Paolo Flores D’Arcais sul Fatto Quotidiano ha rivolto un appello ad Antonio Di Pietro e Nichi Vendola: lavoriamo per un governo di “lealtà istituzionale”, composto da personalità al di fuori della politica, che realizzi due obiettivi: risolvere il conflitto d’interessi e modificare la legge elettorale. Con grande manifestazione popolare, sullo stile del No B Day, per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi. Risponde Antonio Di Pietro: in questa legislatura non potrà mai esistere una maggioranza parlamentare tanto coraggiosa da varare quelle due “condizioni minime”, né una manifestazione popolare può fare cambiare idea “ai mestieranti della politica”. Neanche dentro il Partito democratico, che preferisce spianare la strada a Pierferdinando Casini, piuttosto che costruire una casa comune con l’Idv. Di Pietro lancia invece la proposta di unire le forze dei “non allineati”: dall’Italia dei Valori a Sinistrà e Libertà, dalla società civile al popolo della Rete, magari fino al Movimento 5 stelle fondato da Beppe Grillo. Una coalizione alternativa “di nuovo conio” che sia pronta ad affrontare le elezioni anche subito, anche con le attuali “regole capestro”. Il leader dell’Idv è convinto che un’alleanza del genere possa anche smuovere i dirigenti del Pd, che per “paura di essere affiancati e superati da forze più fresche e risolute”, cambieranno linea. Per liberare il Paese dal “clan piduista che fa capo a Silvio Berlusconi

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