Le manovre estive di bilancio ”in termini di credibilità e sostenibilità del nostro debito non sono state buone e se guardiamo all’andamento degli spread assolutamente deludenti”. Con queste parole, a mercati chiusi, il capo servizio studi di Bankitalia, Marco Magnani, affonda la lama nella gestione della crisi economica targata Tremonti: “C’è stato un problema di governance delle manovre che si sono susseguite in una rincorsa, l’una dopo l’altra, su pressioni esterne e questo non ha contribuito ad aumentare la reputazione dell’Italia. La crisi di governo che siamo vivendo è una diretta conseguenza di questa esperienza”, ha aggiunto.

E che il problema dell’Italia ruoti intorno alla questione della credibilità, lo dimostra l’andamento dello spread che dopo aver chiuso ieri a quota 530, oggi si è attestato a 540 punti con il rendimento dei titoli decennali che ha superato la soglia critica del 7% (7,13%), tanto da spingere a previsioni “su una crisi sistemica” del nostro Paese. Così almeno si è espresso il consulente di Angela Merkel, Peter Bofinger, che ha parlato di una “situazione italiana del debito davvero seria, simile alla crisi del 2008”. Uno spread che ha toccato quote da record anche in Francia, (191), in Belgio (313) e in Spagna (455) dove il rendimento ha raggiunto il 6,32%, un livello mai visto dall’agosto 1997.

Giornata da dimenticare per Finmeccanica, che archivia nove mesi in perdita e segna in Borsa un tonfo del 20%, cui si aggiunge la previsione non proprio di chiudere l’intero anno in profondo rosso e di non distribuire alcun dividendo. Di fronte al calo di ordini e ricavi e al lievitare dell’indebitamento, il gruppo ha deciso di correre ai ripari con un piano di dismissioni per circa un miliardo di euro da portare a termine entro la fine dell’anno prossimo, per uscire dai settori non strategici, come trasporti ed energia, e consolidare gli asset essenziali. Ad essere cedute saranno quindi attività nel settore civile, nell’elettronica per la difesa e la sicurezza e partecipazioni di minoranza, compresa quella del 14% in Avio.

Piano e risultati sono stati approvati ieri da un cda disertato dal presidente Pier Francesco Guarguaglini, che però ha firmato i conti dei nove mesi. Un’assenza che ha alimentato voci di uno scontro in atto con l’amministratore delegato Giuseppe Orsi che, arrivato a Piazza Monte Grappa nel maggio scorso, è ancora affiancato da manager delle controllate nominati da Guarguaglini. Ma Orsi getta acqua sul fuoco: Guarguaglini ha deciso di non prendere parte alla riunione ma “niente è cambiato”, ha assicurato l’ad, riconoscendo meriti al management che in questi anni ha fatto crescere l’azienda e aggiungendo che un cambio al vertice al momento non è nelle previsioni. Ma potrebbe essere solo rinviato dopo gli sviluppi legati al nuovo governo Monti.

CRONACA DELLA GIORNATA ORA PER ORA

18.41 – Spread chiude a 540 punti. Lo spread tra Btp e Bund chiude a quota 540 punti base, sulla piattaforma Tradeweb monitorata da Reuters, con il rendimento del 10 anni italiano che ha superato la soglia critica del 7% (7,13%). Il differenziale si è così riavvicinato al record di 576 punti toccato lo scorso 9 novembre. A nuovi massimi gli spread di Francia, a quota 191, Spagna (455) e Belgio (313). Record per il rendimento dei Bonos spagnoli salito al 6,32%, un livello mai visto dall’agosto 1997.

18.28 – Bankitalia: “Manovre estive deludenti”. ”Nonostante il susseguirsi dimanovre che hanno corretto gli andamenti di finanza pubblica, il risultato in termini di credibilità e sostenibilità del nostro debito non sono stati buone e se guardiamo all’andamento degli spread assolutamente deludenti”, ha spiegato nel dettaglio Magnani. “C’è stato un problema di governance delle manovre che si sono susseguite in una rincorsa, l’una dopo l’altra, su pressioni esterne e questo non ha contribuito ad aumentare la reputazione dell’Italia. La crisi di governo che siamo vivendo è una diretta conseguenza di questa esperienza”, ha aggiunto.

