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Trump: “L’Iran non ha carte, può solo negoziare”. Israele: “In Libano siamo in guerra”. La delegazione di Teheran in Pakistan per i colloqui

Il presidente degli Stati Uniti sostiene che Teheran "può solo fare un'estorsione a breve termine" e avvisa: "Intesa o riattacchiamo". Netanyahu contro il ministro della Difesa pakistano. Tra le condizioni di Teheran per iniziare i colloqui anche lo sblocco dei beni congelati
Trump: “L’Iran non ha carte, può solo negoziare”. Israele: “In Libano siamo in guerra”. La delegazione di Teheran in Pakistan per i colloqui
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La delegazione iraniana è arrivata in Pakistan per i colloqui

La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad nelle prime ore di sabato. Lo comunica la televisione di stato iraniana. La delegazione include esperti di sicurezza, politici, militari, economici e legali. I negoziati, secondo quanto riferito, inizieranno solo se l’altra parte accetterà le precondizioni poste dall’Iran. In precedenza Ghalibaf aveva affermato che due punti su cui si era concordato reciprocamente, il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani, non erano ancora stati attuati.

  • 22:21

    L’Iran chiede anche lo sblocco dei beni congelati

    La delegazione iraniana guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, è arrivata a Islamabad in vista di possibili colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferiscono i media iraniani, sottolineando che l’avvio del negoziato resta subordinato al rispetto di precise condizioni poste da Teheran. Su X Ghalibaf ha specificato che restano due nodi fondamentali: l’entrata in vigore di un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati. 

    Secondo la televisione di Stato, la delegazione comprende figure chiave dell’apparato politico e istituzionale iraniano, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il segretario del Consiglio di difesa Ali Akbar Ahmadian e il governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati, oltre a diversi parlamentari. Teheran ha chiarito che il negoziato potrà iniziare solo se Washington accetterà alcune condizioni preliminari già concordate tra le parti ma non ancora attuate.

     

  • 22:13

    La delegazione iraniana è arrivata in Pakistan per i colloqui

    La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad nelle prime ore di sabato. Lo comunica la televisione di stato iraniana. La delegazione include esperti di sicurezza, politici, militari, economici e legali. I negoziati, secondo quanto riferito, inizieranno solo se l’altra parte accetterà le precondizioni poste dall’Iran. In precedenza Ghalibaf aveva affermato che due punti su cui si era concordato reciprocamente, il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani, non erano ancora stati attuati.

  • 21:39

    Hezbollah esorta il governo libanese a rinunciare ai negoziati diretti con Israele

    Hezbollah ha esortato il governo libanese a rinunciare ai negoziati diretti con Israele, in programma la prossima settimana negli Stati Uniti, dopo l’uccisione di 13 membri delle forze di sicurezza a Nabatiyeh, nel sud del Paese. Il movimento sciita filo-iraniano ha diffuso una nota su Telegram in cui ha messo in guardia le autorità di Beirut dal percorso delle concessioni. “Invitiamo le autorità a comprendere il rischio di intraprendere la strada delle concessioni a un nemico che conosce solo la forza e a tornare alla propria posizione naturale, al fianco del proprio popolo e della resistenza”, si legge nel messaggio.

  • 21:34

    Colloquio telefonico Meloni Al Sisi

    “Nel quadro dei continui contatti con i leader della regione, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questa sera un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abdel Fattah Al Sisi”. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi, spiegando che “nel corso della conversazione i due leader hanno espresso sostegno al processo negoziale in corso per un’uscita duratura dalla crisi che garantisca un quadro di sicurezza regionale e conduca alla riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz”. “È stata inoltre ribadita – si legge nella nota – l’importanza di giungere a un’intesa sul tema del nucleare iraniano, pilastro necessario per un equilibrio regionale”. 

  • 21:21

    Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad presa di mira da droni

    Personale dell’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stato preso di mira da “ripetuti attacchi con droni” lanciati da una milizia irachena nei pressi dell’aeroporto internazionale della capitale. Lo ha riferito un funzionario del Dipartimento di Stato americano, secondo quanto riporta la Cnn.
    Le autorità statunitensi hanno confermato oggi l’episodio avvenuto mercoledì, senza indicare quale gruppo sia ritenuto responsabile. Il funzionario ha comunque precisato che “tutto il personale è al sicuro”

  • 21:01

    Mosca: “In Pakistan siano tutti responsabili”

    Mosca chiede “a tutti i partecipanti ai negoziati annunciati in Pakistan di mostrare un approccio responsabile e di evitare qualsiasi azione che possa minare l’opportunità che si è aperta”. Lo afferma in una dichiarazione il ministero degli Esteri, aggiungendo che la Russia è disposta a “collaborare strettamente con i partner al fine di promuovere sforzi di pace costruttivi e garantire la stabilizzazione della situazione in Medio Oriente”. “Tuttavia – si legge ancora nella nota, postata sul canale Telegram del ministero – purtroppo ci sono forze che ostacolano il movimento verso la pace, creando volontariamente o involontariamente ostacoli su questo percorso”. “In particolare – aggiunge la diplomazia russa – coloro che hanno scatenato l’aggressione contro l’Iran e ora lo accusano dei problemi legati alla navigazione nello Stretto di Hormuz, non dovrebbero nascondere come si sono realmente sviluppati gli eventi, e il fatto che fino al 28 febbraio questa importante via d’acqua funzionava senza interruzioni”.

  • 20:46

    L’Idf si prepara al fallimento dei negoziati

    L’esercito israeliano si starebbe preparando all’eventualità di un fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, previsti da domani in Pakistan, e a una conseguente ripresa delle ostilità. È quanto ha riferito l’emittente pubblica israeliana. Secondo le indiscrezioni, i vertici militari stanno valutando diversi scenari operativi nel caso in cui i colloqui tra Washington e Teheran non producano risultati, inclusa la possibilità di una nuova escalation militare.

  • 20:29

    Libano: 1.953 morti nella guerra, 357 solo mercoledì

    È salito a 357 il bilancio dei morti causati mercoledì dai raid israeliani sul Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, che continua ad aggiornare i dati dopo gli attacchi. Secondo le autorità, dall’inizio della nuova fase di ostilità, il 2 marzo, si contano complessivamente oltre 1.953 morti e 6.303 feriti.

  • 20:17

    Pakistan: “Momento decisivo, negoziati confermati”

    Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha dichiarato che delegazioni provenienti dall’Iran e dagli Stati Uniti stanno arrivando a Islamabad per partecipare a colloqui volti a garantire una pace duratura nella regione. In un discorso televisivo alla nazione, Sharif ha descritto la fase attuale come un “momento decisivo”. Il premier ringraziato la leadership dell’Iran e degli Stati Uniti per aver accettato un cessate il fuoco e per aver avviato colloqui di pace su sua richiesta. Sharif ha poi affermato che il suo governo farà “del suo meglio per garantire il successo del processo di pace” e ha esortato i cittadini “a pregare affinché i colloqui abbiano esito positivo”.

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