Archivio cartaceo | di Maurizio Viroli
25 luglio 2010
25 luglio, voi dove eravate?
Berlusconi è il centro di un vasto sistema di corte che dipende dal suo potere. Privato del governo, non sarebbe più in grado, come sta facendo ora, di controllare, premiare e proteggere le cortigiane, i cortigiani ed i suoi servi. Il sistema sarebbe di conseguenza irrimediabilmente incrinato. Anche se gli alleati causeranno la caduta di Berlusconi, dovranno rispondere ad una domanda che ogni cittadino ha il diritto ed il dovere di rivolgere loro: “dove eravate voi quando Silvio Berlusconi costruiva e rafforzava il suo potere devastando la libertà di tutti?”. Poiché dovranno ammettere che erano con Berlusconi e che lo hanno aiutato ad erigere il suo sistema di corte, dovranno avere la bontà di spiegare in che cosa e perché il Berlusconi del, poniamo, 2001-2006, sarebbe diverso dal Berlusconi del 2010 a tal segno che il primo doveva essere sostenuto, il secondo deve essere combattuto. È bene non dimenticare che senza alleati non avrebbe avuto la maggioranza per governare e l’Italia si sarebbe risparmiata quindici anni di degrado civile.
A parte il fatto che Berlusconi produsse da subito leggi pessime ed elevò corruttori di giudici e collusi con la mafia alle alte cariche dello Stato, resta il fatto che, fin dall’inizio, egli era al centro di un potere incompatibile – per la sua stessa natura – con la libertà repubblicana. Non occorre una particolare saggezza politica per capire che nessuna repubblica democratica è in grado di difendersi dal potere enorme di un uomo che concentra nelle sue mani una ricchezza sterminata, un partito personale ed un impero mediatico! Se non erano in grado di capire, e questo vale anche per parte dell’opposizione, almeno avrebbero potuto ascoltare coloro che seppero vedere bene, proprio perché erano veri liberali. Norberto Bobbio, per citare un solo esempio, scrisse a chiare lettere nel Dialogo intorno alla repubblica che Forza Italia era un partito eversivo.
I casi sono due: o questi signori non capirono per difetto di sapienza politica, e allora non meritano di essere leader e devono ritirarsi in buon ordine a svolgere attività più consone ai loro talenti; o capirono perfettamente e, gli alleati, decisero egualmente di sostenere Berlusconi, l’opposizione, di non combatterlo, allora sono tutti complici e, a maggior ragione, dovrebbero lasciare il posto ad altri che sappiano parlare un linguaggio davvero alternativo a quello berlusconiano e sappiano far seguire alle parole azioni coerenti.
Il presidente Massimo D’Alema ha rilevato che “la politica non si fa con il racconto, con il linguaggio, con la letteratura, con la poesia”. Dovrebbe sapere che la grande politica, quella che sa dirigere processi di emancipazione morale e civile, quella che servirebbe oggi in Italia, quella per esempio di Obama (che peraltro raccoglie voti e vince, mentre i realisti nostrani li disperdono e quindi perdono) non si fa soltanto con i ragionamenti (pur necessari). Dovrebbe sapere che in Italia non si avverte davvero il bisogno di nuovi calcoli, ma di rinnovate o ritrovate passioni civili.
Per tornare all’analogia dalla quale sono partito, l’emancipazione dal fascismo non si è realizzata certo il 25 luglio 1943, ma il 2 giugno 1946, quando, il popolo italiano, guidato da uomini che sapevano suscitare grandi speranze, decretò che anche la monarchia, che nel 1922 aveva chiamato Mussolini al governo e lo aveva sostenuto per vent’anni, dovesse andarsene. Così, l’emancipazione dal sistema berlusconiano non avverrà quando al governo ci saranno vecchi alleati insieme ad accomodanti oppositori, ma quando a guidare la Repubblica ci saranno donne e uomini che, alla domanda “dove eravate voi?”, potranno rispondere “dall’altra parte. Sempre!”
viroli@princeton.edu
da il Fatto Quotidiano del 25 luglio 2010



personalmente stabilirei lo spartiacque alla votazione della legge Gasparri.
lì veramente avrebbe dovuto essere chiaro a tutti che ormai non erano più possibili compromessi.
chi ha votato a favore di quella, mi spiace ma è andato, salvo ovviamente motivato pentimento ed autocritica.
ai fini, granata, bocchino che adesso paiono sembrare stracciarsi le vesti per la legalità vorrei chiedere se l’hanno votata e perché.
poi certo, ci potranno essere tanti altri episodi e percorsi. personalmente però io ricordo quello.
