Un commissariamento a tutti gli effetti. Il Governo italiano, considerato debole e inaffidabile, al termine di un week end di fuoco contrassegnato da riunioni straordinarie del consiglio direttivo della Bce riceve indicazioni ultimative dall’Europa: gli annunci di venerdì da parte di Berlusconi e Tremonti non bastano e si prepara così un decreto legge d’urgenza che conterrà il taglio immediato delle pensioni d’anzianità e, forse, misure aggiuntive per incrementare le risorse (aumento dell’Iva e reintroduzione della tassa sulla prima casa) e procedere a rapide privatizzazioni (Eni, Enel, Poste e Finmeccanica) che servono per ridurre di un centinaio di miliardi lo stock di debito pubblico.

In cambio Bce acquisterà Btp italiani sui mercati per arginare i probabili nuovi tsunami alimentati dal declassamento del debito statunitense. Al termine della riunione straordinaria del Consiglio direttivo, dopo una consultazione notturna con Fed e Bank of Japan, la Bce ha infatti annunciato: “Interverremo attivamente sul programma sui titoli di stato (l’acquisto di titoli sul mercato secondario, ndr)”. E gli acquisti, secondo il Wall Street Journal “saranno massicci”. Il consiglio direttivo della Bce “accoglie favorevolmente gli annunci fatti dai governi di Italia e Spagna rispetto alle nuove misure e – si legge in una nota – alle riforme nei settori del bilancio e delle politiche strutturali”.

Il Consiglio considera “una decisiva e veloce attuazione da parte dei due governi come essenziale per aumentare sostanzialmente la competitività e flessibilità delle loro economie e ridurre rapidamente i deficit pubblici”. Apprezzando la posizione congiunta di Francia e Germania di portare avanti l’accordo Ue del 21 luglio scorso per il salvataggio della Grecia e il ruolo del fondo Efsf salva stati, la Bce dà luce verde al programma di acquisto di titoli di Stato senza citare i paesi interessati. L’Eurotower ricorda che il programma di acquisto titoli è stato creato per aiutare a ristabilire una migliore trasmissione delle decisioni di politica monetaria e assicurare la stabilità dei prezzi nell’area euro. In una altrimenti sonnacchiosa domenica d’agosto, trasformata in una giornata di febbrili contatti fra governi e banche centrali, il Consiglio direttivo della Bce doveva decidere se varcare il Rubicone, muovendosi per calmare un mercato dei titoli di stato che rischia di avvitarsi in una spirale senza fine.

Nella mattinata di domenica il Presidente della Bce, Jean Claude Trichet, aveva ammonito di volere una decisione chiara e di tipo politico dal Consiglio direttivo. Dopo la richiesta formale fatta al governo italiano e accolta in meno di 24 ore dall’esecutivo di Roma, di anticipare il pareggio di bilancio di un anno dal 2014 al 2013, il quadro era cambiato rispetto alle perplessità espresse da alcuni componenti del board nei giorni scorsi. Anche la Spagna ha annunciato misure aggiuntive da approvare entro un mese chiedendo in cambio alla Bce di fare il suo dovere per calmare i mercati. L’implicita smentita dell’acquisto di titoli di stato di Italia e Spagna fatta da Trichet giovedì scorso aveva causato un vero tracollo degli spread dei due paesi oltre quota 400 punti, arginato solo in parte dall’intervento individuale delle banche centrali di Roma e Madrid.

Per questo e anche per il taglio del rating Usa da parte di S&P, da più parti nell’Eurozona si era invocata la conference call della Bce, iniziata verso le 18, dopo quella del G20 e prima di quella del G7. Nella serata di domenica è arrivata poi la nota congiunta di Francia e Germania che apprezzava le misure varate dall’ Italia (e dalla Spagna) chiedendone però, con toni appena velati dalle forme diplomatiche, un’attuazione rapida e piena come condizione per ristabilire la fiducia dei mercati dando così un sostanziale via libera all’Eurotower. Fate in fretta e soprattutto in anticipo, altrimenti arriverà uno tsunami che difficilmente sarà arginabile. Questo il messaggio lanciato sa Sarkozy e Merkel che dopo la lezione greca hanno, però, abbandonato gli indugi dando un segnale molto netto ai mercati: il fondo europeo salva stati Efsf «sarà rafforzato», recita il comunicato congiunto di Francia e Germania.

Un preludio agli Eurobond proposti da Tremonti e Juncker che Francia e Germania condizionano, però, a che l’Italia «attui rapidamente e completamente le misure annunciate» dal Governo, a partire dal raggiungimento del pareggio di bilancio «con un anno di anticipo». Basta con i giochetti e le dichiarazioni spavalde. Parigi e Berlino vogliono misure certe e concrete perché salvare l’Italia, come ha scritto ieri il New York Times, costerebbe 1400 miliardi e altri 700 la Spagna. Cifre che complessivamente ammontano a più di tre volte la provvista originariamente definita per l’Efsf. Si preannuncia, quindi, un totale commissariamento della politica di bilancio pubblica con inevitabili drammatiche conseguenze economiche, ben evidenziate da Nouriel Roubini sulle colonne del Financial Times: una seconda recessione, ben peggiore di quella vissuta nel biennio 2009-2010, e nessun cambiamento sostanziale del sistema finanziario responsabile di gran parte dei disastri che oggi vengono pagati dai cittadini europei, italiani e spagnoli in testa.

di Andrea Di Stefano