Ministri, alti dirigenti dei servizi segreti, dell’Eni, delle Ferrovie e di tutti gli enti in qualche modo legati allo Stato. E’ enorme la rete intessuta dall’ex piduista Luigi Bisignani, già condannato per la maxi tangente Enimont.  Bisignani, finito agli arresti domiciliari la scorsa settimana, è stato sentito oggi dal gip. Ma, durante l’inchiesta, molti dei suoi amici erano già sfilati davanti ai pm come testimoni. E  nella maggior parte dei casi avevano tentato di minimizzare il suo reale potere. Primo fra tutti Gianni Letta.Ma ecco alcune delle loro deposizioni.

È il 23 febbraio quando il sottosegretario alla presidenza del Consiglio affronta con i magistrati il capitolo dei suoi rapporti con il presunto numero uno dell’organizzazione ribattezzata P4 dai giornali. A Letta vengono fatte leggere una serie di intercettazioni (sia telefoniche che ambientali) con Bisignani.  Il braccio destro di Silvio Berlusconi  ammette così di essere stato avvertito dall’amico dell’esistenza di un’indagine da parte della procura di Napoli e spiega:

“Ho conosciuto Bisignani quaranta anni fa dal momento che il padre era molto amico del mio direttore del Tempo Angiolillo, poi ho conosciuto la madre, poi il fratello Giovanni e poi anche Luigi che cominciò a fare il giornalista con Libero Palmieri che aveva iniziato anche me al giornalismo; poi fece carriera e diventò caporedattore dell’Ansa di Roma; Bisignani fu il portavoce e addetto stampa di Gaetano Stammati (ministro in tre diversi governi Andreotti); io sono stato testimone di nozze, unitamente a Lamberto Dini, di Luigi Bisignani. Bisignani è persona estroversa brillante e ben informata ed è possibile che qualche volta dica più di quello che sa … omissis…”

“BISIGNANI E’ AMICO DI TUTTI”

Con Bisignani intrattengo rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale e corretto come con ogni altro. Bisignani è amico di tutti; Bisignani è l’uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è un uomo di relazione.

L’ONOREVOLE PAPA

Conosco l’onorevole Papa che ho conosciuto quando era al ministero della Giustizia e che è rimasto al ministero sia con Castelli che con Mastella. Ricordo che un giorno il Papa mi disse che aveva aspirazioni politiche. In seguito del Papa e delle sue aspirazioni politiche mi parlò anche il Bisignani. Rappresentai tale aspirazione del Papa a Berlusconi, che mi disse che aveva ricevuto molte altre sollecitazioni riferite sempre al Papa. Dopo l’elezione a deputato il Papa mi chiese di fare il sottosegretario, ma non è stato mai accontentato.

(Si dà atto che al sottosegretario Letta vengono fatte ascoltare le fonie inerenti alle conversazioni captate all’interno degli uffici del Bisignani)

Non escludo che il Bisignani mi abbia potuto dire che era oggetto di attenzioni da parte dell’Autorità Giudiziaria; sicuramente non mi ha detto che era intercettato e che era Woodcock che lo intercettava. Posso aver detto al Bisignani di non parlare troppo a telefono, visto che lui è piuttosto facondo.  Non ho mai cenato con il Bisignani e il Procuratore Generale di Roma, tanto meno per festeggiare il nuovo Giudice della Corte Costituzionale Lattanzi, che ho conosciuto solo al Quirinale al momento del giuramento. Apprendo adesso che il Bisignani sia molto legato a Dagospia; può darsi che il Bisignani abbia conosciuto il D’Agostino quando era al Messaggero. La trattativa della Presidenza del Consiglio per l’immobile in piazza del Parlamento – su cui Farina aveva una prelazione/opzione – si è conclusa in un nulla di fatto …. omissis”

