Dopo essere salito sul tetto della Facoltà di architettura di Roma Tre, il leader di Sinistra e libertà (Sel), Nichi Vendola, si è recato a Bologna per sostenere la candidatura a sindaco di Amelia Frascaroli. In una conferenza stampa in piazza Verdi, il luogo storico dell’Università bolognese, il presidente della Regione Puglia ha affrontato i temi più disparati: dalle proteste degli studenti al suo ruolo di leader, dal futuro della sinistra fino alla necessità di superare il fenomeno del berlusconismo. Doverosa l’apertura sulle proteste in corso in tutta Italia contro il ddl Gelmini. “Avrei voluto essere sulla Torre di Pisa o al Colosseo. Le occupazioni sono manifestazioni meravigliose”.

Sul fenomeno Berlusconi, Vendola è stato durissimo: “Liberarci dal berlusconismo. Per me questa è la responsabilità di oggi”. “E’ da folli – ha continuato il presidente della regione Puglia – non firmare contro la riforma Gelmini, non governare con occhi rivolti ai problemi reali e tenere l’Italia prigioniera delle vicende private e giudiziarie del premier. Il danno che è stato fatto dalla crudeltà sociale della destra al governo è gravissimo”. Per Vendola “liquidare il berlusconismo e congedarci dalla violenza sociale del centro destra, dalla volgarità, dal linguaggio piccolo borghese e plebeo è un problema di igiene politica e culturale”.

Sul futuro della sinistra italiana, Vendola ha affermato: “Né vincere male né perdere bene. Voglio una sinistra che impari a vincere bene per non perdere il giorno dopo nel cuore della gente”. Rispetto al suo ruolo nello scenario del centrosinistra, il leader di Sel ha chiarito: “Non sono più disponibile a lasciarmi rinchiudere in una casella con l’etichetta di leader della sinistra radicale. E’ troppo comodo per me e per quegli altri, mentre temi e modelli sociali restano fuori dal concreto”. L’auspicio del presidente della Puglia è quindi di una sinistra “senza aggettivi”, capace di discutere “per le strade, nelle università occupate” e in grado di superare il difetto del “minoritarismo, cioè l’innamoramento per la bella sconfitta” e l’idea che “la governabilità è tutto e che bisogna costruire qualunque formula di governo”.

Sempre sul suo ruolo di futuro leader, Vendola ha affermato: “Io pongo la mia storia, le passioni che suscito, a disposizione della sinistra e del centrosinistra. Vorrei che anche nel centrosinistra ci fosse una bella gara a renderlo più forte e credibile. Non mi sto giocando una partita che riguarda la mia carriera. Posso dire che io la vivo con una totale estraneità ai miti del potere”. Ciononostante Vendola sa di essere considerato, per via della sua storia, “un punto di differenza e uno di novità”. E ha concluso: “Sento il dovere di corrispondere a questa speranza con il mio impegno”.

Riguardo alle proteste contro il ddl Gelmini, il governatore della Puglia è stato tranchant: “Sui tetti d’Italia stanno difendendo un fondamento della nostra democrazia, cioé, l’idea che l’istruzione è un bene comune e pubblico. Dobbiamo difenderci da un disegno organico di adeguamento degli apparati della formazione alla precarietà. Il cambiamento significa che le riforme vanno scritte con l’inchiostro correttivo e la penna in mano dei ricercatori, degli studenti, dei precari e di coloro che fanno vivere la scuola concretamente”. Il disegno di legge del ministro Gelmini sulla riforma dell’università, secondo il governatore pugliese, è “un’opera drammatica di svalorizzazione dei soggetti cruciali per il nostro futuro”.  Vendola, arrivato a Bologna per sostenere il candidato civico Amelia Frascaroli nelle primarie del centro sinistra per la corsa a Palazzo D’Accursio, ha concluso con un messaggio ai suoi alleati: “Caro centrosinistra, questo mondo non chiede le coccole e la solidarietà di facciata. La Gelmini non cresce sotto un cavolo e non l’ha portata la cicogna ma porta a compimento un’opera che è andata avanti grazie a molteplici subalternità culturali anche della sinistra e del centro sinistra”.

Vendola non ha risparmiato critiche al ministro Tremonti definendolo “il commissario politico che governa quasi tutti i ministri e che usa le mascherine della Gelmini, Fazio o altri che cercano di coprire il danno che lo stesso Tremonti sta infliggendo al nostro Paese”. Rispondendo a una passata dichiarazione del ministro dell’Economia, il presidente di Sel ha sottolineato che “non si mangia senza cultura e non c’è possibilità di competere se non si è in grado di investire nell’intelligenza diffusa”. Vendola ha infine inquadrato i tagli all’istruzione del governo in un contesto più ampio “in assoluta sintonia con i tagli allo spettacolo, al cinema, alla danza, alla musica, alle sale museali e all’attivita’ archeologica”.