Un continente di matti che evita la coesione e rischia grosso di fronte ad una crisi economica di tali dimensioni. Sono le parole di Romano Prodi non appena arrivato al Festival Uguali_Diversi, a Novellara, in quella bassa padana che lui conosce così bene.

“Siamo matti” ha dichiarato l’ex presidente del consiglio, “a seguire i personalismi statali in una tale condizione storica. Io sono ancora fiducioso: l’euro ci salverà, solo dobbiamo pensare in termini di Europa e non di Italia, Grecia, Francia o chissà quale altro paese. La Germania poi, è sì uno dei fratelli più grandi ed è giusto che dica la sua opinione, però non è tutta colpa dell’Italia e sparare su di noi è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Il nostro paese può ancora farcela, io ci credo, ma di certo, lasciatemelo dire, sono mancate le riforme”.

Invitato per parlare della terra e dei suoi problemi nel XXI secolo, dalla fame nel mondo alla sostenibilità energetica, Prodi non ha potuto non soffermarsi sulla critica situazione che si trova ad affrontare il nostro pianeta a livello economico prima di tutto. È un mondo in cerca di un leader politico e fino ad ora i candidati non danno grandi speranze. “Quello di cui avremmmo bisogno oggi”, ha dichiarato Romano Prodi, “è di un leader all’altezza delle sfide che dobbiamo affrontare ogni giorno. Il problema è che molte delle domande della popolazione rimangono senza risposta. Ho sentito dire in giro che ci vorrebbe un De Gasperi per salvare la situazione. Sapete cosa vi dico? Che De Gasperi oggi probabilmente, visto il grado di selezione per merito, sarebbe ancora un bibliotecario, oppure sarebbe stato licenziato o in fila in attesa di un lavoro”.

Una terra sofferente quella mondiale, come quella italiana, che affanna e cerca di trovare soluzioni senza che vengano fatte le scelte giuste per il cambiamento. E naturalmente secondo Romano Prodi è l’Europa, uno dei punti saldi necessari per la rinascita in una situazione mondiale così instabile: “Spesso ci dimentichiamo che la crisi è nata negli Stati Uniti, dove in alcuni stati il deficit supera il 10%. Nessuno però osa mettere in discussione la leadership centrale del governo americano. L’Europa invece, dopo aver introdotto l’euro ha rimandato il tempo delle riforme ed aperto la porta all’epoca della paura e del sospetto. Ci siamo fermati e rischiamo di essere sempre più deboli. Non basta avere una moneta unica per essere coesi, ci vogliono politiche comuni ed efficaci”.

È la ricetta di Romano Prodi per la crisi del millennio, in totale sintonia con il suo ultimo libro in uscita per la collana Uguali_Diversi di Aliberti Editore e dal titolo “Futuro Cercasi”. L’Italia e l’Europa vengono presentate come in cerca di un futuro ostacolato spesso da politici che presentano soluzioni di breve periodo e che non investono sui pilastri fondamentali, come ad esempio: l’università e la cultura. Una nuova coscienza civica dunque, che possa salvare il pianeta rendendolo più sostenibile. E coinvolti nel dibattito sono tutti i grandi colossi economici mondiali: “Questo mio discorso”, ha aggiunto Prodi, “l’ho pronunciato anche in Cina due anni fa in occasione dell’incontro “Cibo e strategie per il XXI secolo”, segno che anche loro, i tanto temuti cinesi hanno a cuore questi temi e sanno che sarà lì che si giocherà il futuro dell’umanità”.

Terra era infatti il tema del festival Uguali_Diversi che ogni anno anime le piazze di Novellara, cittadina del Reggiano e che per quest’anno coinvolgeva anche le vicine Correggio e Bagnolo in Piano. Una terra padana in cui Romano Prodi è nato e cresciuto e che non accetta a sentir definire come terra minacciata dalla Lega Nord.

“Sia ben chiaro”, ha aggiunto l’ex primo ministro, “l’integrazione non la predichiamo per fronteggiare la Lega Nord. Noi abbiamo bisogno degli immigrati e del loro prezioso lavoro, specie nei nostri campi per tutti quei lavori che noi non abbiamo più intenzione di svolgere. Sono parte integrante della nostra società ed è ora che siano inseriti nel dibattito nazionale. Non venitemi a raccontare che sono un ostacolo alla crescita, perché questi sono discorsi populisti che ci fanno solo perdere tempo”. Tanta la gente accorsa nella cittadina reggiana per sentire le opinioni di un Romano Prodi visto da tanti come l’isola di speranza per una sinistra ancora una volta in crisi: vietato parlare di partito democratico, ma l’analisi politica a parla da sola.

di Martina Castigliani

il video è di Giulia Zaccariello