17.39 – Spread a 530 punti. Risale a quota 530 punti base lo spread tra Btp e Bund, con il rendimento del 10 anni italiano che torna sopra il 7% (7,06%). Il differenziale tra gli Oat francesi e il decennale tedesco è a 191 punti base e quello tra i Bonos spagnoli e il Bund è a 455,1 punti.

17.35 – Milano chiude a -1,08%

17.30 – Unicredit perde il 5%. Ancora una seduta difficile in Borsa per Unicredit, all’indomani della presentazione del nuovo piano industriale, dei conti trimestrali e dell’annuncio di un aumento di capitale da 7,5 mld. Il titolo cede il 5,17% a 0,734 euro. Ieri aveva lasciato sul terreno oltre sei punti percentuali.

17.09 – Finmeccanica peggiora verso fine seduta. Seduta da dimenticare per Finmeccanica in Borsa. Il titolo amplia le perdite ed è attualmente in asta di volatilità, con un calo teorico del 19,57%. Il minimo di giornata è di 3,612 euro, molto inferiore al minimo dell’anno (4,15 euro). Finmeccanica è pesante dall’avvio della giornata, dopo aver comunicato i conti del trimestre, la decisione di non distribuire dividendi relativamente all’esercizio 2011 e la revisione al ribasso delle stime sui ricavi 2011.

16.54 –  Ue rinvia sospensione rating paesi sotto programma aiuti. La Commissione Ue ha deciso di rinviare, per potere approfondire la questione, la proposta di sospensione temporanea del rating per quei paesi sotto programma di assistenza finanziaria. Lo ha annunciato il commissario Ue al mercato interno Michel Barnier da Strasburgo.

16.38 – Milano di nuovo negativa. Torna negativa piazza Affari, dopo aver brevemente invertito la rotta. Ftse Mib -0,80% e All Share -0,73%. In Europa resta positiva solo Zurigo, con lo Smi a +0,22%. Negative Londra (-0,08%), Francoforte (-0,79%), Parigi (-1,85%). A Wall Street Dow -0,23%, Nasdaq +0,05%.

16.22 – Spread torna sopra 530 punti. Torna ad allargarsi lo spread tra Btp decennali e bund, salito a quota 531,2 punti, vicino ai massimi di giornata. Il rendimento e’ al 7,05%

16.05 – Wall street gira in positivo. Dopo un’apertura debole, Wall Street entra in territorio positivo sull’onda dei buoni dati sulle vendite al dettaglio e sui prezzi alla produzione. Il Dow Jones guadagna lo 0,07%, il Nasdaq sale dello 0,24%.

16.00 – Spread di nuovo a quota 520. Lo spread tra Btp e Bund decennali sembra stabilizzarsi in area 520 punti, con il rendimento del 10 italiano al 6,98%. Forte pressione sul differenziale tra gli Oat della Francia e il Bund che si allarga a 190 punti. Lo spread del Belgio ha ormai superato i 300 punti (331) e quello della Spagna è a quota 450.

15.51 – Borse europee in leggero miglioramento. Le Borse europee migliorano diqualche frazione dopo l’avvio di Wall Street incerto, ma comunque superiore alle previsioni: l’indice Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, cede circa un punto percentuale. Milano si conferma la piazza azionaria meno pessimista, soprattutto grazie al via libera da parte dei partiti maggiori al governo Monti e Londra non soffre troppo grazie alla sterlina che la tiene per ora fuori dalla crisi dei debiti sovrani dell’area euro. Scivola invece di quattro punti percentuali la Borsa di Atene ed è debole anche Parigi, che sta soffrendo un forte attacco ai titoli di Stato francesi. Sono comunque sempre i bond italiani quelli più sotto pressione (+27 punti base per i decennali, segno che, con la Borsa che cerca un recupero, la crisi italiana rimane strutturale), seguiti da quelli francesi (+24 ‘basis point’) e dai titoli spagnoli (+18 punti). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: – Londra -0,08% – Parigi -1,12% – Francoforte -0,85% – Madrid -1,15% – Milano +0,16% – Amsterdam -1,05% – Stoccolma -0,35% – Zurigo +0,02%

15.36 – La borsa di New York apre in leggero ribasso. I timori per la crisi del debito europea sono attenuati dai dati sulle vendite al dettaglio, salite oltre le attese, e sui prezzi alla produzione, che sono calati piu’ del previsto. Il Dow Jones cede lo 0,10% a 12.067,25 punti, lo S&P 500 perde lo 0,22% a 1.249,01 punti, il Nasdaq scivola dello 0,34% a 2.648,21 punti.

