Addirittura il Mondo (1 aprile 2011, pag. 42-43) riconosce i pregi del trattamento di fine rapporto, nell’articolo Il Tfr allunga la vita di Leo Campagna. Non demorde invece la ditta Altroconsumo, tornata alla carica a favore della previdenza integrativa. Recentemente Soldi & Diritti (n. 117, marzo 2011, pagg. 34-36) ha pubblicato un articolo sui fondi pensione e già dal titolo è chiaro dove vada a parare: Per un futuro migliore. Questi fondi sono importanti per aumentare la pensione ecc. Incomincia col dolersi perché “solo un lavoratore privato su cinque ha deciso di sottoscrivere un fondo pensione”, anziché rallegrarsi per i quattro che non si sono lasciati intrappolare. Seguono affermazioni apodittiche e infondate del tipo “Conviene solo coi fondi pensione”, quando invece unicamente il Tfr offre sicurezze nei confronti dell’inflazione, e continua così per tre pagine.

Ma il colmo è una tabella dove dà consigli e attribuisce voti in tema di fondi pensione aperti. Una presunzione e una faccia tosta imbattibili, visti i consigli pubblicati da Il Salvapensione (supplemento n. 3 di Altroconsumo n. 204, maggio 2007). Una pessima quida per chi doveva scegliere la destinazione del Tfr futuro, che già nel 2007 si poteva smontare parola per parola. Non è però questa la sede per farlo. Lo è invece per provare pena per quei poveracci che hanno ingenuamente scelto i fondi coi voti più alti della tabella “I fondi aperti che consigliamo: i migliori acquisti di Altroconsumo”, costruita con criteri rozzi e inaffidabili. Ecco comunque cos’hanno combinato quei fondi nei quattro anni seguenti il 31 gennaio 2007, data di riferimento della tabella.

Sempre molto meno che col Tfr e in tre casi una perdita secca. Insomma, anche per la previdenza integrativa, come in vari altri frangenti (Argentina ecc.), la cosa migliore è fare l’esatto contrario dei consigli della ditta Altroconsumo. Sull’argomento si può segnalare però anche qualcosa in positivo. In particolare due contributi, molto diversi per genere letterario, stile, attualità ecc., ma entrambi meritevoli di ascolto o, rispettivamente, lettura.

Uno è un video realizzato da un aderente a Fonchim che con esso e un paio d’altri ha voluto denunciare risultati disastrosi del fondo sindacalpadronale dei lavoratori chimici e il comportamento dell’organo di vigilanza, cioè della solita Covip. È interessante anche come indicatore di un malcontento degli intrappolati nei fondi, che il giornalismo economico tiene regolarmente nascosto.

Poi c’è la tesi con cui Livio Nervo ha conseguito la laurea specialistica alla facoltà di economia dell’università di Torino il 31 marzo 2011, per la cronaca con 110 e lode. La relatrice era Giovanna Nicodano e io il correlatore. Intitolata La destinazione del Tfr: un modello di simulazione, è liberamente scaricabile dal mio sito www.beppescienza.it. Essa spiega perché i giovani fanno bene a rifiutare la previdenza integrativa. Infatti, cito dalle conclusioni, “benefici presenti nel breve termine diminuiscono o scompaiono su orizzonti temporali estesi. È quello che succede per i vantaggi fiscali o per il contributo del datore di lavoro”. A buon intenditor, poche parole.