Ho un nipote molto più bravo di me (prevengo la vostra battuta, fin troppo scontata: ci vuole poco!), che si chiama Marco e fa l’astrofisico a Baltimora. Lavora allo Hubble Telescope, ma oltre a studiare le galassie è un osservatore attento e appassionato del pianeta America, e alla vigilia delle elezioni di Mid Term mi ha raccontato via mail la manifestazione “liberal” di sabato a Washington, “Restore Sanity”, promossa dai due comici Stewart e Colbert, alla quale ha partecipato. È una testimonianza che può consolare solo in parte chi sperava un miracolo dalle urne, con un recupero in extremis o una disfatta meno rovinosa del partito di Obama, ma che vale comunque la pena di riferire. “Le stime – scrive Marco – dicono che eravamo 215 mila e onestamente non mi aspettavo nemmeno io tanta gente. All’Inauguration di Obama dissero che eravamo 2 milioni, e probabilmente era vero, ma anche stavolta la città era invasa in modo impressionante. Pensa che io sono sceso lì al mattino verso le 9 e non ho nemmeno potuto lasciare la macchina alla stazione della Metro perché il parcheggio era stracolmo e la fila di persone in coda per prendere la metro riempiva tutto il parcheggio ed arrivava quasi alla Beltway. Ho dovuto cambiare programma e arrivare in altro modo.

Il rally è stato molto bello. Sicuramente molto politicizzato, anche se Stewart e Colbert dicono che non voleva esserlo.

La risposta alle cretinate ignoranti del “tea party” è stata ottima. Il tea party aveva portato circa 87 mila persone al Mall, e il tamburo dei media (sia quelli che ne hanno parlato bene che quelli che ne hanno parlato male) ha dato credibilità a quella banda di ignoranti che ora rischiano di essere eletti al Congresso senza nemmeno sapere cosa c’è nella Costituzione, pur dicendo di volerla seguire parola per parola. Ora spero che i media si accorgano che c’è un’America migliore in giro. Basta solo svegliarla, magari facendole fare quattro risate.

È uscito un interessante video fatto da un tizio che va in giro a fare interviste alle manifestazioni, che fa vedere che molto spesso la gente partecipa ma non sa nemmeno il perché. L’ha fatto regolarmente per i rally del tea party

e ora l’ha fatto anche per questo. E ovviamente ha trovato un sacco di gente stupida e ignorante anche sabato. Ma questo è prevedibile, di gente stupida se ne trova sempre. Il problema sorge quando i candidati alle elezioni sono ignoranti quanto alcuni tra quelli che li seguono…”.

Fin qui la testimonianza di Marco. Anche se il campione non può essere considerato rappresentativo di una folla di oltre 200 mila persone, alcune delle interviste fanno cascare letteralmente le braccia, rivelando un grado sconfortante di infantilismo ideologico e di confusione mentale. Si capisce perché tanti di questi giovani, che due anni fa erano andati a votare per Obama, ora abbiano disertato le urne, spianando la strada alla rivincita repubblicana. Il presidente avrà certamente commesso molti errori, ma soltanto gli ingenui e gli ignoranti potevano scambiare un politico per un messia, aspettandosi da lui una palingenesi epocale dopo i disastri dell’era Bush, tanto più nel mezzo di una tempesta finanziaria senza precedenti. L’ottimo, in politica, è spesso nemico del bene, e chi in buona fede vagheggia la reincarnazione di JFK, il leader ideale, il candidato perfetto senza macchia e senza paura, finisce per favorire i candidati peggiori dello schieramento avversario. Verrebbe da dire: Obama vi ha deluso e perciò avete fatto un capriccio non andando a votare? Adesso beccatevi il Tea Party e la signora Palin. Contenti? Così potrete continuare a indignarvi coi film di Michael Moore e i vari Stewart e Colbert avranno materia per i loro show…