SERVIZI SEGRETI E NOMINA DI SANTINI

“Quando andò via l’Ammiraglio Branciforte come Direttore dell ‘Aise, io, nella mia qualità di Sottosegretario con delega ai Servizi, attivai la procedura per il rinnovo della carica di direttore dell’Aise; il ministero della Difesa propose una rosa di tre nomi (militari) ovvero del Generale Santini, del Generale Piccirillo e dell’Ammiraglio La Rosa. In virtù della logica di avvicendamento delle Armi, fu la stessa Difesa che suggerì la scelta di un Generale dell’Esercito; fu così che noi scegliemmo il Generale Santini che era già Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio. Ricordo che io consultai, partecipando la nostra preferenza sul Santini, sia il Presidente del Copasir, sia il Capo dello Stato, sia l’opposizione. Ricordo che chiamai io personalmente D’Alema; apprendo in questo momento da voi, o comunque non mi ricordavo, che il Bisignani accompagnò il Generale Santini dall’onorevole D’Alema”.

I magistrati nella loro richiesta di emissione di un’ordinanza cautelare nei confronti di Bisignani chiosano così la sua deposizione: “Dunque si conferma, anche alla luce delle dichiarazioni del Letta, che il Bisignani era legatissimo all’attuale sotto-segretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui riferiva anche notizie”

Niente di realmente irregolare si difende Bisignani che, secondo il suo legale,  durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, ha spiegato di aver parlato con  Letta anche, “dopo che ‘Il Fatto Quotidiano’ aveva scritto di un’indagine su Letta (L’inchiesta del primo numero de Il Fatto, il 23 settembre 2009, ndr). E poiché Bisignani lavorava per una società che stampava ‘Il Fatto’, fu “tutt’uno parlarne con Letta”. “Le vicende delle quali parla Bisignani erano gia’ note e se ne parlava da tempo sui giornali”, conclude l’avvocato difensore. Può essere. Fatto sta che Bisignani era in grado di far presentare emendamenti in parlamento, non solo alla maggioranza, ma anche ai finiani di Futuro e Libertà. Italo Bocchino era una suo carissimo amico. Mentre, come vedremo, per molti esponenti del Pdl e alcuni ministri era una sorta di confidente confessore.

Bocchino: “Bisignani mi passava gli emendamenti”

“Mi viene fatta ascoltare la conversazione nr. 1307 del 12.10.2010 tra Bisignani Luigi e Roberto D’Agostino. Prendo atto del contenuto di questa conversazione e con riferimento a Fini, Casini e Montezemolo posso chiarire che i due interlocutori parlano di una mia intervista sul nuovo Centrodestra che la mia forza politica vuole prefigurare. Effettivamente rilevo che è lo stesso D’Agostino a chiedere al Bisignani se pubblicare o meno le notizie e rilevo tuttavia che Bisignani in qualche modo blocca il D’Agostino che voleva attaccarmi . Prendo atto del contenuto dei progressivi conversazioni nel corso delle quali mi veniva caldeggiato da Bisignani Luigi l’impegno per far approvare alcuni emendamenti alla finanziaria relativi ai parchi nazionali e relativi al finanziamento del Ministero per l’Ambiente, “cosiddetto emendamento Fallica “. Rispondo che effettivamente Bisignani si fece portatore degli interessi politici della Prestigiacomo avendo buoni rapporti con la stessa e in questo caso non ebbi difficoltà ad accogliere le sue indicazioni poiché coincidevano con l’interesse politico che il Gruppo Futuro e Libertà e cioè mettere in difficoltà il Pdl, facendone venire a galla i contrasti interni. Nel merito la questione venne risolta in qualche modo in quanto i Parchi vennero finanziati. L’emendamento Fallica invece venne ritirato.
Quanto al passaggio che mi viene letto nel quale dico testualmente “dimmi tutto dei tuoi che bisogna far mettere” le spiego subito cosa intendevo dire: Bisignani caldeggiava gli interessi di alcuni ministri non “tremontiani”, cioè la Gelmini, Prestigiacomo e Frattini. Dunque proprio nella prospettiva di mettere in difficoltà il Pdl dissi al Bisignani di farmi sapere tutti gli eventuali emendamenti che si potevano proporre nell’intreresse dei predetti ministri in quanto il mio Gruppo li avrebbe sostenuti ……. “.

