I candidati sindaco favoriti, da sinistra Massimo Zedda (centrosinistra) e Massimo Fantola (centrodestra)

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Affluenza più alta a Cagliari rispetto alle ultime elezioni comunali: tra ieri e oggi ha votato nel capoluogo il 71,42 per cento dei 136.890 cittadini aventi diritto. In crescita rispetto alle ultime consultazioni del 2006, quando la percentuale era stata del 67,54. In città si è votato anche per il referendum consultivo sulla costruzione delle centrale nucleari e lo stoccaggio delle scorie radioattive nell’isola. Quasi concluso lo spoglio per questa consultazione, con oltre il 97 per cento dei cittadini contrari.

I favoriti per la poltrona di sindaco sono Massimo Zedda, 35 anni, per il centrosinistra, e Massimo Fantola, 63 anni, per il centrodestra (escluso Fli che corre con Ignazio Artizzu). La prima proiezione dell’istituto di ricerche Tecnè – con un margine di errore dell’1 per cento – dà i due in parità: entrambi con una percentuale di consensi che oscillano tra il 44 e il 46 per cento. Tra i candidati, anche un’indipendentista: Claudia Zuncheddu, già consigliere comunale.

Con 110 sezioni scrutinate su 175 – le operazioni sono andate a rilento per la concomitanza con il referendum – a Cagliari nessuno nasconde la sorpresa. Dopo 18 anni di vittoria del centrodestra al primo turno, fin dall’inizio lo scrutinio è un testa a testa tra Fantola al 45,1 per cento – il candidato dei Riformatori Sardi, della scuola di Mario Segni, eletto in Senato nel 2006 nelle file dell’Udc – e il giovane sfidante di Sel, Zedda, al 44,82 per cento. Seguono Artizzu, per il Terzo polo (con il 4,33 per cento), e le outsiders Zuncheddu (al 2,62 per cento)  ed Emanuela Corda, del Movimento 5 stelle (al 2 per cento). “Siamo fiduciosi e aspettiamo il risultato finale – è il primo commento di Zedda – ma quello che si profila in questo momento è un voto che premia la freschezza delle idee e del programma”. Un voto, invece, per lo sfidante Fantola su cui “ha influito lo scenario politico nazionale”.

“E comunque il ballottaggio non è una tragedia”, risponde il coordinatore regionale del Pdl, Mariano Delogu, arrivato poco dopo le 22 nella sede del candidato del centrodestra. Dalla Sardegna un preavviso di sfratto per Berlusconi? “Se incrociamo i dati del referendum con quelli, seppure parziali e da prendere ancora con la dovuta cautela, direi che l’aria che tira è proprio questa – è il commento di Michele Piras, coordinatore regionale di Sel -. Da Cagliari, ma anche Iglesias, soffia un vento di cambiamento”. “Dal 1993 il centrosinistra a Cagliari non toccava palla, quindi alla luce di questi primi dati emerge una svolta storica – aggiunge -. Il ballottaggio mi sembra lo scenario più probabile, ma se consideriamo che il centrodestra vinceva sempre al primo turno non si può che essere ottimisti”.