Non vogliono essere chiamati rottamatori, ma i politici del Popolo della Libertà di Modena, sembrano – nelle intenzioni – ispirarsi più ai ragazzi del Movimento 5 Stelle che non a quelli che furono di Publitalia ’80. Vogliono da Angelino Alfano, coordinatore unico, nuove regole e, soprattutto, non vogliono più amici degli amici in posti chiave, leggi Minetti, ma non solo: “E’ bene che tutti quelli che vanno a occupare ruoli in parlamento o nei consigli regionali, siano passati da un ruolo più radicato alla realtà locale dalla quale provengono, giusto perché non si trovino a fare un lavopro di cui non sanno niente”, spiega il consigliere regionale Andrea Leoni, classe 1971, appassionato di storia e di politica, ex gioventù liberale modenese e iscritto Forza Italia fin dal 1993 come responsabile provinciale dell’organizzazione in fase embrionale ed eletto alle elezioni regionali del 3-4 aprile 2005 e con 9030 preferenze.

Una tirata d’orecchie a Berlusconi? Forse un siluro, visto che è sempre stato lui, Silvio, a decidere chi, dove e come. Ma in Emilia sentono odore di bruciato e pensano già al dopo Berlusconi e alla necessità che il Pdl si rinnovi e subito, visto che altrimenti rischia di sparire.

Qui, dove la leadership del partito è sempre meno saldamente in mano al senatore Filippo Berselli, che nel frattempo è andato su tutte le furie ovviamente, arriva dunque la proposta di riforma, molto pragmatica: primarie tematiche aperte a tutti (da sempre cavallo di battaglia del Partito Democratico); congressi ogni tre anni per eleggere il coordinatore comunale, provinciale, regionale e nazionale; limite di tre mandati consecutivi sia per i ruoli di partito, sia nelle istituzioni di ogni ordine e grado; possibilità di candidarsi come parlamentare o consigliere regionale solo dopo un’esperienza amministrativa.

Proposte forti che il consigliere regionale del Pdl Leoni (ideatore della proposta di riforma insieme al consigliere provinciale Matteo Malaguti e ai consiglieri dei Comuni di Spilamberto, Camposanto, Campogalliano, Formigine e San Possidonio: Laura Galloni, Francesco Paioli, Alfonso Cammarata, Giusy Pirillo, Serena Borghi), è intenzionato a portare all’attenzione di Angelino Alfano in occasione del consiglio nazionale che si terrà a Roma il prossimo 1 luglio.

“Vogliamo dare il nostro contributo al dibattito e alla riflessione che si è aperta dopo le elezioni amministrative – afferma senza troppi giri di parole Leoni, consapevole del significato politico conseguente alla recente tornata elettorale che ha strappato al Pdl due importanti città come Napoli, ma soprattutto Milano, regno indiscusso del centrodestra – e lo facciamo attraverso l’associazione Valori e Libertà di Modena per il Pdl”.

Un’associazione che vuole in qualche modo dare un segno di rottura con i “vecchi” valori del partito berlusconiano nel quale Leoni ha militato fin dalla prima ora, “principi” che in qualche modo hanno ceduto di fronte alle recenti amministrative. “Anche se a Modena – prosegue Leoni – abbiamo realizzato un risultato in controtendenza rispetto al dato nazionale (conquistando due comuni su sei e strappandone uno che prima era del centrosinistra) non possiamo non vedere che gli elettori hanno voluto darci un messaggio forte che non può essere lasciato cadere. Per noi la proposta di riforma dunque è stato un epilogo quasi naturale

Riguardo i diversi punti, inoltre, Leoni vuole mettere i puntini sulle i e precisa: “Le nostre primarie sono tematiche, una sorta di consultazione referendarie sui temi che saranno oggetto di proposte di legge”. La costruzione di un percorso è dunque decisa e non a caso l’iniziativa proviene da politici tutti under 40.

“Le proposte di riforma – prosegue Leoni – sono l’unico modo per garantire il ricambio generazionale e premiare la cosiddetta gavetta. Ovviamente il limite dei tre mandati non vuole essere assolutamente punitivo, non sarebbe retroattivo, ma bisogna fare in modo che vi sia un ricambio e dare spazio a persone capaci di interpretare le istanze dei cittadini. Come farlo se non venire da un’esperienza di politica locale? Se si va a fare il parlamentare, bisogna almeno che prima si sappia cos’è una delibera comunale. Questo è un modo per premiare la militanza, perché fare il consigliere comunale è come fare del volontariato laico che ti permette di avere contatti con la cittadinanza, interpretandone le esigenze”.

Un campanello d’allarme quello lanciato dagli elettori italiani – è la stessa ammissione del consigliere Pdl – di fronte al quale non si poteva rimanere impassibili. Ma “non vogliamo fare i rottamatori – chiosa il politico modenese – qui ci sono i costruttori”. Obiettivo? Aprire un dibattito “con tutti quelli che hanno a cuore le sorti del centrodestra”, è la raccomandazione di Leoni.

Per questo per lunedì prossimo 27 giugno a Palazzo Europa a Modena è stato organizzato un incontro pubblico su questi temi; una sorta di prova generale prima del consiglio nazionale che vedrà il gruppo di politici modenesi mettere sul tavolo di Alfano la loro proposta.

Mentre in luglio “organizzeremo – conclude Leoni – incontri analoghi nei principali centri della provincia di Modena per confrontarci con i nostri simpatizzanti. Tutto questo perché vogliamo appassionare e coinvolgere. Il nostro è un appello ai liberi e ai forti. Siamo certi che saranno in tanti, anche in questa provincia, a condividere e a partecipare a questo progetto che nasce dal basso”.