Le telefonate con la Prestigiacomo

Bisignani infatti intratteneva,dunque,  ottimi rapporti anche con il ministro  dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.  ”Dobbiamo stare attenti ai telefoni… dicono che Woodcock ci sta controllando i telefoni” le dice  il 2 dicembre 2010. La conversazione avviene durante il periodo in cui, secondo i magistrati, Bisignani stava “occupandosi in prima persona del voto del Parlamento riguardante un emendamento riferito alla materia dell’Ambiente”.

Prestigiacomo: “E quindi? Perchè Woodcock a te ti controlla?
Bisignani
: “E che ne so perché mi controlla… non so, non saprei”
Prestigiacomo
: Mamma mia! Ma come si può vivere così? Se escono le intercettazioni con me mi rovini!
Bisignani
: “Io cerco di stare sempre attentissimo al telefono”.

Ascoltata come testimone il 14 febbraio del 2011, il ministro Prestigiacomo, prima esclude che Bisignani abbia mai potuto parlarle dell’indagine in corso. Poi quando le fanno leggere l’intercettazione cambia versione. E spiega che l’ex piduista “aiutò politicamente la Santanché prima quando era contro Berlusconi sia quando si riconciliò con lui”.

“Una cosa importante sulla Boccassini”

Ottimi erano pure i rapporti tra  Bisignani e l’onorevole Michaela Biancofiore (Pdl).

“Ti devo dire una cosa importante…che il figlio della Boccassini…”. Questo il passaggio di una telefonata tra i due. Una conversazione, scrivono Curcio e Woodcock, “di notevole rilievo che consente di osservare in diretta il funzionamento della macchina del fango. Che, ancora una volta, fonda il suo funzionamento su di una rete di relazioni riferibili al Bisignani”. La telefonata è del 16 gennaio 2011 e i due inizialmente parlano dei risultati del campionato di calcio. Poi Biancofiore introduce l’argomento.

Biancofiore: “No dico…dimmi se ti sembra normale. Ah…a proposito, no, ti devo dire una cosa importante. Mi dicono…fonti molto serie che il figlio della Boccassini…”
Bisignani
: “Ah…vabbè. Poi ne parliamo a voce”
Biancofiore
: “Ecco…eh…sì”
Bisignani
: “Fantastico”
Biancofiore
: “Ma c’è una roba seria”
Bisignani
: “Vabbè vabbè”
Biancofiore
: “Vabbè…ho capito. Ti chiamo domani (sembra dire)”. I due parlano nuovamente al telefono, la stessa sera, e il deputato del Pdl sembra pentirsi di quanto detto nel pomeriggio al telefono:
Biancofiore
:  “Poi domani, quant’è, ti dico quell’altra cosa che…vabbè (ride)”
Bisignani
: “Vabbè”
Biancofiore
: “Me ne sono pentita. Però…”
Bisignani
: “Ah vabbè”
Biancofiore
: “Sai com’è. Come dire…(ride)…Uffa…(ride)…ciao
Bisignani
: “Ti mando un bacio (ride)…”

La questione Boccassini finirà poi su Il Giornale di Paolo Berlusconi.

Bisignani e i media

I rapporti di Luigi Bisignani con i mass media costituiscono,  secondo i pm, “uno dei punti di rilievo che caratterizzano l’attività del sodalizio. Se per le notizie scandalistiche viene utilizzato Dagospia dal gruppo Papa-Bisignani, i rapporti con la Rai costituiscono un momento rilevante nella strategia mediatica del gruppo”. Rapporti talmente forti e noti nell’ambiente da spingere Luca Cordero Di Montezemolo (leggi la deposizione) a rivolgersi a Bisignani non solo per mediare con l’Eni, ma anche per sponsorizzare con la tv di Stato una fiction prodotta dalla sua ex compagna Edwige Fenech. Bisignani e l’ex direttore generale della Rai, Mauro Masi, paiono del resto una cosa sola.

