Giuseppe Pericu è il sindaco di Genova nel 2001 (eletto nel 1997, riconfermato nel 2002, ha guidato la città per dieci anni). Ha sempre chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare “per chiarire alcuni aspetti di responsabilità politica sui quali è rimasta una fitta coltre di mistero, come sulla presenza di Gianfranco Fini, vicepresidente del Consiglio, nella sala operativa della Questura di Genova”.

Il governo in carica era il Berlusconi II, ministro degli Interni Claudio Scajola, le cui ammissioni di aver ordinato di sparare contro chi avesse “violato” la zona rossa provocarono sconcerto e scalpore. “Una gestione che evidenziò gravissime carenze – afferma Pericu, diessino nel 2001 e ora nel Pd – pari a quelle del governo precedente, di centrosinistra e presieduto da Giuliano Amato, che preparò l’evento. Questo va detto con chiarezza, perché mi apparve evidente fin da subito che, mentre si accumulavano tensioni, nell’anno che precedette il G8 fu fatto ben poco per evitare la tragedia, che puntualmente si presentò”.

Adesso, però, si può leggere quanto scritto dalla Corte d’Appello di Genova: le motivazioni di sentenze che accusano i vertici della Polizia, dirigenti importantissimi la cui carriera, dopo il G8, non si è certo fermata. Tanto che il capo della Polizia nel 2001, Gianni De Gennaro, oggi guida i servizi segreti: condannato a un anno e quattro mesi per aver istigato alla falsa testimonianza, nel processo, l’ex questore di Genova Francesco Colucci. Poi, le 25 condanne per la mattanza della Diaz, con la sentenza d’appello che ribalta il primo grado: 4 anni a Francesco Gratteri e altri 4 a Giovanni Luperi, i due poliziotti più importanti presenti quella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 alla scuola Diaz.

Eppure l’ex sindaco Pericu è tutt’altro che soddisfatto anche di questi esiti: “Un magistrato ha una capacità di indagine assai limitata, perché deve mettere in relazione i fatti ai comportamenti delle singole persone. Una valutazione politica di quei giorni richiederebbe di accertare anche le responsabilità politiche. Noi genovesi abbiamo sempre chiesto una seria inchiesta parlamentare proprio per questo motivo. Ma questa indagine la politica non la ha mai voluta, nonostante le carenze enormi da parte governativa che già all’epoca apparvero evidenti”.

Per Pericu, i misteri ormai rimarrano tali: “È passato troppo tempo: non solo Diaz, dico Piazza Alimonda con l’uccisione di Carlo Giuliani, Bolzaneto e circostanze singolari come la presenza dell’allora vicepremier Fini nella sala operativa della Questura”. Genova, luglio 2001, “le responsabilità politiche non saranno mai accertate”, sospira l’ex sindaco.