Nel giorno in cui il commissario della Bce Juergen Stark annuncia le sue dimissioni e lo spread tra Btp e Bund schizza in alto, il commento di Emma Marcegaglia sulla situazione dell’Italia è un altro macigno. ”Oggi il nostro Paese è in pericolo”, afferma il presidente di Confindustria. “O i problemi li diciamo chiaramente o se li lasciamo fuori dal tavolo facciamo un danno al Paese”.

”Abbiamo un problema di credibilità – continua Marcegaglia -. O il governo, molto velocemente dimostra che è in grado di fare una grande operazione, in termini di quantità ma anche di equità, superando i veti, oppure penso che dovrebbe trarne le conseguenze perché non possiamo restare in questa incertezza”. Il presidente di Confindustria rincara poi la dose: ”Un mese fa eravamo considerati più credibili della Spagna, ora siamo considerati sempre meno credibili: la Spagna ha fatto manovre serie e strutturali, aveva una situazione politica difficile e il presidente del Consiglio in carica ha detto: non ce la faccio più, non ho più la credibilità dei mercati, vado ad elezioni”. Marcegaglia ha poi ricordato che c’è stato “un lungo periodo in cui ci è stato detto che il nostro Paese era meglio degli altri. Io sono stata in più occasioni insultata, mi è stato dato del corvo, perché dicevo che l’Italia non cresceva. Prima ci dicevano che l’Italia non aveva particolari difficoltà ma a fine luglio siamo entrati nella crisi dell’eurodebito”.

Marcegaglia non ha risparmiato critiche alla manovra perché “per il 60% è composto da nuove tasse. Passiamo a una pressione fiscale pari al 44,5%, cioè il massimo storico in Italia. Si tratta di una manovra depressiva”. Inoltre “non contiene interventi strutturali: bisogna affrontare il nodo pensioni, fare le liberalizzazioni e le privatizzazioni”. Si deve intervenire anche sui costi della politica “senza demagogia perché in un momento complicato come questo non bisogna accendere la miccia dell’antipolitica”. Ma “per riuscire a tornare a crescere dobbiamo dare più fiducia alla gente. Ognuno di noi deve fare un passo indietro perché in questa fase ognuno protegge se stesso. Quindi tutti facciano sacrifici a partire da chi ha di più: bisogna mettere insieme un sistema per cui abbassiamo le tasse su chi tiene in piedi il Paese, cioè i lavoratori e le imprese, e alzarle sul resto: Iva, patrimoni, rendite, su tutto quello che è necessario”.

Riguardo alle dimissioni del commissario tedesco della Bce, Marcegaglia ha detto che “oggi è un giorno difficile”, sottolineando che questa decisione è stata presa “in contrasto con la decisione di comprare titoli italiani e spagnoli”.