“Sì, ma giusto un saluto”. Domenico Scilipoti ha partecipato al Consiglio nazionale del Popolo della Libertà. Seduto in platea, nascosto dietro un paio di occhiali da sole, ha cercato in ogni modo di passare inosservato. Senza però riuscirci. E raggiunto telefonicamente conferma di essere “passato” per l’Auditorium. Ma ha anche votato per alzata di mano la modifica dello statuto, necessaria per istituire la figura di segretario politico del partito poi assegnata dal premier ad Angelino Alfano. Ma da statuto possono votare solamente gli iscritti al Pdl. E Scilipoti nega di essere passato al partito di Silvio Berlusconi. “Sono il segretario del Mrn”, cioè del Movimento di Responsabilità nazionale. E che ci faceva all’auditorium? “Faccio parte dell’alleanza governativa e sono andato a sostenere e salutare il segretario politico, è stato un bel momento”. Ma poteva votare? Ha alzato la mano. “Sentiamoci più tardi”, liquida la questione Scilipoti. Non vuole parlarne. E pubblica sul suo sito una nota. “Esprimiamo viva soddisfazione per la nomina di Angelino Alfano a segretario nazionale del Pdl, un uomo che, come me, ha sempre ribadito la tutela della vita e della famiglia.  Non poteva essere fatta scelta migliore”.

Scilipoti, eletto alla Camera nel 2008 con l’Italia dei Valori, ha conquistato la notorietà quando, nel dicembre 2010, ha lasciato Antonio Di Pietro per sostenere il governo Berlusconi in aula per la fiducia e ha poi fondato, insieme agli due transfughi Massimo Calearo (ex Pd) e Bruno Cesario (ex Margherita, ex Pd, ex Api), il Movimento dei Responsabili. Di cui è segretario. Ma oggi ha votato come fosse un iscritto al Pdl. Anzi: come fosse uno dei mille delegati al Consiglio nazionale del partito.

Un passaggio che forse compirà a breve. Del resto tra i due c’è un “ottimo rapporto”. Tanto che Berlusconi ha scritto la prefazione al libro che il Responsabile ha dato alle stampe: “Scilipoti Re dei Peones. Perché Berlusconi”. E il Cavaliere parteciperà alla presentazione del testo, martedì prossimo a palazzo Marini. Sull’invito è specificato l’obbligo per gli uomini di indossare la giacca.  Per l’ex deputato dell’Idv sarà un evento, atteso da mesi. E sarà l’occasione per “ristabilire la verità su un personaggio ampiamente discusso degli ultimi tempi”, fagocitato “dalla macchina del fango massmediatica”. Come ha scritto nella prefazione il premier: “Anche Scilipoti è vittima della macchina del fango, è un lavoratore al servizio della democrazia”.