Nella richiesta di arresto i pm riportano il verbale delle dichiarazioni rese da Masi definendole “sintomatiche del potere di incidenza e condizionamento esercitato da Bisignani sull’azienda che gestisce il servizio pubblico di informazione radiotelevisiva”.

Masi ha spiegato ai magistrati di aver conosciuto il Signor P4 nel 1995 quando era portavoce di Dini e di aver incontrato lui e il parlamentare del Pdl Alfonso Papa “tre o quattro anni fa”. Più volte Masi risponde ai pm chiarendo il contenuto di alcune intercettazioni. “Nella conversazione in esame faccio riferimento alla posizione che riguardava Gianni Minoli, che come dico mi era stata segnalata anche da Gianni Letta; in particolare con Bisignani si parlava della nomina di Minoli come responsabile delle attività della Rai per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia; Minoli mi veniva segnalato quotidianamente anche da Amato che è il presidente del comitato dei garanti delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità”

Masi: “Chiedevo a Bisignani cosa pensava Letta”

Masi prosegue e spiega i contenuti di alcune telefonate: “Nella sintesi della conversazione si dice e si parla di “fregare” Ruffini nel senso che Ruffini non voleva ospitare sulla seconda serata di Rai Tre la trasmissione di Minoli, di fatto poi è accaduto il contrario, nel senso che ha avuto ragione Ruffini e continua ad andare in onda in seconda serata su Raitre Parla con me della Dandini. Dunque ciò che ci diciamo con Bisignani nella conversazione non è accaduto rispetto a quello che riguarda Ruffini. Il Massimo a cui si fa riferimento è Massimo Liofredi che proteggeva la Setta che io non volevo; la “lei” cui si fa riferimento è la Setta. Effettivamente nelle conversazioni io dico a Bisignani di informare di tali questioni il dott. Letta e ciò perché Bisignani è sicuramente più legato a Letta di quanto lo sia io. Bisignani per la verità insieme a tanti altri mi ha chiesto la cortesia di far lavorare Monica Setta, ma io non l’ho rinnovata perché fa una televisione che non mi piace. Per la Setta mi hanno chiamato esponenti di tutto l’arco costituzionale…”. Si fa poi riferimento a un’altra telefonata: “Io chiesi a Bisignani di mettermi in contatto con Capezzone sapendo che avevano buoni rapporti…anche per Anna La Rosa mi ha telefonato tutto l’arco politico istituzionale, ritengo compreso Bisignani, sponsorizzando la La Rosa ai servizi parlamentari; anche per Anna La Rosa, come per la Setta, io ero contrario”.

Masi commenta poi un’altra conversazione . Spiega di aver chiesto a Bisignani di informarsi presso Letta su “quale fosse l’atteggiamento della politica su talune questioni inerenti alle nomine Rai (riferite al digitale); ribadisco che chiedevo a Bisignani di parlare con Letta perché i due avevano un rapporto più diretto e più personale…insomma ho sempre utilizzato Bisignani per sondare il clima politico riferito in particolare al dott. Letta e ad altri personaggi politici e ciò in termine di consiglio”.

Secondo i pm eil sito Dagospia, attraverso Bisignani,  ha ottenuto pubblicità.  La circostanza emerge nel paragrafo in cui Papa e Bisignani parlano di una cena del vicepresidente del Csm Michele Vietti con “quattro avvenenti ragazze”. Una notizia che viene “proposta e presentata al Bisignani per Dagospia – scrivono i pm – e ciò a conferma della cogestione occulta da parte del Bisignani medesimo del noto sito scandalistico, al quale lo stesso Bisignani, come lui stesso ha ammesso, ha fatto ottenere dall’Eni pubblicità per oltre 100mila euro all’anno”.

Il gip ha però ritenuto questo rapporto con Dagospia una normale relazione  tra una fonte (Bisignani) e il giornalista Roberto D’Agostino, il quale spiega: “Conosco Bisignani, ma quello che certo è che non ha mai cogestito il mio sito, né tantomeno è intervenuto per farmi ottenere pubblicità dall’Eni”.