Una vittoria mentale
Jannik Sinner si prende tutto: batte Carlos Alcaraz, vince Montecarlo e torna numero 1 al mondo. Ma per il campione altoatesino la cosa più bella è un’altra: “Sono contento di aver vinto finalmente un torneo importante sulla terra“. Già, quel rosso che contraddistingue la sua capigliatura ma che era diventato un tabù insopportabile sotto ai piedi. Sinner ha cancellato anche questa frontiera.
La vittoria su Alcaraz vale il 27esimo titolo (uno in più di Alcaraz), vale la 67esima settimana di nuovo sul trono del tennis (una in più di Alcaraz). Un successo – 7-6, 6-3 in due ore e 15 minuti – faticoso per la tensione che aleggiava sul campo centrale del Principato, mischiata a un vento fastidioso e infingardo. Gli ingredienti per un match dai tanti errori, dagli alti e bassi. Gli acuti dei due campioni spezzati da stecche improvvise. E una lotta punto su punto. Che Sinner ha portato dalla sua parte grazie a due fattori.
Il primo è stato sicuramente il servizio, decisivo in particolare nel tie-break nel primo set. Alcaraz in risposta ha avuto poche chance. Ma il secondo è stato l’aspetto mentale. Il più grande pregio di Sinner, l’aspetto in cui è sicuramente più forte del suo rivale, ma che spesso nei testa a testa era venuto a mancare. Oggi, invece, mentre lo spagnolo si innervosiva, l’azzurro rimaneva solido e concentrato. Freddo fino al completamento della rimonta nel secondo set e poi fino al traguardo. Un’imponente iniezione di fiducia per Sinner, con vista su Roma e sul Roland Garros.