Bisogna fare attenzione quando si esplorano territori poco conosciuti. I videogame, per esempio, inutili mangiacervello per alcuni, pura arte per altri, hanno sterminate stuole di fan e ormai numerosi titoli risultano più redditizi delle pellicole di Hollywood. Se si entra in questo territorio, bisogna andarci coi piedi di piombo: gli utenti sono numerosi, agguerriti e molto, molto, esigenti.

Mal gliene incolse al ministro Giorgia Meloni, che per il 150esimo dell’unità d’Italia, aveva avuto una bella idea: realizzare un videogioco – distribuito gratuitamente– con le gesta di Mazzini, Garibaldi, Pisacane e i giovanissimi che diedero la vita per la patria. Gioventù Ribelle è il titolo dello “sparatutto”, che “celebra l’eroismo” e “racconta la storia ai giovani di oggi con il loro linguaggio”. “Il videogioco può trasformarsi in un medium efficace per la trasmissione di valori, sapere, identità” aveva aggiunto il ministro alla presentazione.

Ma agli utenti, il gioco non è piaciuto per niente: The Worst Game Ever, il peggior videogioco di sempre, si intitola una partecipatissima discussione dedicata a Gioventù Ribelle sul forum internazionale Neogaf.com. “Un lavoro frettoloso, portato a termine senza la dovuta attenzione” la stroncatura di GameNation.it. “Il titolo ha dei bug evidenti – aggiunge Tomshw.it –, gli ambienti sono realizzati con una grafica di diverse generazioni fa”. GameNation conclude: “Purtroppo le critiche arrivano anche dall’estero, e viene fornita una visione distorta dell’industria videoludica nostrana”.

Per rispondere, è intervenuto nei forum online Raoul Carbone, presidente di Confindustria Assoknowledge che ha realizzato (gratuitamente) il gioco: “Il progetto – spiega –, adottato dal Ministero della Gioventù, è soltanto una dimostrazione non commerciale e realizzata a fini culturali, dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design seguiti e aiutati dal loro coordinatore Raoul Carbone”. Cotto, sparato, e fatto in casa, insomma.

Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2011

Aggiornamento 24/3: a seguito della polemiche, il ministero ha deciso – per ora – di interrompere la distribuzione del videogame.