Chissà se Mario Monti avrà avuto modo di dare una occhiata alle tv, dopo la sua conferenza stampa di ieri sera.

Avrebbe così scoperto che il polo Raiset, ancora controllato dal suo predecessore, non ha ritenuto di trasmettere in diretta tv quello che, comunque la si pensi, era un grande e atteso evento giornalistico. Non a caso Sky e La7 lo hanno trasmesso integralmente sostituendosi, per l’ennesima volta, a una Rai che ha ormai scelto la strada del fallimento editoriale e industriale. A salvare l’onore della Rai ci ha pensato Rainews, diretta da Corradino Mineo, cioé il canale che i berlusconiani che dirigono viale Mazzini cercano di stravolgere e mettere in condizione di non nuocere.

Chissà se Mario Monti se ne sarà accorto, per ora sembra di no, anzi sembra quasi che abbia assunto l’impegno di non sfiorare il conflitto di interessi.

Avremo modo di tornare sul piano Salvaitalia, ma non possiamo non notare che la patrimoniale non c’è e che, neppure stavolta, è stata prevista l’asta per la assegnazione delle nuove frequenze digitali. Da un governo che cala la scure sulle pensioni ci saremmo aspettati un pò di equità in più e, soprattutto, il coraggio di sfiorare, almeno sfiorare, anche i santuari della conservazione e del conflitto di interessi.

Nella manovra è stato anche inserito il dimezzamento del numero dei componenti dell’Autorità di garanzia delle comunicazioni e dell’Antitrust. Bene, anzi benissimo, ma perchè non è stato modificato il criterio di nomina che consegna tutto il potere ai governi e ai partiti? Perchè non si é affrontato anche il nodo della Rai, liberandola da una metastasi che la sta conducendo al fallimento? Perchè non si è scelta la via del commissariamento prima e della modifica della legge Gasparri dopo?

Un governo che vuole salvare l’Italia può e  deve affrontare anche questi temi che riguardano non solo il sistema mediatico ed industriale, ma anche e soprattutto l’ordinamento democratico e il libero ed uguale esercizio del voto.