Questo è un post anomalo. Parla di un festival letterario. Il più grande della Sardegna, uno dei più importanti in Italia. Cosa c’entra con l’economia e la finanza? Più di quanto ci si possa immaginare. Come sempre. Beh, cominciamo dall’inizio. In Barbagia c’è un paesino di 3.000 anime chi si chiama Gavoi. Sta a 30 Km da Nuoro, tra Ollolai e il lago artificiale di Gusana. Il mare è a un’ora e mezza di macchina: la maschera e le pinne potete lasciarle a casa.

Ogni anno, da sette anni, a Gavoi si compie un piccolo miracolo. Un’associazione di volontari, guidati dallo scrittore sardo Marcello Fois, organizza “L’isola delle storie”. Arrivano scrittori, illustratori, poeti, filosofi, giornalisti, registi, critici, editori da tutta Italia e dall’estero. Si fermano a Gavoi per tre giorni, agli inizi di luglio, e dai palchi nel centro storico del paese, presentano libri, raccontano storie, disegnano, cantano, ballano, parlano, scherzano, mangiano e bevono con il pubblico.

Quest’anno a Gavoi sono stato invitato anch’io, per il libro che ho scritto – assieme a Fabio Salviato – sulla storia di Banca Etica (Ho sognato una banca, Feltrinelli, link: http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5001404). Un libretto leggero, non prendete paura. Niente formule, pochi numeri e tante storie, aneddoti, personaggi strani, viaggi rocamboleschi, colpi di scena. Fine dello spot pubblicitario.

Venerdì scorso con Fabio attraverso i vicoletti del paese. E’ quasi mezzogiorno e c’è la presentazione del nostro libro. Il sole picchia, ci perdiamo tre volte tra le stradine, le chiesette, le porte colorate, i balconi fioriti. Ci scortano due ragazzi, con la maglietta rossa dei volontari. “Vivendo esisto. Leggendo resisto”, si legge sulle loro schiene. Arriviamo in una piazzetta a strapiombo sulla vallata. Sotto una tettoia di teli ci sono trenta file di sedie di plastica. E oltre trecento persone ad aspettarci. Nei giorni successivi lo spettacolo si ripete e gli spettatori sono sempre più numerosi. 500, 600, qualcuno dice più di mille. C’è Eugenio Scalfari, che presenta il suo ultimo libro, lo scrittore americano Eli Gottlieb, il cinese Mo Yan. Si discute di miti, modernità, persuasione, editoria, politica e storia. Dall’altra parte del paese ci sono decine di incontri, workshop, concerti dedicati solo ai bambini.

Camminando per le strade del paese la gente ci ferma, ci chiede del libro. Si siede con noi a mangiare un panino, la notte ci accompagna al “dopofestival” e ci riporta all’hotel, quando riusciamo a perdere anche l’ultima navetta. E’ il pubblico del festival. Arriva da tutta la Sardegna, ma ci sono anche turisti che salgono dalle coste. Gli alberghi non sono molti in questa zona e il paese diventa un unico, grande albergo diffuso. Le famiglie affittano le camere, offrono la colazione. “Per essere sicuri di avere un letto bisogna prenotarsi già a marzo”, ci spiega un’insegnante di Sassari. Ecco, appunto, cosa c’entra l’economia con un festival letterario in Sardegna. In sette anni la letteratura, l’interesse per i libri, ha quadruplicato i posti letto in un’area remota, dove d’estate arriverebbero in pochi. I bar e i ristoranti di Gavoi, manco a dirlo, funzionano a pieno regime per almeno una settimana. I negozi di alimentari, le macellerie svuotano garage e capannoni e improvvisano punti ristoro con lo street food made in Sardinia: panino con la purpuzza, la salsiccia, la fettina, formaggio quagliato, porceddu. Non solo: le scuole del circondario lavorano per mesi con i ragazzi intorno ai testi degli autori invitati al festival, e le biblioteche del circuito locale hanno registrato movimenti di prestiti tra gli under 18 mai visti prima che esistesse la manifestazione.

Il festival ha costi ridotti. Gli scrittori che accettano di intervenire non sono retribuiti. Oltre alla presenza gli si chiede di vivere il festival in modo “totale”: partecipando agli altri incontri, vivendo per tre giorni come spettatori, oltre che come ospiti, in una specie di reality letterario, dove tutti vivono nello stesso hotel e si trovano nello stesso paese per 72 ore.

Buona parte dei costi viene coperta dalla regione Sardegna, dalla provincia di Nuoro e dal comune. Ma ogni anno è una lotta per ottenere i finanziamenti. Sarebbe un peccato perderlo questo festival tra i monti. Anche perché, come ha detto Scalfari, è una delle poche isole di conoscenza in un mondo votato all’imbarbarimento.

Per le vostre vacanze ecco una scelta – assolutamente arbitraria – dei libri presentati quest’anno a Gavoi. E’ basata sulle presentazioni che mi sono piaciute e sulle conversazioni con gli autori che ho incontrato al bar, in autobus, in piscina e al ristorante:

Le cose che so di lui, di Eli Gottlieb, Piemme 2010

Una grande amicizia tra due giovani nella provincia americana viene segnata da un evento tragico. Ma a distanza di anni una rivelazione inattesa riconcilia per sempre i due amici.

Spaesamento, di Giorgio Vasta, Laterza 2010

Tre giorni nell’estate di Palermo, carotando l’Italia grigia e immobile di Berlusconi

Riportando tutto a casa, di Nicola Lagioia, Einaudi 2009

Tre adolescenti nella Bari degli anni ottanta tra iniziazione e corruzione. Le origini antropologiche del paese stanco e disilluso di oggi.

Il principe della città di sabbia, di Pierdomenico Baccalario, Enzo d’Alo e Gaston Kaboré, Mondadori 2008

Nel cuore dell’africa la lotta di due gemelli contro il malvagio Principe della Città di Sabbia per salvare l’anima del loro nonno.

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