Archivio cartaceo | di Carlo Tecce | 28 ottobre 2011
Ferrara occupa Rai Due, lo spazio
che fu di Annozero ora è suo
Da gennaio l'Elefantino sarà in onda il giovedì in prima serata sulla seconda rete. "E' stata un'ispirazione, ho preso la cattedra di Enzo Biagi e ora il trono di Michele Santoro"
Che fare in quei momenti di vorace estrosità? Ferrara accende una sigaretta, prende la tastiera e scrive al direttore generale Rai: “Cara Lorenza…”. Non c’è bisogno nemmeno di arrivare al punto perché Lorenza Lei, entusiasta per l’offerta, ordina uomini, scalette, studi. E annuncia in Vigilanza: “A gennaio avremo un sostituto di Annozero su Rai 2”, tanto per far dimenticare il disastro di Star Academy e la scomparsa di milioni di euro in pubblicità.
Il direttore del Foglio ha spedito la lettera senza ricevuta di ritorno, ma avrà quel che chiede: “Non conosco l’esito. Non posso sapere i progetti di viale Mazzini”. Però, quel pezzo di palinsesto che fu di Santoro è un trofeo incustodito: “Ascolta con attenzione, mi spiace che il tono di voce sul giornale valga zero, ma senti il mio gusto: prima eredito la cattedra di Enzo Biagi, adesso il trono di Michele Santoro …”. Puntini sospensivi.
Manca soltanto Daniele Luttazzi e poi, ironia berlusconiana, l’editto di Sofia è completo. E Qui Radio Londra? “Ah, non ci rinuncio”. Anche se l’espatrio di Ferrara è un cerotto per fermare l’emorragia di ascolti su Rai 1: il monologo quotidiano è fiacco, il contratto triennale è intoccabile, meglio provare altrove. L’ex ministro di B. è pronto a infiltrarsi nel ciclone campagna elettorale, c’è persino il titolo: “Eccolo: L’esame. Perché vorrei che ci sia un confronto di opinioni, io non sono per la verità estrapolata come il molare dal dentista, io non sono la voce del popolo. Vorrei qualcosa di veloce e dinamico: pochi filmati, due mie interviste a due personaggi diversi, un gruppo di persone che giudica e consente al sondaggista Nando Pagnoncelli di fare le sue statistiche”.
Reduce dal balletto di piazza Farnese contro Nicolas Sarkozy, splendido il giro di valzer con Daniela Santanchè, l’ex comunista Ferrara è sempre fedele al Cavaliere. Rientra in quel gruppetto di giornalisti di destra che, senza chiedere permessi, può decidere quando e come lavorare per il servizio pubblico. Poi, il resto è protocollo. Stupida burocrazia. Lorenza Lei, arguta, detta tempi e modi: sede di via Teulada (la più centrale), periodo gennaio-giugno (si vota, magari), massima discrezione (l’operazione vale la riconferma). Per motivi intellettuali o politici, Ferrara è un fenomeno del genere: sarà l’unico giornalista che, fallito un esperimento di cinque minuti, viene promosso in prima serata per due ore. Il direttore è sincero: “Non mi aspetto cifre esplosive di share, vorrei concedere ai telespettatori due ore di sana e pacata riflessione”. Sana, vedremo. Pacata, chissà. Per l’azienda i numeri Auditel sono una categoria dello spirito, poco importa se un giorno Mediaset vince: non si litiga fra parenti.
da Il Fatto Quotidiano del 28 ottobre 2011





