Il mondo FQ

Hormuz ancora chiuso, spari sulle navi. Teheran: “Valutiamo proposte Usa, controllo dello stretto fino alla pace”. Trump: “Senza svolta la guerra riprende”. Nuovi raid di Israele in Libano

Unifil conferma: "Anche tre feriti". L'Idf ammette i "primi raid contro Hezbollah dopo la tregua". Mojtaba Khamenei: "Marina iraniana pronta a infliggere amare sconfitte"
Hormuz ancora chiuso, spari sulle navi. Teheran: “Valutiamo proposte Usa, controllo dello stretto fino alla pace”. Trump: “Senza svolta la guerra riprende”. Nuovi raid di Israele in Libano
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Chiuso di nuovo lo Stretto di Hormuz. Un soldato francese Unifil ucciso in Libano, accuse a Hezbollah

Dopo nemmeno 24 ore dall’annuncio di Donald Trump, lo Stretto di Hormuz è stato nuovamente chiuso. La marcia indietro è stata spiegata dall’Iran come la conseguenza del fatto che gli Stati Uniti non abbiano messo fine al blocco navale nella regione. “Vi avevamo avvisati, ma non ci avete dato retta. Ora godetevi il ritorno della situazione dello Stretto di Hormuz al suo stato precedente”, ha scritto sul social X il funzionario di Teheran Ebrahim Azizi. “Non possono ricattarci”, è stato il commento di Trump che ha poi minimizzato: “Sta andando tutto per il meglio: hanno fatto i furbi, come fanno da 47 anni, ma stiamo avendo ottimi colloqui“.

L’Iran, però, sembra determinato a mantenere “l’accesso attraverso lo Stretto di Hormuz condizionato e sotto il nostro controllo fino al raggiungimento di una pace duratura“, si legge in un comunicato del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, in cui si precisa che “gli Stati Uniti hanno avanzato nuove proposte che stiamo valutando”. Non ci sono infatti informazioni ufficiali su possibili nuovi round di negoziati. La Repubblica islamica ha chiesto “un accordo quadro” prima di sedersi al tavolo di nuovi colloqui, denunciando una posizione “massimalista” da parte di Washington. Nel frattempo, solo 8 navi hanno potuto sfruttare l’intervallo di tempo tra una chiusura dello Stretto di Hormuz e l’altra per lasciare il Golfo persico. Tra queste, c’è anche la nave da crociera Msc Euribia, bloccata dall’inizio conflitto a Dubai, che è riuscita a entrare nel Golfo di Oman in direzione Muscat. Ma le altre imbarcazioni che hanno tentato di compiere lo stesso tragitto sono state fermate dal fuoco delle Guardie rivoluzionarie.

Una petroliera è stata raggiunta da alcuni spari a 20 miglia nautiche a nord-est dell’Oman, mentre una nave portacontainer è stata colpita riportando danni ma nessun ferito. Due navi battenti bandiera indiana sono state costrette a fare dietrofront per gli attacchi, scatenando l’ira di Nuova Delhi che ha convocato l’ambasciatore iraniano. “La valorosa marina iraniana è pronta a infliggere nuove e dure sconfitte ai suoi nemici”, ha minacciato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, di cui è pervenuta, ancora una volta, solo una dichiarazione scritta letta in diretta dalla tv di stato.

Gli Stati Uniti, intanto, sono pronti a reagire: secondo il Wsj, infatti, l’esercito americano si starebbe preparando ad abbordare nei prossimi giorni navi legate all’Iran. Se l’accordo per il passaggio sicuro delle navi a Hormuz è già saltato, lo stesso si può dire della tregua siglata tra Israele e Libano. Nel sud del Paese dei cedri l’esercito di Tel Aviv (Idf) ha ammesso di aver effettuato diversi raid contro miliziani di Hezbollah che avrebbero violato il cessate il fuoco. Anche se il gruppo sciita non ha rivendicato alcun attacco, è stato accusato di aver ucciso in un’imboscata un soldato francese dell’Unifil e di averne feriti altri due gravemente. “Il sergente maggiore Florian Montorio del 17° reggimento del genio paracadutista di Montauban è caduto questa mattina nel sud del Libano”, ha fatto sapere il presidente francese Emmanuel Macron, precisando che “tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah“.

Anche il contingente delle forze di pace dell’Onu dispiegate nell’area hanno descritto gli assalitori come “attori non statali (presumibilmente Hezbollah)”, mentre il presidente libanese Joseph Aoun ha promesso un’indagine per assicurare i colpevoli alla giustizia. Il partito sciita ha negato ogni coinvolgimento e ha invitato alla “cautela prima di formulare accuse” e ha chiesto di attendere l’esito delle indagini. “In questo contesto”, ha però voluto aggiungere, “Hezbollah esprime la sua sorpresa per le affrettate accuse mosse contro di esso, soprattutto considerando il silenzio di queste stesse parti quando il nemico israeliano attacca le forze dell’Unifil”. 

  • 13:23

    Ukmto: “Pasdaran hanno sparato a una petroliera al largo dell’Oman”

    “Il comandante di una petroliera riferisce di essere stato avvicinato da 2 cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie che hanno aperto il fuoco. La petroliera e l’equipaggio sono al sicuro. Le autorità stanno indagando”. Lo ha riferito in una nota la società britannica per la sicurezza marittima Ukmto, dopo aver ricevuto la segnalazione dell’incidente avvenuto a 20 miglia nautiche a nord-est dell’Oman.

