‘Compagno’ sì, ma da centinaia di migliaia di euro. Roberto Vecchioni, che a maggio aveva chiuso la campagna elettorale di Giuliano Pisapia a Milano, è stato nominato presidente del Forum delle Culture 2013 di Napoli, un evento culturale centrato sulle arti figurative e il teatro, sostenuto dall’Unesco e nato a Barcellona nel 2004 per “promuovere il dialogo interculturale e la conoscenza tra i popoli, attraverso il rispetto dei valori della diversità e dello sviluppo umano sostenibile e pacifico”. Una presidenza, quella di Vecchioni, da 220mila euro.

E’ questa l’ipotesi che è emersa a margine della prima riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione del Forum, per stabilire stipendi e funzioni di direttore, presidente e consiglieri. Un incontro a cui hanno partecipato i rappresentanti di Comune, Provincia e del ministero degli Esteri. Non pervenuta la Regione Campania e i suoi assessori Caterina Miraglia e Guido Trombetti, che hanno disertato perché probabilmente non era ancora stata concordata col governatore Caldoro la linea da seguire. La loro assenza, per ora, ha sospeso tutte le decisioni. Quel che è emerso, però, è che a Roberto Vecchioni Comune e Provincia intendono elargire un rimborso annuale a partire da una base di 60mila euro, cifra che corrisponde allo stipendio dell’ex presidente Nicola Oddati, a cui si aggiungerebbe un contratto di immagine di 160mila euro, per un totale di 220mila euro. A questo si somma un forfait per lo staff di cui potrà beneficiare anche il direttore generale Francesco Caruso, che percepirà tra i 90 e i 95 mila euro. Ai consiglieri del cda, invece, “solo” 30mila euro. Stipendi tutt’altro che sobri in tempi di crisi e ancor più stupefacenti alla luce delle dichiarazioni dello stesso Vecchioni che al termine della riunione aveva promesso che il Forum sarebbe stato un evento “low cost” in cui avrebbe chiesto “a tutti gli ospiti di partecipare gratuitamente” garantendo “solo il rimborso spese, a parte, magari, il compenso per qualche grande star”, anche se, si augurava “che anche loro accetteranno di partecipare per passione e non per un ritorno economico”.

“Roberto non conferma niente di quanto uscito sui giornali, perché sui compensi non decide il cda ma la cabina di regia fatta da Caldoro e De Magistris”, commenta Daria Colombo, moglie di Vecchioni. “Mi infastidisce che nelle voci che circolano non si dice che mio marito per essere presidente del Forum ha rinunciato alla sua tournée teatrale estiva prevista per il 2013. Che sarebbe stata ben più redditizia”. E se la cifra venisse confermata? “Significa che Roberto merita quel riconoscimento economico”. Eppure siamo in un periodo di crisi e si tratta di denaro pubblico. “Ora non c’è nulla di stabilito. Appena ci saranno i fatti li commenteremo”, osserva Colombo convinta che l’ammontare finale “dipende anche dal rientro che porta una persona”. Cioè? “Se hanno scelto Vecchioni, che può essere anche più costoso di Oddati, significa che riuscirà a portare molte più persone”. In altre parole, potrà “pareggiare i conti”.

Sulla polemica interviene anche Luigi De Magistris. “Le cose non stanno nei termini in cui si dice”, ha spiegato il primo cittadino di Napoli, precisando che “la decisione sui compensi non spetta al sindaco”. Tuttavia ritiene anche “che Vecchioni debba ricevere il compenso economico che spetta a un profilo come il suo”, ma nega che si tratti “delle cifre che sento dire in giro”. De Magistris è convinto che al cantante competa un riconoscimento “adeguato visto che si tratta di uno dei più grandi cantautori nazionali” in relazione “all’impegno che dedicherà a Napoli e al rilancio della sua immagine”.

Ma anche a fronte di cifre non ancora confermate, la querelle non si placa e Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale campano dei Verdi, e Livio Falcone il consigliere provinciale del Pd, sono intervenuti duramente sollevando anche il costo di direttore e consiglieri: “Il compenso annuo di 220mila euro annui previsti per il presidente del Forum delle Culture Roberto Vecchioni, di 30mila euro per i consiglieri e 100mila per il direttore generale Francesco Caruso è insostenibile e inaccettabile, soprattutto in un periodo economicamente e socialmente drammatico per Napoli, la Provincia e l’intera Regione Campania”. Borrelli e Falcone si augurano che l’evento non diventi il “forum del ‘portafoglio e degli sprechi’” e si aspettano che “Vecchioni, se ama davvero Napoli come dice, rinunci a questo compenso stellare e si adegui a cifre più modeste che sono comunque stratosferiche rispetto a quello che guadagna la media del popolo napoletano”.

“Per l’operaio che non ha più il suo lavoro”, cantava Vecchioni in “Chiamami ancora amore”, la canzone che quest’anno gli ha fatto vincere Sanremo. Se le indiscrezioni sul compenso saranno vere, “il prof” sentirà dei fischi.