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Elezioni in Israele, primi exit poll: è testa a testa tra Netanyahu e le opposizioni, exploit dei partiti arabi. Affluenza al 77,7%

Diffusi i primi sondaggi dei media nazionali che preannunciano un confronto che si deciderà all'ultima scheda elettorale tra gli alleati dell'attuale premier e il cosiddetto Blocco del Cambiamento
Elezioni in Israele, primi exit poll: è testa a testa tra Netanyahu e le opposizioni, exploit dei partiti arabi. Affluenza al 77,7%
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Gli exit poll consegnano un testa a testa tra Netanyahu e opposizioni. Partiti arabi determinanti

Il Blocco del cambiamento guidato da Gadi Eisenkot batte l’alleanza pro-Netanyahu, ma il Likud, partito dell’attuale premier, rimane il primo del Paese e sarà quindi chiamato a formare per primo un nuovo governo. Stando agli exit poll circolati subito dopo la chiusura dei seggi, in Israele si preannuncia un testa a testa tra i due principali blocchi contrapposti. Con un’affluenza che non era così alta dal 1999 (77,7%), il Paese è andato in massa ai seggi per decidere il proprio futuro in una fase tra le più delicate della sua storia, dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la lunga guerra a Gaza e i nuovi conflitti in Libano, Siria e quello contro l’Iran. Tra le due fazioni ballano pochissimi seggi, una cinquantina quelli attribuiti dalla maggior parte delle rilevazioni ai pro-Netanyahu, 52-53 alle opposizioni. Insufficienti per avere la maggioranza della Knesset che ne richiede almeno 61. Per questo l’exploit fatto registrare dai partiti arabi, che in totale contano 17-18 seggi, potrebbe rivelarsi decisivo. Difficile pensare che il primo ministro riesca a trovare tra questi 11 scranni necessari a formare un nuovo esecutivo, considerando anche che gli alleati estremisti Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir non vedono certo di buon occhio una collaborazione con le formazioni arabe. Meno complicata la situazione sull’altra sponda, dove una collaborazione di questo tipo non è esclusa a priori, anche se alcuni degli esponenti più radicali, come Naftali Bennet e Avigdor Lieberman, non sarebbero soddisfatti dell’opzione, con il nuovo governo che prenderebbe vita già con un rischio alto di crisi nel breve termine. L’alternativa, però, è lo stallo che porterebbe a nuove elezioni.

Momenti chiave

    • 21:22

      Exit poll Channel 13: opposizioni con 53 seggi, Netanyahu a 50

      Il blocco del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l’exit poll del canale israeliano Channel 13, avrebbe ottenuto 50 seggi mentre il blocco guidato dall’ex capo di stato maggiore e leader di Yashar Gadi Eisenkot avrebbe ottenuto 53 seggi. I partiti arabi invece avrebbero conquistato 17 seggi. Il Likud di Netanayahu, tuttavia, si sarebbe confermato il primo partito per numero di seggi con 25 seggi. Yashar invece ne avrebbe ottenuto 23.

    • 21:21

      In alcune città affluenza all’80%

      Mentre l’affluenza complessiva alle urne in tutto il Paese si attesta al 74,3% alle 20 ora locale, alcune località hanno registrato percentuali nettamente superiori, secondo i dati della Commissione elettorale centrale. In cima alla classifica si trova Bat Hen, una cittadina della costa centrale, dove ha votato ben il 97,9% degli elettori aventi diritto. Complessivamente, a Bat Hen sono stati espressi 423 voti. E’ quanto riferisce ‘The Times of Israel’. Anche molte altre piccole località hanno registrato percentuali di affluenza altrettanto elevate. Tra le città più grandi, spiccano Rosh HaAyin, con un’affluenza del 79%, pari a 42.235 voti; la città beduina di Rahat, con il 79,8%, pari a 34.707 voti; e Modìin Illit, con il 77,3%, pari a 30.430 voti. Alle ore 20:00, a Tel Aviv l’affluenza si attestava al 63,6%, con 301.639 voti espressi. Seguivano Gerusalemme, con il 62% e 282.870 voti, e Haifa, con il 59,8% e 160.146 voti.