  • 13:16

    Mojtaba Khamenei: “Marina Iran pronta a infliggere amare sconfitte”

    “Così come i droni dell’Esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici”. È quanto si legge in un messaggio della Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, diffuso in occasione dell’anniversario della creazione dell’Esercito della Repubblica islamica dell’Iran, il 29 di Farvardin (18 aprile 2026).

    “L’Esercito è come un figlio della nazione, che nasce dal cuore delle case del popolo – si legge nella dichiarazione diffusa sui social – L’Esercito ha compiuto un’impresa epica affrontando i sinistri piani degli Stati Uniti, i discendenti del tiranno Pahlavi e i separatisti che desideravano un Iran diviso”.

    “L’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran difende ora coraggiosamente la terra, le acque e la bandiera che gli appartengono. L’Esercito iraniano combatte fianco a fianco con i suoi commilitoni delle altre forze armate, contro i due eserciti principali dell’incredulità e dell’arroganza. E l’Esercito islamico ha smascherato al mondo la debolezza e l’umiliazione di questi eserciti”.

     

  • 13:00

    Teheran: “Trump parla troppo. Mai più blocco porti”

    Il presidente americano “parla troppo, ha detto cose contraddittorie all’interno della stessa dichiarazione, non so esattamente cosa intendesse.” Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ai media, a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, riferendosi ai recenti commenti di Trump, secondo cui gli Stati Uniti “ricominceranno a sganciare bombe” se non si raggiungerà un accordo con l’Iran entro mercoledì.

    Khatibzadeh ha aggiunto che l’Iran ritiene che “la guerra non possa portare ad alcun risultato positivo”, ma è pronto a continuare a difendersi in caso di attacco. “Combatteremo fino all’ultimo soldato iraniano“. Il blocco statunitense dei porti iraniani “non sarà mai valido”, ha detto ancora, L’Iran non accetterà mai un blocco statunitense dei suoi porti né alcun altro “ordine” proveniente dagli Stati Uniti. “In futuro non ci sarà mai più alcun blocco“, ha affermato. “L’era del colonialismo deve finire. Gli Stati Uniti non possono dettare legge ad altre nazioni”.

  • 12:58

    Media: “Due navi mercantili segnalano spari mentre tentavano di attraversare Hormuz”

    Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L’impatto non è stato immediatamente chiaro.

    Oggi l’Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall’accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un “primo grande movimento” di navi da inizio guerra.

  • 12:31

    Egitto: “Lavoriamo duro, speriamo intesa a giorni”

    Egitto e Pakistan stanno lavorando “molto duramente” per arrivare ad “un accordo finale tra Stati Uniti e Iran” nei prossimi giorni. Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, parlando a margine del forum della diplomazia di Antalya, al quale ha partecipato anche il premier pachistano Shehbaz Sharif, impegnato in prima persona nella mediazione. “Speriamo di farlo (raggiungere un accordo) nei prossimi giorni”, l’auspicio di Abdelatty, sottolinenado che “non solo noi nella regione, ma il mondo intero sta soffrendo per il proseguimento di questa guerra”. “Stiamo andando avanti molto duramente per andare avanti”, ha aggiunto.

  • 12:05

    Meloni: “Quadro cambia continuamente, al lavoro ogni minuto”

    “L’instabilità che sta diventando la nostra normalità”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla 76esima assemblea di Federalberghi. “Mentre venivamo l’Iran ha annunciato di voler chiudere Hormuz, il quadro cambia continuamente e siamo al lavoro ogni minuto” per “la stabilizzazione di quadranti che si sono moltiplicati”.

  • 11:57

    Pasdaran: “Manteniamo contro su Hormuz”

    “Lo Stretto di Hormuz rimarrà sotto il controllo iraniano se gli Stati Uniti non garantiranno la piena libertà di navigazione per le navi in viaggio da e verso l’Iran”. Lo dichiara il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, come riportato da Haaretz.

  • 11:56

    L’Iran non ha dato ok a nuovi colloqui con gli Usa

    L’Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana, “a causa dell’annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all’Iran”, ha dichiarato sabato l’agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando “le rispettive organizzazioni”. “Teheran ha sottolineato che la sua condizione principale per la prosecuzione dei colloqui è l’assenza di richieste eccessive da parte degli americani; in caso contrario, l’Iran non perderà tempo in negoziati logoranti e inutili”, ha aggiunto Tasnim, precisando che la posizione dell’Iran è stata comunicata agli Stati Uniti tramite un mediatore pakistano. Secondo i media americani, il nuovo round di colloqui si dovrebbe tenere lunedì a Islamabad.

  • 11:24

    Riaprono alcuni scali aeroportuali in Iran

    Il segretario dell’Associazione delle compagnie aeree iraniane ha annunciato la riapertura degli aeroporti di Teheran Imam Khomeini e Mehrabad, e degli scali di Mashhad, Birjand, Gorgan e Zahedan. Lo riporta Iran International. In precedenza, l’Organizzazione per l’Aviazione Civile aveva annunciato la riapertura di parte dello spazio aereo del Paese a partire dalle 7 di questa mattina ora locale.

  • 10:30

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista