Il primo della serie è stato Luca Sommi, assessore alla cultura del Comune di Parma che si è dimesso e ha scelto di prendere in questo modo le distanze dal sistema di corruzione scoperchiato dall’indagine Green money II della Guardia di Finanza, che ha portato 11 arresti di nomi illustri, tra cui il comandante della polizia municipale e tre dirigenti comunali.

Nel primo pomeriggio a mollare è stato è stat0 Giuseppe Pellacini, assessore al Patrimonio dell’Udc.

Ma è da questa mattina, dalle 8 del mattino, si rincorrono le voci di altri potenziali dimissionari, assessori e dirigenti comunali, tra cui Frateschi, il direttore generale del Comune. Ogni schieramento politico, dall’Udc al Pdl, ha convocato la propria riunione per decidere il da farsi. E la terra sotto ai piedi di Vignali inizia a tremare sempre di più.

Oggi Vignali si è chiuso con i suoi in una riunione di giunta. Ma non ha chiarito quali siano le sue reali intenzione. Al momento sappiamo che le funzioni di Pellacini le ricoprirà il sindaco stesso, mentre quelle di Sommi saranno affidate all’assessore Mario Marini, ora dimissionario.

Claudio Bigliardi, coordinatore di Parma civica, movimento che ha sostenuto Vignali, spiega: “In questo momento di difficoltà ci assumiamo le nostre responsabilità. Quanto attuato a livello personale da alcune parole ha creato un momento difficile per tutti ma confidiamo in chi da sempre ha lavorato con impegno per la citta. Da parte nostra c’e piena fiducia nel sindaco. Ma stiamo verificando se ci sono le condizioni per portare avanti gli impegni presi con la città”.

Una situazione paradossale, col sindaco che vuole resistere a tutti i costi. Anche se la logica direbbe di andare.

Cosa ha detto Sommi. “In considerazione della straordinaria gravità dei fatti emersi negli ultimi giorni – ha spiegato Sommi – ritengo che non ci siano più, per me, le condizioni per lavorare serenamente in questa amministrazione, che pare segnata da una situazione fuori controllo. Io, che in questi anni ho lavorato unicamente per il bene della città, voglio prendere le distanze dai fatti incresciosi emersi. Per questo ho deciso di procedere a dimissioni irrevocabili”.

Con un effetto sorpresa Sommi ha deciso di abbandonare il campo, con l’amaro in bocca di chi è rimasto disgustato da quanto appreso in questi giorni. Con un giro di sms ha convocato i giornalisti e ha annunciato di voler lasciare la poltrona che si era guadagnato a luglio 2009, dopo aver ottenuto ottimi risultati come responsabile delegato del sindaco all’agenzia degli eventi culturali.

Prima giornalista esperto d’arte per Tv e giornali locali e nazionali, oltre che autore di vari format televisivi, tra cui il notissimo ‘Sgarbi quotidiani’, Sommi aveva intrapreso la via della pubblica amministrazione a luglio 2007. Ad allora risale la sua prima nomina ufficiale a delegato all’agenzia agli eventi culturali. Che poi l’ha portato a diventare assessore.

“Lo dico con grande amarezza e giungo a questa non facile decisione per salvaguardare il mio lavoro, e quello di tutto l’Assessorato alla Cultura, sempre all’insegna della grande dedizione e del massimo rispetto per la cosa pubblica. Infatti, i risultati raggiunti nell’ambito della cultura a Parma dal 2007 a oggi, da quanto ho constatato in città, e nonostante le sempre più esigue risorse, sono apprezzati da tanti, anche da chi ha posizioni politiche diverse da questa amministrazione. E, in tutta onestà, ritengo che non possano essere considerati inferiori alla costante abnegazione e impegno che ho quotidianamente profuso per Parma”.

Avvocato mancato, dato che si era laureato in giurisprudenza, in quanto aveva preferito la via dell’arte, era l’uomo perfetto per portare avanti la cultura in una giunta giovane e civica vicino al centrodestra. Poco meno che 40enne (li compirà il prossimo anno), pieno di idee e di progetti creativi, in un anno era riuscito a mettere in piedi una mostra che passerà alla storia per Parma: si tratta della mostra del Correggio, che in pochi mesi era riuscita a portare in città 500mila visitatori. Un successo, che l’anno successivo (febbraio 2009), con il primo rimpasto di giunta, l’aveva portato direttamente all’assessorato alla cultura del Comune. Un impegno che Sommi ha preso con la stessa energia di sempre. E così sono arrivate le mostre dedicate a Claudio Parmiggiani, al restaurato e centralissimo palazzo del Governatore, Settembre Italiano, una kermesse dedicata agli incontri con esponenti della cultura nazionali, e ancora mostre dedicate a Mario Schifano, Goya, etc…

Per quanto fosse nella giunta Vignali, Sommi ha tenuto sempre le distanze dalla politica mostrandosi più come tecnico ed esperto d’arte. Un concetto che torna a ribadire anche in conferenza. “In questa sede, voglio inoltre ribadire il mio profilo di tecnico prestato alla politica: ho, insomma, lavorato in funzione di un progetto che ha portato a Parma molte eccellenze in ambito culturale. Al termine di questo percorso, voglio esprimere la mia gratitudine al sindaco e ai membri della giunta per l’opportunità che mi hanno concesso e che ho cercato di onorare fino all’ultimo giorno”.

Le parole di Fecci, il “responsabile”. L’assessore alla Sicurezza Fabio Fecci interviene: “L’iter  giudiziario deve fare il suo corso ed è interesse collettivo che ove vi siano cose poco chiare la magistratura faccia luce sui fatti. Non entro nel merito della vicenda perché non ho nessun elemento per poterlo fare, ma è competenza dei Tribunali accertare i fatti. Non vi è dubbio che sia interesse comune che l’amministrazione abbia un atteggiamento assolutamente collaborativo nella ricerca della verità. Penalizzato da questa vicenda, qualunque ne sia l’esito, è anche il corpo della polizia municipale. Per questo motivo già da venerdì ho incontrato i vertici del Corpo per ridefinire le strategie organizzative e operative, per dare continuità alle attività del servizio, nell’interesse dei cittadini. Il mio compito ora è essere vicino ai tanti agenti che svolgono con diligenza e dedizione il loro lavoro ed impedire uno scollamento con la cittadinanza. Tutto questo per evitare sia che si perda fiducia nel corpo della Polizia Municipale sia che a quest’ultimo vengano meno quelle motivazioni che devono stare alla base di ogni condotta lavorativa, con pericolose ripercussioni nelle attività di istituto e con conseguenti ricadute sulla sicurezza dei cittadini. Mi riservo ovviamente di fare tutte le opportune valutazioni di tipo politico, dopo che verrà superata questa prima fase che ritengo assolutamente prioritaria”.