15.09 – Milano in equilibrio vicino alla parità. L’apparente sblocco dellasituazione politica, con il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti che potrebbe a breve presentare la composizione del nuovo governo, ha fatto bene a Piazza Affari, che in circa mezz’ora di rally ha annullato le perdite accumulate nella seduta, mentre le altre Borse europee rimangono tutte in evidente calo. In attesa dell’avvio di Wall Street, al mercato azionario milanese ha fatto bene anche la raffica di dati macroeconomici Usa in genere non inferiori alle previsioni: a circa due ore e mezza dalla chiusura, l’indice Ftse Mib segna la marginale perdita dello 0,04%, l’Ftse All Share un calo dello 0,03%.

14.55 – Piazza Affari in positivo. Piazza Affari si è portata in territorio positivo grazie soprattutto alla spinta dei titoli bancari: in un clima comunque ancora incerto l’indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,38%, l’Ftse All Share un aumento dello 0,27%. Ancora negative le altre Borse europee.

14.52 – Spread sotto i 515 punti. Lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano continua a scendere e si colloca ora sotto i 520 punti. Dopo i 492 punti segnati in apertura e un massimo toccato a 532,34 punti, attualmente il differenziale è a 515,73 punti.

14.30 – Migliora Piazza Affari. Migliora Piazza Affari, anche se il Ftse Mib resta in calo dell’1,17% a 15.265 punti, frenato da Finmeccanica (-16,54%) e Unicredit (-4,78%). Accelera Ubi Banca (+1,28%) dopo i conti trimestrali, e Mediolanum (+2,39%), favorita dalla raccomandazione ‘hold’di Banca Akros. Eni guadagna lo 0,32%, Parmalat l’1% e Ansaldo Sts l’1,27%. Bene anche Enel Green Power (+1,46%), Campari (+0,94%) e Banco Popolare (+0,3%), mentre intesa Sanpaolo riduce il calo allo 0,8%.

14.08 – Tra 2007 e 2010 la Ue ha perso 2000 mld di euro. Per mancata crescita, tra il 2007 e il 2010, la Ue ha perso circa 2000 miliardi di euro, una cifra che è pari all’intero Pil della Francia o all’11% del debito cumulativo dell’Europa. E’ quanto ha detto il presidente della Ue Herman van Rompuy, parlando a Bruxelles. La cifra è il risultato della comparazione tra la crescita attuale e una crescita depurata dall’effetto crisi. “E’ indispensabile chiudere questo gap il più presto possibile”, ha detto van Rompuy.

14.03 – Rating implicita Italia è ‘junk’. Gli investitori assegnano al debitoitaliano un rating implicito al livello ‘junk’, o spazzatura, pari a ‘Ba2’ contro il livello ‘A2’ ufficiale di Moody’s. Lo scrive l’agenzia Bloomberg citando i dati di Moody’s Analytics. “L’unico altro Paese con rating al livello d’investimento la cui assicurazione sui bond è più costosa è l’Ungheria”, scrive l’agenzia di stampa secondo cui i contratti derivati ‘credit-default swap’ sull’Italia (oggi al record di otlre 600 punti) indicano un rating di ‘Ba3’, ancora più basso rispetto al livello implicito nelle attuali quotazioni dei titoli di Stato.

14.01 – Spread a 527 punti

14.00 – Riduce il calo Piazza Affari. Riduce il calo Piazza Affari dopo la conferma del sostegno al presidente incaricato Mario Monti da parte del Partito Democratico. Il Ftse Mib cede il 2,27% a 15.110 punti, con il differenziale spread Btp-Bund sempre sopra quota 520 punti. Finmeccanica cede il 16,27%, Unicredit il 5,43% e Ansaldo Sts guadagna lo 0,99%.

13.35 – Ocse: “Disoccupazione in aumento + 0,3%”. A settembre il tasso di disoccupazione in Italia è aumentato dello 0,3%, rispetto ad agosto, posizionandosi all’8,3%. Lo rende noto l’Ocse nella sua rilevazione mensile. Nell’area il tasso è rimasto invariato all’8,2% mentre è sceso al 7,6% (dal 7,7% di agosto) nei sette maggiori paesi. Nell’area euro c’è stato un incremento dello 0,1% al 10,2% (livello massimo da giugno 2010) mentre nell’Unione europea l’aumento è stato il medesimo e il tasso è al 9,7%. Da segnalare l’aumento dello 0,4% al 22,6% del tasso di disoccupazione in Spagna. Nell’area Ocse sono circa 44,8 milioni i disoccupati, in calo di 1,6 milioni rispetto a settembre 2010 ma ancora 10,8 milioni in più rispetto a settembre 2008.

