Una sera del 2006 in missione a Tel Aviv, ero invitato a cena da Shimon Peres, all’epoca non ancora capo di Stato. Colsi l’occasione per sondare la posizione d’Israele sul programma nucleare iraniano. Mi rispose: “Abbiamo davanti a noi tre opzioni: una diplomatica, l’altra economica, la terza militare. Scartiamo quest’ultima: troppi rischi. Proseguiremo nell’azione diplomatica…
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