    • 21:11

      Exit poll Channel 12: blocco d’opposizione in vantaggio con 52 seggi, Netanyahu e alleati fermi a 50

      Secondo gli Exit poll di Channel 12, il blocco di Netanyahu raggiunge 50 seggi, mentre quello del cambiamento di Gadi Eisenkot ne conta 52. Secondo i primi exit poll di Channel 12 alla chiusura delle urne in Israele, il Likud di Benjamin Netanyahu è avanti con 24 seggi mentre Gadi Eisenkot, con Yashar, si ferma a 22 seggi. 

    • 20:53

      Exit poll “pirata”: Netanyahu e alleati in minoranza

    • 20:23

      Alle 20 affluenza al 74,3%: +8% rispetto alle elezioni precedenti

      La Commissione elettorale centrale israeliana ha comunicato che alle 20 l’affluenza alle urne si è attestata al 74,3%. Si tratta di un incremento di circa l’8% rispetto allo stesso orario delle elezioni precedenti, quando l’affluenza era pari al 66,3%. Finora, hanno votato 5.449.277 elettori su 7.331.981 aventi diritto.

    • 19:56

      Il ministro Smotrich: “Affluenza araba è senza precedenti ma è ancora possibile vincere”

      L’affluenza “araba è senza precedenti” e un “pericoloso governo di sinistra” potrebbe salire al potere. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, lanciando un appello agli elettori di destra affinché si rechino alle urne. “Non disperate! È ancora possibile vincere”, ha scritto Smotrich in un post su X

    • 19:50

      La denuncia: “Ritardi e interruzioni delle operazioni voto nei seggi delle comunità arabe”

      Il centro per i diritti delle minoranze arabe, Adalah, ha ricevuto numerose “segnalazioni di ritardi sistematici nei seggi elettorali delle comunità arabe in tutto Israele”. Lo scrive il giornale Haaretz. “Secondo quanto riferito, gli agenti di polizia hanno chiesto agli elettori di mostrare un documento d’identità, causando ritardi e interruzioni nelle operazioni di voto”

    • 19:38

      Il sindaco della città araba di Majd al-Krum al voto dopo anni di boicottaggio

      Salem Salibi, sindaco di Majd al-Krum, una città araba nel nord di Israele, ha dichiarato di aver votato alle elezioni parlamentari Israele oggi, dopo anni di boicottaggio. Citato dal sito di Haaretz, Salibi ha spiegato di considerare il voto come uno strumento a disposizione dei palestinesi per affrontare quella che definisce una “minaccia esistenziale”. “Dobbiamo usare ogni strumento di lotta, compresa la Knesset, per eliminare questa destra fascista”, ha dichiarato a Haaretz. Salibi afferma che il tentativo, il mese scorso, dei coloni israeliani di costruire un insediamento vicino a Majd al-Krum ha contribuito a spingere più persone a votare. Parlando dei giovani, il sindaco ha detto che si sono recati alle urne anche se “non sono affiliati politicamente, ma hanno percepito un pericolo esistenziale”. Questo senso di minaccia, ha spiegato, ha portato le persone a vedere la Knesset come uno degli strumenti che possono utilizzare per opporsi all’estrema destra.

    • 19:27

      Commissione elettorale: “L’orario di chiusura dei seggi non sarà prorogato”

      La Commissione elettorale centrale israeliana ha deciso che l’orario del voto non sarà prorogato e le urne chiuderanno alle 22 come previsto (le 21 in Italia). Il Likud di Benjamin Netanyahu aveva chiesto che l’orario di voto venisse prolungato.

    • 19:17

      Video – Il ministro Ben Gvir gira di casa in casa per invitare gli elettori a votare

      Il ministro della Sicurezza israeliano, l’estremista Itamar Ben Gvir, ha pubblicato sui propri social un video in cui gira casa per casa invitando gli elettori ad andare a votare. “Siamo andati a svegliare gli abitanti di Bat Yam nelle loro case. Uscite a votare!”