Zverev conquista il suo primo Slam. Cobolli ko a testa alta
Alla fine, ce l’ha fatta. Alexander Zverev ha vinto uno Slam. Ha dovuto faticare, e non poco, per farcela. Dopo essere arrivato in finale al Roland Garros senza aver perso un solo set, il tennista tedesco ha la meglio su Flavio Cobolli solo al termine di una battaglia durata oltre 4 ore con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7 (5-7), 6-1.
È finita come era iniziata, la partita più importante della sua carriera: con un set dominato. L’apertura e la chiusura del match che assegnava il trofeo, perà. non traggano in inganno. Dietro il doppio 6-1 del numero 3 al mondo c’è stata una partita giocata ad armi pari dal tennista romano, che da lunedì sarà il settimo italiano a fare capolino nella Top10 mondiale.
A prevalso l’esperienza, come dimostra la percentuale di prime del tedesco, probabilmente anche la resistenza fisica di Zverev. Non a caso, gli unici set sbilanciati sono stati il primo e il quinto. Cioè quelli in cui, quelle due qualità, hanno un peso specifico maggiore. Cobolli è entrato contratto sul Philippe Chartier subendo subito un break, poi raddoppiato dal tedesco. Lo stesso canovaccio del quinto set, dove il doppio vantaggio immediato ha scavato un solco incolmabile.
Per il resto, è stata una finale vera, combattuta, vibrante. L’azzurro ha vinto il secondo e il quarto set, dimostrando di avere le qualità per arrivare stabilmente alle battute finali dei Major. Sinner o non Sinner, Alcaraz o non Alcaraz. La pecca più grande nell’atto finale dello Slam parigino è certamente stato il servizio: ha messo in campo il 52% di prime, ma in alcuni momenti è sceso fino al 39%. Al contrario – e qui ritorna l’esperienza a questi livelli – il vincitore ha chiuso con il 76% di prime in campo, conquistando il 73% di punti sulla prima di servizio.