“Quest’anno abbiamo superato qualunque record”. Un record amaro, deve però ammettere lo stesso Paolo Mengoli, direttore della Caritas diocesana bolognese, che ha organizzato insieme alla Camst, colosso cittadino del catering, il tradizionale pranzo di ferragosto. “Abbiamo servito 210 pasti per le persone a sedere e almeno quaranta per le persone che hanno aspettato fuori”.

Fin da mezzogiorno infatti una folla variegata di persone sostava davanti a Palazzo d’Accursio, tutti evidentemente affamati. Ci sono i tipici clochard, ma anche molte persone che alle mense ci vanno da un anno. “Gli anni scorsi molti tra i 200 invitati non venivano e allora riuscivamo a far sedere anche chi si presentava all’ultim’ora senza invito – spiega Fabian Lang, presidente dell’associazione Universo che ha dato una mano a gestire “l’ordine pubblico” durante il pranzo – ma quest’anno quasi tutti i 200 sono arrivati e quelli senza invito ad aspettare fuori sono aumentati”.

Fabian li chiama nuovi poveri e ne vediamo diversi. Ci sono le due signore settantenni bolognesi, senza parenti e amici, imbellettate e con lo smalto alle unghie, a fianco di ragazzi marocchini o di senzatetto tutt’altro che in abiti eleganti: “Durante l’anno non vado in mensa, c’è gente che sta peggio di me. Ma ogni tanto qualcosa la Caritas me la dà. Con una pensione di 600 euro devo pur vivere”, dice una delle due signore.

Per Mengoli, la grande affluenza al pranzo di Ferragosto è un segnale preciso per la città, il simbolo di una condizione di disagio già segnalata anche nelle scorse settimane, quando il direttore della Caritas aveva messo in allarme sull’aumento dei senzatetto, almeno un migliaio in città.

A toccare con mano il bisogno di cibo e la povertà che aumenta a Bologna c’erano anche diversi politici. C’erano la vice-sindaco, Silvia Giannini, la presidente del consiglio comunale, Simona Lembi, l’onnipresente Maurizio Cevenini (che ha fatto un po’ da padrone di casa, mentre molti dei commensali lo hanno chiamato “Sindaco”) e c’erano anche Daniele Carella e Patrizio Gattuso del Pdl.

Intanto quest’anno, per la prima volta, una scorta di pasti caldi da asporto è stata conservata per quegli invitati di fede musulmana che, per osservare il digiuno del Ramadan, non hanno potuto essere presenti al pranzo.