Teheran: “Il nostro piano in 10 punti è base dei negoziati”
Il piano in 10 punti proposto dall’Iran è stato concordato come base per i negoziati: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad tra Usa e Iran. Lo riporta la tv di opposizione Iran International. “Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all’inganno”, ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all’avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.
Libano, Unicef: “600 bambini morti o feriti da inizio guerra”
Quasi 600 bambini sono stati uccisi o feriti in Libano dallo scoppio dell’ultima guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Lo riporta l’Unicef spiegando che nei soli raid israeliani condotti mercoledì più di 30 bambini sono stati uccisi e quasi 150 sono rimasti feriti. In una nota, l’Unicef ha affermato che sta ricevendo segnalazioni di bambini estratti dalle macerie, mentre altri risultano dispersi e separati dalle loro famiglie. “Il diritto internazionale umanitario è chiaro: i civili, compresi i bambini, devono essere protetti in ogni momento”, sottolinea l’Unicef.
Missile dal Libano, blackout nel nord di Israele
Un missile lanciato dal Libano ha colpito una linea elettrica a Metula, nel nord di Israele, causando un’interruzione di corrente, ha dichiarato un funzionario locale. L’esercito israeliano ha affermato che 25 razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele dalla mezzanotte. Lo riporta Haaretz.
Teheran: “Non partecipiamo ai negoziati se continuano i raid in Libano”
L’Iran non parteciperà ai negoziati in Pakistan senza che venga rispettato un cessate il fuoco “su tutti i fronti”, compreso il Libano. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ponendo una condizione per i colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad per la pace in Medio Oriente. “Il governo pakistano ha invitato entrambe le parti a recarsi a Islamabad per tenere questi colloqui, che sono attualmente in fase di revisione e pianificazione”, ha dichiarato Baghaei, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Tasnim. “Tuttavia, lo svolgimento di questi colloqui è indubbiamente subordinato all’ottenimento di garanzie che gli Stati Uniti rispetteranno i propri obblighi di cessate il fuoco su tutti i fronti”. ha aggiunto. “Gli Stati Uniti sono impegnati a porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso quello in Libano, e qualsiasi azione o posizione contraria a questo impegno costituirebbe una violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti”, ha sottolineato.
Libano, attacchi incrociati tra Israele e Hezbollah
Israele e Hezbollah hanno continuato a scambiarsi colpi d’arma da fuoco nella notte, nonostante l’annuncio del premier Benyamin Netanyahu di colloqui di pace con il Libano. Hezbollah, scrivono i media israeliani, ha preso di mira Israele, lanciando un missile contro la città portuale meridionale di Ashdod nelle prime ore di stamattina. Poco prima dell’attacco ad Ashdod, l’Idf ha dichiarato che l’aviazione israeliana aveva colpito una decina di lanciarazzi in Libano, utilizzati nelle ore precedenti per bombardare il nord di Israele, aggiungendo di essere ancora impegnata nelle operazioni di localizzazione e distruzione di ulteriori lanciarazzi.
L’esercito israeliano: “Nessuna tregua con il Libano”
«L’Idf è in stato di guerra; non siamo in una tregua sul fronte settentrionale. Continuiamo a operare qui su questo fronte: questo è il nostro obiettivo operativo principale. In Iran siamo in una tregua, ma possiamo tornare a operare lì in qualsiasi momento, e con grande intensità. In Libano, stiamo continuando a consolidare i nostri risultati e ad espandere le nostre operazioni. L’area in cui state operando è estremamente importante: questo è il Libano, questa è una lotta contro Hezbollah. Qui siamo attivi, impiegando molti mezzi e molte delle nostre capacità”. E’ una dichiarazione del Capo di Stato Maggiore, il Tenente Generale Eyal Zamir, diffusa questa mattina dalle Israel Defense Forces.
Kuwait: “Noi attaccati nonostante la tregua”
Il Kuwait accusa l’Iran e i suoi alleati di aver lanciato attacchi con droni durante la notte, nonostante il cessate il fuoco di due settimane. Lo ha comunicato ministero degli Esteri kuwaitiano, attraverso una nota diffusa dall’agenzia di stampa statale Kuna. Il ministero degli Esteri del Kuwait afferma che gli attacchi con i droni “hanno preso di mira alcune infrastrutture kuwaitiane vitali giovedì sera”. Nel frattempo, l’agenzia di stampa statale saudita, la Saudi Press Agency, citando un funzionario anonimo, ha confermato un recente attacco che ha danneggiato il suo cruciale oleodotto Est-Ovest. Tale oleodotto trasporta il petrolio fino al Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz, che l’Iran continua a controllare nonostante la tregua nei combattimenti.
Trump: “Pessima gestione del petrolio a Hormuz, non è l’accordo”
“L’Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l’accordo che abbiamo”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.
Netanyahu contro il ministro della Difesa pakistano
“L’appello del ministro della Difesa pakistano alla distruzione di Israele è oltraggioso. Questa non è una dichiarazione che può essere tollerata da alcun governo, soprattutto non da un governo che si proclama arbitro neutrale per la pace”. Lo comunica in una nota l’ufficio del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in riferimento al tweet del ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif, in cui ha accusato Israele “stato cancerogeno” – di commettere genocidio in Libano. “Spero e prego che coloro che hanno creato questo Stato sul suolo palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei, brucino all’inferno”, ha scritto Asif.
Trump al Wsj: “Abbiamo vinto la guerra”
L’ira di Donald Trump contro il Wall Street Journal per aver scritto in un editoriale che il presidente ha cantato una “vittoria prematura in Iran”. “E’ una vittoria e non c’è nulla di prematuro. Con me l’Iran non avrà mai l’arma nucleare e molto rapidamente vedrete i flussi di petrolio tornare a scorrere con o senza l’aiuto di dell’Iran”, ha detto Trump sul suo social Truth, mettendo in evidenza come il Wall Street Journal è “sempre rapido a criticare ma non ammette mai quando sbaglia, che è la maggior parte dei casi”.