13.18 – Spread supera i 524 punti

13.11 – Borsa peggiora con spread, Ftse Mib -2,61%, giù Finmeccanica. Mercato azionario in ulteriore peggioramento intorno a metà seduta, indebolito dalla dilatazione dello spread e con perdite che si sono avvicinate anche al 3%. L’indice Ftse Mib segna ora un calo del 2,61%, a 15.061 punti, mentre l’All Share cede il 2,43%. Male le banche e Finmeccanica, giù anche Lottomatica. Tra le banche Unicredit aggiunge un altro 6,1% alle perdite di ieri dopo i conti del trimestre e l’aumento di capitale. Bpm cede il 4,9%. Intesa è sul -2,3%, Monte Paschi -3,6%. Tra gli altri finanziari Fonsai accusa un -3,5%, Generali -2,5%. A picco Finmeccanica, con un -15,8%, dopo una lunga sospensione seguita alla diffusione della trimestrale, molto negativa, con ricavi in calo, perdite nel periodo e attese a fine anno, oltre alla notizia che non verranno distribuiti dividendi per il 2011. Sale invece Ansaldo, con un +0,9%. Tra le altre blue chip, Lottomatica perde il 5,1%, Telecom -3,1%. Tiene Eni con un -0,6%, Fiat perde l’1,8%. Cede Prelios con un calo del 15,5%.

12.51 – Milano crolla a -3%. Piazza Affari amplia i ribassi verso il giro di boa. Il Ftse Mib segna un calo del 3% a 14.998 punti e l’All Share del 2,55% a 15.829.

12.49 – Cds su Italia a massimo storico oltre 600 punti

12.31 – Spread spagnolo a 450 punti. I mercati oggi stanno punendo il debito sovrano spagnolo: lo spread, cioè il differenziale di rendimento tra i titoli a dieci anni in Germania e in Spagna, ha superato i 450 punti base, in rialzo di 18 punti rispetto a lunedi, segnando il livello più alto dalla creazione dell’euro nel 1999. Così, l’interesse del titolo decennale spagnolo è salito al 6,271 per cento, vicino al suo record di 6,293 per cento registrato lo scorso 18 luglio.

12.27 – Borse europee in profondo rosso. Le borse europee ampliano le perdite con Milano che fa registrare l’andamento peggiore. A Londra l’indice Ftse 100 cede l’1,28%, a Parigi il Cac 40 il 2,03%, a Francoforte il Dax 30 il 2,07%. Milano, maglia nera, con l’Ftse Mib che arretra del 2,57%. Giu’ anche Madrid -1,81%, Lisbona -1,25% e Atene -4,25%.

12.26 – Rehn: “Ora tocca a Monti giocare la palla”. “La palla è nel campo di Monti, spetta a lui giocarsela”, la Commissione “aspetta di lavorare con lui e la sua squadra”. Lo ha affermato il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn.

12.24 – Consulente Merkel: “Italia vicina a rischio sistemico”. La situazione del debito italiana“sta diventando davvero seria, credo che ci stiamo avvicinando ad una sorta di crisi sistemica che ricorda il 2008”. L’allarme arriva da Peter Bofinger, uno dei ‘saggi’ consulenti del cancelliere tedesco Angela Merkel, in un’intervista a Bloomberg Television.

12.17 – Spread supera i 530 punti. Continua ad allargarsi lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano che supera i 530 punti. Dopo i 492 punti segnati in apertura e un massimo toccato a 531,68 punti, attualmente il differenziale è a 530,78 punti.

12.06 – Spread a quota 529

11.57 – Borsa torna a scendere: -2,3%. Torna a scendere l’indice Ftse Mib di Piazza Affari (-2,3% a 15.110 punti) con il balzo segnato dal differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi. Finmeccanica cede il 14,71% dopo i conti trimestrali e Unicredit continua a non fare prezzo, segnando un calo teorico del 9%. Bene Ansaldo (+1,13%).