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Dall’altra parte sempre, e da sempre…
da un pò di tempo però non mi basta essere dall’altra parte, voglio sentirmi FUORI: nel senso che non basta più solo non essere dalla parte rispetto a B. & C.: io non sto più neanche con quelli che dovrebbero opporsi a Berlusconi.
IO SONO CONTRO
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Bell’ articolo, di buon senso. Una domanda, insieme a tante altre, che nell’ attesa di cambiare è giusto fare (e farsi), se non altro per non arrivare impreparati al momento in cui gli eventi dovessero prendere una piega diversa. Altrimenti finito Berlusconi, e le classiche domande a cui si avvale della facoltà di non rispondere, non potremmo capire da che parte si sposterà il potere. Cioè rimarremmo senza più domande e non sapremmo più qual è la nostra parte – che non dovrebbe essere né quella pro né quella contro B, bensì la nostra appunto.
Il parallelo con l’ ordine Grandi e successiva deposizione di Mussolini il 25 luglio 1945 ci sta tutto: peccato per il tempismo. Sarà l’ oceano di mezzo che altera le percezioni temporali tra USA e Italia (dinamismo metodista contro conservazione del passato) ma temo che il veloce precipitare degli eventi descritto dal prof. Viroli non sia il lento naufragare del potere berlusconiano (che ricordiamoci è basato soprattutto su denaro e prebende, ancora disponibili in quantità) che vedo io e credo molti altri. Una citazione che immagino tanti (me compreso…) si stavano tenendo da parte per momenti migliori (o peggiori? boh). Bruciata, alè!
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la storia insegna che molte volte si ripete.
Il fatto che assimila il periodo xxennale del nefasto , ma soprattutto tragico periodo del duce nazi fascista,con qusto periodo quasi xxnnale del periodo post fascista/populista/berlusconiano.
basta assistere a quanta ed uguale omertà, indifferenza,oportunismo,prevaricazione verbale e fisica dell’avversario politico, ieri l’unità , il psi, matteotti, la stampa, il movimento operaio hanno incarnata nella loro ideologia politica, oggi la posseggano i vari gerarchi che sono sempre pronti per difendere la loro poltrona il loro potere,a non vedere, ad acconsentire ,ad approvare una forma del loro governo molto corrotta e corruttibile, come se niente stesse accadendo, anzi, la loro omertà cresce con la corruzione ministeriale.se ieri i gerarchi disposti a tutto per il duce e per i loro sporchi interessi personali si chiamavano: storace, pavolini, ciano,graziani,oggi ci sono ;bondi,cicchitto, capezzone,gasparri, la russa,rotondi,che rappresentano gli opportunisti voltagabbana,lupi, bonaiuti,quagliariello,straquadanio,brambilla,carfagna, gelmini, santacchè, gli assatanati del potere e della poltrona ministeriale, bossi,cota, calderoli, tremonti,castelli,lussana,che hanno fatto molto presto a trasferire da roma al lombardo/veneto, lo slogan roma/ ladrona, e da molto tempo saccheggiano lo stato, in nome di un federalismo l’isola che non c’è.
sono nato nel 39 e il 25 luglio, e nella mia città LIVORNO i cittadine c’erano e ci sono stati fino ad oggi, e credo ci resteranno anche fino a dopo domani.
questo berlusconi lo sà molto bene.
per fare tacere la bocca ironica di un giornale satirico livornese il nuovo duce, lo voleva comperare, ma il libero democratico,dissacratore , fondatore del IL VERNACOLIERE,SIG CARDINALI, le ha detto un chiaro NON SONO IN VENDITA.
Anche questo faparte del perido nero italiano che va dal 1994, ad oggi.
sono nato nel perido fascista, vorrei NON MORIRE nel periodo berlusconiano.
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Io sarò sempre dall’altra parte di chi mi toglie la possibilità di scegliere
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