Le famiglie Coni, Breda e Mastrangelo a Sosua Ho sentito su Skype tre famiglie che hanno lasciato l’Italia per trasferirsi a Sosua, un paese di 12 mila abitanti nell’isola caraibica di Santo Domingo. Sara Corrente e Mario Coni con il figlio Roberto, dieci anni, hanno presso possesso della loro nuova casa dodici giorni fa, con vista sulle splendide spiagge dominicane. In Italia lei era farmacista, lui agente di commercio e vivevano a Perugia. Hanno mollato tutto e sono andati via. Erano stanchi di vivere in questa penisola, che è sicuramente una bella terra, ma devastata da bande di politici corrotti che distruggono la sperenza nel futuro. Dice Sara: «In Italia non funziona più niente: la sanità, la scuola, i servizi pubblici. Ormai si sopravvive: con due stipendi non arrivavamo più alla fine del mese, tra rincaro dei prezzi e tasse da pagare.  E poi abbiamo la nausea della politica: tante promesse e menzogne, ma nulla di concreto per il nostro benessere. Un esempio? La sicurezza nelle strade: a Perugia gira troppa droga  ed eravamo preoccupati per nostro figlio. È triste, ma andare via è stata una scelta obbligata per trovare un po’ di serenità.»

Roberta Contessi e Aldo Breda si sono trasferiti tre anni anni fa. Lei faceva la parrucchiera e un giorno ha proposto al suo compagno di lasciare il Friuli per trasferirsi nell’isola di Santo Domingo. Non ne potevano più della pessima qualità di vita che offre l’Italia. Spiega Aldo: «Abbiamo aiutato trentatre famiglie a trasferirsi a Sosua e le richieste aumentano in questo periodo di crisi economica. Abbiamo aperto un sito e offriamo consigli per mollare tutto e cambiare vita.»

Tra le coppie che hanno accolto il loro appello ci sono Debora Bertola e Andrea Mastrangelo. Hanno lasciato l’Italia un anno fa. Hanno aperto una piccola agenzia di servizi e usano internet per lavorare. «Qui è sempre estate e le spiagge caraibiche sono splendide. I ritmi di vita sono più lenti, abbiamo tutti i servizi necessari e perfino la connessione a banda larga è buona. Grazie a internet ci teniamo in contatto con i nostri amici in Italia e molti di loro hanno già pensato di trasferirsi. Non ne possono più della corruzione, dei privilegi dei politici e dei continui sacrifici che devono fare per sopravvivere. Hanno perso la speranza nel futuro. Ci dicono: beati voi!»

È il sogno di molti andare via da questa Italia putrida. Alcuni amici si sono trasferiti in Nuova Zelanda e mi dicono che non rimpiangono il nostro Paese. Riccardo, due figli, assistente sociale con l’incubo di pagare le bollette perché non guadagna abbastanza con un contratto da precario, l’ho incontrato in pizzeria due giorni fa: «Vado via dall’Italia. A dicembre parto…». Gli ho chiesto la destinazione. Sta valutando di andare con un amico in una zona dell’India dove proverà a vendere kit fotovoltaici in zone dove serve l’elettricità. Una scelta difficile, ma stimolante. «Sempre meglio di questo schifo che offre l’Italia», aggiunge. E voi in quale Paese andreste per sfuggire  da questa miseria sociale?

I politici italiani promuovono la voglia di fuggire. Il nulla esistenziale. Il vuoto etico e le tasche vuote. Sono distruttori di sogni. Terminator della felicità. Sempre più spesso sento gente esasperata. Avvilita. Depressa. Non ce la fanno più a sopportare i privilegi della Casta mentre loro stringono la cinghia dei pantaloni. Il blogger Claudio Messora ha annunciato i default sul suo blog. Venderà tutto. Anche l’automobile. Andrà in giro per Milano con una bici e non vuole possedere neppure il bancomat. Anche lui sogna di partire. Gli ho raccontato delle spiagge di Sosua. Mi ha risposto che ci andrebbe volentieri. «Se vai tu, vengo anch’io…», mi ha scritto su Gmail.

Che cosa è diventata l’Italia? Come l’hanno ridotta questi selvaggi della politica che cannibalizzano la speranza? Viviamo in una bolla di menzogna informativa, ma la gente sa bene come stanno le cose. Lo sa sulla propria pelle. E vorrebbe uscire da questa trappola. Abbiamo dunque una sola speranza: che il peggio diventi presto catastrofe. Il default italiano potrebbe inghiottire per sempre questa sporca dozzina di politici che tengono in ostaggio l’Italia. Ma prima che accada facciamo sentire la voce degli italiani indignati. Scendiamo nelle piazze a settembre e – ancora una volta – lottiamo per un futuro migliore.

Nella foto, le famiglie Coni, Breda e Mastrangelo a Sosua

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