11.47 – Spread raggiunge quota 527. Lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano è salito oltre i 525 punti. Dopo i 492 punti segnati in apertura e un massimo toccato a 528,39 punti, attualmente il differenziale è a 527 punti.

11.42 – Record spread spagnolo e belga. Il premio di rendimento del Btp decennale rispetto al bund tedesco è volato oltre 520 punti. Spread record per Francia e Belgio, rispettivamente a 182 e 302 punti. La Spagna si mantiene oltre i 450 punti.

11.39 – Milano riduce perdite. Riduce il calo Piazza Affari dopocirca 2 ore e mezza di contrattazioni, con il Ftse Mib (-1,66%) che risale a quota 15.209 punti. La volatilità resta alta e le oscillazioni proseguono. Ancora pesante Finmeccanica (-13,42% a 3,88 euro), vendita però al di sopra dei minimi, mentre è ancora congelata per eccesso di ribasso Unicredit (-9% il teorico). Risale lentamente anche Bpm (-3,37%), con Intesa Sanpaolo (-1,46%) e Ubi Banca (-1%), che ha diffuso i conti trimestrali, decisamente più caute. Positiva solo Campari (+0,56%).

11.32 – Spread a quota 520 punti

11.31 – Rendimento Btp di nuovo vicino al 7%. Il tasso pagato dai Btp decennali conscadenza settembre 2021 è risalito alla soglia d’allarme del 7%.

11.19 – “Finmeccanica rischia perdite superiori”. Finmeccanica prevede di chiudere il2011 con una perdita “significativamente superiore” a quella dei primi nove mesi 2011. Lo ha detto l’ad Giuseppe Orsi. Allo stesso tempo il gruppo stima di poter ridurre l’indebitamento finanziario netto “al di sotto dei 2,5 miliardi entro fine 2012”, grazie al piano di dismissioni.

11.05 – Spread a 520 punti. Lo spread tra Btp e Bund si allarga ancora e tocca quota 520 punti base per poi scendere a 519. Sale anche il rendimento dei Btp decennali a 6,94%, mentre quello dei quinquennali è al 6,86%.

11.00 – Borse europee allargano le perdite. Londra segna -0,79% a 5.475 punti, Francoforte -1,62% a 5.887, Parigi -1,66% a 3.057, Amsterdam -1,27% a 295,13 e Milano -2,23% a 15.121. In flessione anche Madrid (-1,37%) e Lisbona (-1,02%).

10.40 – Milano cede il 2,7%. Peggiora Piazza Affari dopo un’ora e mezza di contrattazioni, con il Ftse Mib in calo del 2,77% a 15.024 punti. Ancora ferma Unicredit (-9% il teorico) dopo una breve riammissione e un calo reale dell’8,2% a 0,7 euro. Riammessa Bpm, in calo del 5,52% a 0,34 euro, ma non se la cava bene il resto del listino, con Finmeccanica in calo del 16,4%, Intesa Sanpaolo del 4,23% a 1,17 euro. Unici due titoli in rialzo Parmalat (+0,25%) e Campari (+0,75%), mentre Eni limita il calo all’1,15%.

10.26 – Unicredit riammessa e subito sospesa. Unicredit è stata riammessa per qualche minuto in Piazza Affari, cedendo l’8%, ma è stata subito ricongelata con un calo teorico del 9,17% a 0,7 euro.

10.17 – Finmeccanica riammessa alle contrattazioni. Cede il 16%. Finmeccanica viene riammessa agli scambi di Borsa. Il titolo, dopo i conti e l’annuncio di dismissioni cede il 16,36% a 3,7 euro.

10.16 – Spread peggiora: 516. Si allarga ancora lo spread dei Btp italiani sul bund, ora a 516 punti. Alta pressione anche sui titoli francesi, con uno spread ai massimi dalla creazione dell’euro a 177 punti. Il Portogallo viaggia a 963, la Grecia a 2669, la Spagna a 452.

10.09 – Milano peggiora, Unicredit congelata. Peggiora Piazza Affari dopo un’ora di scambi, con il Ftse Mib che si porta in calo del 2,25% a 15.119 punti. Prosegue il congelamento al ribasso di Finmeccanica (-14% teorico), ora affiancata da Unicredit (-6% il teorico) e Bpm (-4,7% il teorico), mentre Intesa Sanpaolo perde il 3,74%).

