Alfano candidato premier, Meloni vice. I giovani del Pdl spingono il ministro della Gioventù verso il ticket con il segretario del Pdl in caso di elezioni anticipate. L’operazione potrebbe trovare il gradimento di molti ex An, visto che, come spiega un importante dirigente della Giovane Italia, molto vicino alla Meloni, “La Russa ormai non è più in grado di rappresentarci nel confronto con gli ex Forza Italia. Basta pensare che martedì, nel vertice dopo il voto sul Rendiconto, con Berlusconi c’erano solo Letta, Verdini e Alfano. E nessuno di Alleanza Nazionale”. E così se i berluscones di stretta ordinanza si sono ormai rassegnati alla leadership del “giovane” Angelino, ora il cambio generazionale potrebbe travolgere anche i “cofondatori”, costringendo i ragazzi del Msi a un cambio della guardia.

La Meloni ha dalla sua tutto lo stato maggiore della Giovane Italia, l’organizzazione giovanile pidiellina, monopolizzata dai ragazzi di Azione Giovani a discapito dei fedelissimi del premier, praticamente cannibalizzati, almeno dal punto di vista delle tessere. E proprio i giovani militanti ora le chiedono di fare un passo avanti. “Giorgia presidente!” hanno scritto in molti nelle ultime ore sulla sua pagina Facebook.

Presidente no, ma vice forse. Fino a pochi mesi fa un ostacolo al tandem con Alfano – oltre al niet di La Russa, che però è sempre più isolato – era rappresentato dalle ambizioni nazionali di Alemanno, preoccupato dalla difficile tornata amministrativa del 2013. Gli ultimi sondaggi però danno il sindaco di Roma in risalita, tanto da convincerlo a rimanere in sella al Campidoglio, preparando la sfida a Zingaretti. E per Giorgia potrebbe aprirsi un portone. “Sarebbe un ulteriore segno di rinnovamento per il partito“, spiega il coordinatore romano della Giovane Italia, Cesare Giardina.

Ora, intanto, bisogna guadagnare il voto anticipato, tutt’altro che scontato. Il ministro della Gioventù anche ieri lo ha ribadito sulla sua pagina Facebook (che ha più fan di quella di Alfano): “Il voto è l’unica risposta”. “Avviso ai tentati dal ribaltone: la difficile situazione economica mondiale è figlia soprattutto della debolezza della politica – si legge nella nota – Agli sciacalli della speculazione finanziaria l’Italia deve ribadire il primato della politica sull’economia. Non è il momento di cedimenti agli interessi di lobby e di palazzo. È tempo di rispettare la centralità della sovranità popolare: il Pdl fa bene a ritenere il voto l’unica risposta possibile alla crisi”.

E, qualcuno, tra i commenti, propone addirittura un’accoppiata con il rottamatore Renzi. “Mandiamo a quel paese chi ha più di quarant’anni e un osceno passato politico alle spalle”.