“Quando Berlusconi riunì sei panamensi e sei italiani per un incontro, uno di loro era Lavitola”. Adesso anche il presidente della Repubblica di Panama sembra scaricare il Cavaliere e il suo amico Valter: “Martinelli prende le distanze da Lavitola”, titola il quotidiano panamense Prensa. Alla domanda su come abbia conosciuto l’ormai famoso Lavitola, Martinelli punta il dito verso il Cavaliere, parla di un viaggio in Italia. Il sito del giornale panamense ne dà notizia il 20 agosto, titolando “Sorprendente viaggio presidenziale”. Il motivo ufficiale della missione è svelato da Dagospia il 19 settembre: un accordo tra le Poste Italiane e Poste Panama. La notizia è riportata sul portale dell’ente, che non spiega, tuttavia, il motivo per cui l’Italia debba stipulare un accordo con le poste del Paese centroamericano. Mistero. Martinelli, comunque, dice anche altro: “Lavitola era conosciuto da tutti”, aggiunge il leader di Panama. Nei giorni centrali di agosto i telefoni di Berlusconi e Lavitola squillano di frequente: è il 24 agosto quando il premier consiglia al suo faccendiere di rimanere fuori dall’Italia.

Abbandonato da tutti, a cercarlo pare essere rimasta soltanto la polizia. Tempi duri per Lavitola, appena un anno fa scendeva con piglio sicuro dalla scaletta dell’aereo della Presidenza del Consiglio. Divideva la tavola con il presidente di Panama, Ricardo Martinelli, e il ministro Franco Frattini. Oggi è latitante e tutti negano di essere suoi amici, di averlo frequentato. “Non so dove si trovi”, esordisce Martinelli, cercando di superare l’imbarazzo (Lavitola, latitante, è ormai uno dei protagonisti delle cronache locali del paese del Canale, dove si è rifugiato). Aggiunge il presidente: “Non so nemmeno se sia a Panama”. Ma quando ha conosciuto l’ex direttore dell’Avanti? Scrive Prensa: “Martinelli ha detto di aver incontrato Lavitola durante il suo viaggio in Italia (nel 2009, ndr)… Il presidente sostiene che Lavitola era “molto strumentale” per firmare il trattato in materia di sicurezza e di lotta all’evasione tra Italia e Panama nel giugno 2010 (quando l’ex direttore dell’Avanti sbarcò dall’aereo di Stato con Berlusconi, ndr)”. Non solo: Lavitola “ha contribuito anche a migliorare notevolmente i rapporti tra Italia e Panama”. Prensa e Martinelli rivelano importantissimi retroscena dell’accordo: “Lavitola ci ha aiutato anche perché l’Italia ci donasse sei navi”. Fin qui niente di nuovo. Il “dettaglio” inedito è il valore del “regalo” italiano: “300 milioni di dollari”, cioè 222 milioni di euro, secondo il presidente panamense.

“Lasciamo perdere la politica italiana… non so se Lavitola o altri turisti italiani siano a Panama”, conclude Martinelli, quasi a voler evitare di pronunciarsi.

Ma ormai Berlusconi è stato già chiamato in causa, e proprio dal vecchio amico panamense. Una presa di distanze che la dice lunga sull’aria che tira: Martinelli ha origini italiane, è imprenditore e politico, insomma si è sempre sentito vicino a Berlusconi, lo ha sempre sostenuto. Eppure oggi mette in imbarazzo il Premier con le sue dichiarazioni. Ma Lavitola di questi tempi è un personaggio che scotta, meglio maneggiarlo con le pinze. Vale anche per il nostro ministro degli Esteri. Appena un anno e mezzo fa, si era nel maggio 2010, il titolare della Farnesina e Lavitola erano insieme a un importante ricevimento a Panama in onore di Frattini. Le foto inequivocabili mostrano strette di mano, sorrisi, pacche sulle spalle. E, soprattutto, Lavitola che siede al tavolo d’onore insieme appunto con Martinelli e Frattini.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini di fronte alle immagini ha commentato: “Quando ci si circonda di personaggi come quelli è evidente che c’è qualcosa di poco trasparente”. Fini, d’altronde, finì nel mirino di Lavitola per la storia della “casa a Montecarlo”. E ora parla di “soddisfazione nel vedere che un faccendiere che oggi è salito agli onori delle cronache era ospite dell’aereo presidenziale con Berlusconi e ha partecipato a dei colloqui tra il ministro Frattini e le autorità panamensi”. Ma anche la Farnesina, nonostante le immagini eloquenti, prende le distanze da Lavitola: Frattini “ha effettuato dal 26 al 28 maggio 2010 una visita in America Latina. Durante la sosta di circa 24 ore a Panama ha effettuato incontri istituzionali con il Presidente ed il Vice-Presidente, nonché il Ministro degli esteri panamensi. Giunto a Panama, il Ministro Frattini ha incontrato il signor Walter Lavitola tra i partecipanti al ricevimento offerto dal Presidente di Panama, Martinelli”. Aggiungono dalla Farnesina: Lavitola “che peraltro a quel tempo non risultava oggetto di indagini conosciute dal pubblico, non ha in alcun modo fatto parte della delegazione che ha accompagnato il Ministro degli esteri”. Insomma, Lavitola era solo “tra i partecipanti di un ricevimento” offerto da Martinelli. Peccato soltanto quelle fotografie che mostrano l’allora direttore dell’Avanti sempre accanto al ministro Frattini, le strette di mano, le pacche sulle spalle.

Del resto il Governo italiano negli ultimi due anni ha compiuto più missioni a Panama che in 106 anni di storia della repubblica centroamericana: per ultimo Berlusconi, prima di lui Frattini. Senza contare Alfredo Urso. Ma l’allora vice-ministro dell’Economia almeno non ha incontrato Lavitola.

da Il Fatto Quotidiano del 27 settembre 2011

aggiornato dalla redazione web alle 17.40 del 27 settembre 2011