Denis Verdini e Marcello Dell’Utri saranno i primi a essere ascoltati dai pm romani titolari dell’inchiesta sul presunto comitato d’affari occulto che ha già portato all’arresto, tra gli altri, dell’imprenditore Flavio Carboni. A Verdini, indagato per la cosiddetta nuova P2, è contestato anche il reato di corruzione nell’ambito del filone di inchiesta sugli appalti per l’eolico. Il coordinatore e il senatore del Pdl sono i primi di una lunga lista di personaggi eccellenti che da lunedì passeranno per gli uffici di piazzale Clodio. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli sentiranno poi il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. Sarà poi la volta dell’ex presidente della corte di cassazione Vincenzo Carbone, del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, del presidente della corte di appello di Milano, Alfonso Marra. Toccherà infine al capo dell’ispettorato del dicastero della Giustizia, Arcibaldo Miller e dell’ex avvocato generale della Cassazione, Antonio Martone. Da giorni si parla di possibili nuovi indagati. Non è escluso dunque che alcuni dei convocati si presentino accompagnati dai legali.

Dalle oltre 15mila pagine dell’inchiesta continuano a emergere ulteriori elementi. E spuntano i nomi di altre persone coinvolte. Come il presidente della banca popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, indicato dai Carabinieri tra i soggetti che Carboni voleva coinvolgere nel progetto legato agli impianti eolici. Di questa “persona utile per l’impresa”, Carboni ne parla al telefono anche con Marcello Dell’Utri.

In una telefonata intercettata il 26 agosto dello scorso anno, l’imprenditore sardo parla con Gino Mariotti, (soggetto coinvolto nel progetto eolico come azionista della società Karis) al quale chiede se la persona che gli deve presentare, “tale Antonino (Antonini, ndr) della Banca Popolare di Spoleto, sarebbe disponibile per un’operazione” che definisce “di quelle chiuse”. Secondo i carabinieri si tratta dell’operazione pale eoliche.