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Iran, al via i funerali di Khamenei: folla oceanica a Teheran, slogan contro gli Usa. L’11 luglio la ripresa dei colloqui con Washington

Iniziata ufficialmente la lunga cerimonia per l'ex guida suprema uccisa in un attacco congiunto Usa-Israele a fine febbraio. Incertezza sulla possibile partecipazione del figlio Mojtaba
Iran, al via i funerali di Khamenei: folla oceanica a Teheran, slogan contro gli Usa. L’11 luglio la ripresa dei colloqui con Washington
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Iran, al via i sei giorni di funerali dell’ayatollah Khamenei

L’Iran ha ufficialmente dato inizio a sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un attacco congiunto Usa-Israele a fine febbraio. Migliaia di persone in lutto, con in mano striscioni rossi, simbolo associato alle richieste di vendetta, si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran prima dell’arrivo della bara di Khamenei, scandendo slogan come “morte all’America” e “vendetta, vendetta“. Le cerimonie funebri e di commiato si terranno a Teheran e nelle città sante di Qom e Mashhad in Iran, nonché a Najaf e Karbala in Iraq. Il governo prevede la partecipazione di circa 20 milioni di persone a Teheran

  • 17:15

    Il ministro iraniano Araghchi incontra esponenti di Hamas e Hezbollah a Teheran

    Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha incontrato a Teheran rappresentanti di Hezbollah e di Hamas. Sul proprio profilo Telegram il ministro degli Esteri ha pubblicato delle fotografie che lo ritraggono mentre incontra rappresentanti di Hamas e Hezbollah. Le immagini, condivise sul canale Telegram ufficiale di Araghchi, riferisce ‘The Times of Israel’, lo mostrano seduto insieme a Muhammad Ismail Darwish, presidente del Consiglio della Shura di Hamas, un organo consultivo religioso composto da circa 50 religiosi, nonché ad altri esponenti di Hamas e Hezbollah, organizzazioni sostenute dall’Iran.

  • 17:06

    Ministro degli esteri iraniano: “Continueremo a chiedere giustizia per i crimini di Usa e Israele”

    “Non c’è dubbio che la valorosa e paziente nazione iraniana e tutti gli uomini in cerca della verità e della libertà perseguiranno con determinazione la richiesta costante di giustizia per i criminali americani-sionisti”. Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un comunicato in occasione dei funerali di Ali Khamenei. “La significativa presenza di alte delegazioni provenienti da tutto il mondo alla cerimonia di addio del Leader è un chiaro segno dell’onore e della grandezza del Leader martire e della nobile nazione iraniana. Il ministero degli Affari Esteri esprime la sua gratitudine a tutti gli ospiti stranieri che, nonostante le pressioni e le minacce, hanno partecipato alla cerimonia di addio del nostro Leader martire, schierandosi dalla parte giusta della storia e rendendo omaggio alla verità”, si legge nel messaggio. Il comunicato sottolinea anche che “il martirio del nostro grande Leader non è la fine, ma l’inizio di una nuova fase nel percorso dell’elevazione dell’Islam e dell’Iran“.

  • 16:50

    Reza Pahlavi: “In Iran spettacolo propagandistico. 40mila massacrati a gennaio”

    “Ai rappresentanti stranieri a Teheran per commemorare la morte del dittatore iraniano Ali Khamenei: l’Iran non lo piange. L’Iran piange oltre 40mila figli e figlie massacrati l’8 e il 9 gennaio da Khamenei, Ghalibaf e dalla loro macchina repressiva”. Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia. “Il regime sta spendendo ingenti somme del patrimonio del popolo iraniano per mettere in scena questo spettacolo propagandistico, eppure nessun leader democratico vi ha partecipato”. aggiunge. “Quello che vedete oggi non è una nazione in lutto per il suo governante. È una nazione pervasa da una giusta indignazione, e questa indignazione e questo eroico coraggio abbatteranno ciò che resta di questo regime criminale”. 

  • 16:33

    Media: “L’11 luglio in Pakistan riprenderanno i colloqui Usa-Iran”

    Il Pakistan ospiterà l’11 luglio un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, nell’ambito degli sforzi per rilanciare il dialogo tra i due Paesi. Lo riferiscono fonti ad Al Arabiya, secondo cui i colloqui si concentreranno su tre dossier principali ancora da risolvere: le sanzioni statunitensi contro Teheran, i fondi iraniani congelati e il programma nucleare della Repubblica islamica.

