scritta male, ma non una volontà di non fare i tagli”.