9.49 – Milano aumenta perdite, scendono i bancari. Piazza Affari e le altre borse europee allargano le perdite nel primo scorcio di seduta, mentre continuano le pressioni sul mercato obbligazionario italiano. Il differenziale fra Btp e Bund decennali continua a salire, toccando quota 510 punti. Il Ftse Mib segna un calo dell’1,88% a 15.171 punti. Sulla piazza milanese Finmeccanica, sospesa con un calo teorico del 14,85%, sconta l’annuncio che nel 2011 non ci sarà dividendo e il taglio dei ricavi. In sofferenza anche le banche: Unicredit (-5,68%), Bpm (-4,42%), Intesa Sanpaolo (-3,25%), Mps (-2,25%) e Ubi Banca (-2,35%), che ha diffuso i conti del terzo trimestre. Vendite anche su Ansaldo Sts (-2,46%), Lottomatica (-2,12%) e Impregilo (-1,91%). Unico titolo in positivo sul Ftse Mib è Campari (+0,56%), spinto dalle ricoperture dopo il tonfo di ieri.

9.36 – Sospeso il titolo Finmeccanica. Crollo del titolo Finmeccanica questa mattina all’apertura di Borsa, dopo che il gruppo ha diffuso i conti dei primi nove mesi, chiusi con una perdita di 324 milioni di euro. Annunciate anche dismissioni per 1 miliardo di euro, un calo dei ricavi e una perdita lorda di 200 milioni per il 2011, e la mancata distribuzione del dividendo per quest’anno. In avvio Finmeccanica ha ceduto subito il 7,5%, poi e’ stata sospesa toccando anche un minimo sotto i 4 euro, a 3,95, per un ribasso dell’11,9%.

9.28 – Spread attorno a 510 punti dopo il picco a 518. Il differenziale tra Btp decennali e Bund sfiora i 510 punti, a 508,2 punti, dopo aver toccato quota 518. Il rendimento dei Btp a 10 anni si attesta al 6,87% mentre quello dei Btp a 5 anni al 6,84%.

9.21 – Apertura negativa per borse europee. Le borse europee aprono negative. A Londra l’Ftse 100 cede, dopo i primi scambi, lo 0,7%, a Parigi il Cac 40 lo 0,9%, a Francoforte il Dax 30 l’1,1%. Anche Milano arretra con l’Ftse Mib che apre a -1,18%. Tokyo ha chiuso a -0,71%

9.20 – Spread oltre quota 510. Il premio di rendimento pagato dai Btp decennali sul bund tedesco ha sfiorato i 510 punti sugli schermi Bloomberg. Secondo la Reuters, che monitora la piattaforma Tradeweb, lo spread è salito a 515.

9.11 – Finmeccanica non riesce ad aprire per eccesso di ribasso. Finmeccanica non riesce a fare prezzo in Piazza Affari per l’eccessivo ribasso segnato nell’asta di preapertura. Dopo i conti dei 9 mesi il titolo segna un calo teorico dell’8,2%.

9.09 – Migliora Pil tedesco: +0,5% terzo trimestre 2011. Migliora il pil tedesco segnando un incremento dello 0,5% nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l’Ufficio di statistica federale, che ha inoltre rivisto al rialzo il dato per il secondo trimestre a +0,3%, rispetto al precedente +0,1%.

9.08 – Spread a quota 507. Lo spread Btp-Bund torna sopra i 500 punti (507). Il rendimento è al 6,8%.

9.00 – Milano apre negativa a -1,27%

8.40 – Spread subito oltre quota 500. Lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano torna a salire verso quota 500. Il differenziale è passato a 508 punti, dopo i 492 punti segnati in apertura di giornata.

8.38 – Finmeccanica annuncia dismissioni per un miliardo di euro. Al fine di consentire il riassetto del portafoglio e la riduzione dell’indebitamento, Finmeccanica intende procedere – entro l’esercizio 2012 – a finalizzare cessioni di attivita’ per un controvalore di circa un miliardo di euro. Lo riferisce una nota del Gruppo al termine della riunione di ieri sera del Consiglio di Amministrazione, che ha esaminato e approvato all’unanimità il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2011 e la struttura del Piano di consolidamento operativo e patrimoniale del Gruppo, per la cui attuazione ha conferito tutti i necessari poteri all’amministratore delegato Giuseppe Orsi. L’azienda non distribuirà dividendi per l’anno 2011