Capogruppo Pdl al comune di Bergamo scelto come responsabile della scuola milanese. Un incarico assegnato nei giorni scorsi a Giuseppe Petralia, diventato dirigente scolastico provinciale, in pratica quello che una volta si chiamava provveditore. Una nomina che la Flc Cgil con un comunicato  ha già duramente contestato: “Dal momento che la scuola pubblica italiana straborda di ‘inculcatori’ tutti votati a far passare ‘idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie’, che ‘non educa’, che in Italia c’è ‘il rischio che ai genitori possa essere impedito di scegliere per i figli una scuola privata, lasciandoli così in balia di insegnanti che non sono in grado di educare’… allora commissariamola”.

Secondo il sindacalista Pippo Frisone, oltre che inopportuno, l’incarico sarebbe illegittimo: “La scelta di Petralia – dice – sarebbe peraltro in contrasto persino con il decreto Brunetta, che vieta esplicitamente che si possa ricoprire un posto di responsabilità dirigenziale e allo stesso tempo ricoprire un incarico partitico. Ma ormai il rispetto della legge non è più da tempo una caratteristica dell’operato dell’amministrazione scolastica”. Da qui la richiesta della Flc Cgil: Petralia si dimetta almeno dall’incarico politico. “Sarebbe poca cosa quest’ultima? Forse sì, ma almeno salverebbe le apparenze perché, diversamente, in molti (in particolare dopo il grande rifiuto delle scuole milanesi verso la sperimentazione della valutazione individuale docente) avrebbero diritto a pensare  che l’intera operazione possa essere interpretata come una specie di commissariamento della scuola milanese”.

Il contrasto che si è venuto a creare è destinato a incidere negativamente sul momento particolarmente delicato della vita scolastica milanese, che nelle prossime settimane dovrà fare i conti con la spada di Damocle dei tagli delle cattedre imposti anche per il prossimo anno dal governo Berlusconi, e che a Milano e Lombardia raggiungono il record nazionale.