Sono 320 i migranti che si trovavano a bordo del barcone intercettato a mezzo miglio da Lampedusa dalla Guardia di Finanza e accompagnato sull’Isola. Secondo quanto si apprende al comando generale delle Capitanerie di Porto, tra di essi vi sono 35 donne e 11 minori.

Intanto un altro barcone con a bordo almeno un centinaio di migranti è stato avvistato in tarda mattinata da un velivolo della Guardia Costiera a 53 miglia a sud di Lampedusa. L’imbarcazione viaggia autonomamente a una velocità di 8-10 nodi in direzione dell’isola.

Ieri, l’Arci ha denunciato ”il perdurare delle detenzioni illegali; la scarsità delle informazioni fornite ai detenuti sui loro diritti a cominciare da quello d’asilo; il mancato invio dei richiedenti asilo nelle strutture preposte (Cara), scegliendo in contrasto alle disposizioni di legge la detenzione nei Cie”. Si tratta di alcune “problematiche” riscontrate dall’ente di tutela nel Centro di primo soccorso e accoglienza di Lampedusa, dove è stata autorizzata dal ministero dell’Interno a svolgere le proprie funzioni in favore dei cittadini stranieri.

L’associazione solleva inoltre anche altre preoccupazioni sulla gestione del centro: “L’ente cui è affidata – si legge in una nota – ha messo in atto ormai un vero e proprio boicottaggio nei confronti degli operatori dell’Arci, per i quali, nonostante le autorizzazioni del Ministero e della Prefettura, è sempre più difficile muoversi liberamente all’interno del Cspa”.

L’associazione ha infatti denunciato in più occasioni “la situazione di degrado cui sono costretti i trattenuti: dalle condizioni igieniche, alla mancanza di vestiario adeguato; dai ritardi nell’assistenza sanitaria all’inadeguata accoglienza offerta ai minori spesso abbandonati a se stessi; dalla scarsa e cattiva qualità del cibo alle difficoltà a entrare in contatto coi legali che dovrebbero assisterli: una situazione che va radicalmente modificata”.