    Secondo le stesse fonti, non sarebbe ancora stato definito il livello di rappresentanza della delegazione iraniana, una decisione che sarà presa dopo la conclusione dei funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei.

  • 16:31

    Fonti all’Ansa: “Italia non partecipa ad alcun livello ai funerali di Khamenei”

    A quanto apprende l’agenzia Ansa, l’Italia non partecipa ad alcun livello ai funerali di Ali Khamenei. Fonti a conoscenza della questione chiariscono che il nostro Paese non è stato invitato alle cerimonie in corso per la defunta Guida suprema iraniana. Come già riferito dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, alle esequie sono stati invitati alcuni Paesi dell’est Europa – tra questi la Bielorussia – mentre sono stati esclusi “i Paesi che hanno assunto una posizione inappropriata riguardo all’attacco militare di Stati Uniti e Israele all’Iran“, ha spiegato Baghaei. Tra questi ci sono la maggior parte dei Paesi europei, tra cui l’Italia. 

  • 15:32

    Mojtaba Khamenei non è nella lista di coloro che presiederanno le preghiere per il padre

    I media di Stato iraniani hanno riferito che saranno alti esponenti del clero sciita a guidare le preghiere funebri per la defunta Guida Suprema Ali Khamenei, durante le cerimonie previste in diverse città del Paese. L’attuale Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, non risulta invece tra coloro che presiederanno i riti.

    Secondo quanto riportato, le preghiere saranno guidate da Ja’far Sobhani a Teheran, Naser Makarem Shirazi a Qom e Hossein Nouri Hamedani a Mashhad. L’annuncio segue un articolo del New York Times secondo cui Mojtaba Khamenei avrebbe voluto partecipare ai funerali del padre, ma la richiesta sarebbe stata respinta per motivi di sicurezza.

  • 15:25

    Funerali di Khamenei, le immagini della folla oceanica radunata nel cortile della Grande moschea

  • 15:24

    New York Times: “Khamenei convinto da Pezeshkian ad autorizzare il cessate il fuoco”

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe avuto un ruolo decisivo nel convincere la Guida Suprema, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ad autorizzare il cessate il fuoco e l’avvio di negoziati con Washington. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari iraniani secondo cui il capo dello Stato avrebbe avvertito che l’economia del Paese era vicina al collasso a causa del blocco navale statunitense e avrebbe anche minacciato le dimissioni nel caso in cui l’intesa fosse stata respinta.

    Nella fase finale dei colloqui, Pezeshkian avrebbe incontrato Khamenei per presentare la gravità della situazione. In parallelo, il governatore della Banca centrale, Abdolnaser Hemati, avrebbe inviato una lettera in cui segnalava una pesante crisi di bilancio e il rischio di esaurimento delle forniture essenziali di cibo e medicinali entro la fine di agosto. Hemati avrebbe inoltre avvertito che il Paese non sarebbe stato in grado di mantenere su larga scala le esportazioni di petrolio né di individuare rotte commerciali alternative. Alla fine, Khamenei avrebbe dato il via libera ai negoziati, pur dichiarandosi contrario “in linea di principio”, subordinando comunque la decisione all’approvazione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, che ha poi approvato il piano.

  • 14:44

    Ministro dell’intelligence iraniano: “Vendicheremo Khamenei e le vittime di Usa-Israele”

    Il ministero dell’Intelligence iraniano ha promesso “vendetta” per l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e delle altre vittime dei raid statunitensi e israeliani. Lo riporta un comunicato ufficiale diffuso dai media di Stato.

    “I cuori feriti del fiero popolo iraniano e di tutti coloro che aspirano alla libertà nel mondo non potranno guarire se non con la vendetta contro i responsabili del crimine di aver assassinato il leader martire“, si legge nella nota del ministero. Il comunicato ribadisce inoltre la fedeltà all’attuale Guida Suprema Mojtaba Khamenei e l’impegno a “vendicare il sangue del leader martire e delle vittime innocenti” di quelle che Teheran definisce la seconda e la terza “guerra imposta”, con riferimento al conflitto di 12 giorni dello scorso anno e alla guerra avviata da Israele e Stati Uniti nel febbraio scorso.

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