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Usa attaccano deposito di munizioni in Iran, Trump posta il video. Esplosioni a Gerusalemme. Colpita petroliera al largo di Dubai

Il capo della Casa Bianca posta su Truth le immagini dell'incendio provocato dagli Stati Uniti nel deposito di Isfahan. Nuovo lancio di missili contro Israele. Brent a 115 dollari dopo che i droni iraniani hanno colpito una petroliera del Kuwait
Usa attaccano deposito di munizioni in Iran, Trump posta il video. Esplosioni a Gerusalemme. Colpita petroliera al largo di Dubai
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  • 09:47

    New York University chiude il campus ad Abu Dhabi

    La New York University ha chiuso il suo campus ad Abu Dhabi fino a nuovo avviso dopo che l’Iran ha avvertito che le università americane con sedi nel Golfo sono “obiettivi legittimi” in rappresaglia per gli attacchi contro le università iraniane. Lo ha riportato per la prima volta il giornale studentesco della New York University, spiegando che gli amministratori del campus di Abu Dhabi hanno comunicato via email alla comunità universitaria che, per “eccesso di cautela”, l’accesso alla sede sarebbe stato negato a tutti gli studenti, docenti e personale. All’inizio di marzo la New York University Abu Dhabi aveva trasferito le lezioni online dopo che missili iraniani avevano colpito la zona. Il campus era rimasto aperto e aveva continuato a offrire servizi essenziali. Le lezioni proseguiranno a distanza.

  • 09:40

    Pezeshkian ringrazia l’Iraq: “Grazie per il sostegno in questa guerra ingiusta”

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato l’Iraq per aver “sostenuto coraggiosamente l’Iran in questa guerra ingiusta”. In un post su ‘X’ il presidente iraniano ha sottolineato che posizione irachena “non è dettata da vincoli geografici, ma dalla storia, dall’identità e da valori religiosi condivisi”. “Stringo calorosamente la mano al popolo iracheno, ai funzionari e ai combattenti in Mesopotamia. Onoro la vostra fermezza e custodisco con affetto il nostro impegno”, ha aggiunto.

  • 09:39

    L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella

    L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella. L’episodio, avvenuto qualche giorno fa, è riportato dal Corriere e confermato da fonti informate. Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.

  • 09:36

    Undici feriti in Israele

    Undici persone sono rimaste lievemente ferite in alcune località del centro di Israele dopo che sono stati riportati lanci di missili balistici dall’Iran: lo riferisce Haaretz.
    “Impatti” per questi lanci sono stati riportati a Tel Aviv e nelle località di Bnei Brak e Petah Tikva.

  • 09:35

    Iran, “Ucraina complice di Usa e Israele”. Kiev respinge l’accusa

    L’Iran ha accusato l’Ucraina di essere complice dell’aggressione militare a causa del dispiegamento di specialisti anti-drone nei paesi del Golfo. In una lettera inviata al Segretario generale Antonio Guterres e al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran presso le Nazioni Unite afferma che le azioni dell’Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto e sostiene che Kiev ne ha la responsabilità legale ai sensi del diritto internazionale. “Il riconoscimento da parte dell’Ucraina di aver inviato centinaia di esperti nella regione per contrastare efficacemente l’Iran costituisce una prova di sostegno materiale e operativo all’aggressione militare”, ha scritto l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani, aggiungendo che “l’Ucraina ha una responsabilità internazionale derivante dall’aver aiutato o assistito un’altra parte nel commettere atti illeciti” e ha affermato che il ruolo dell’Ucraina non è stato incidentale, ma una forma di facilitazione attiva. Il Ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell’Iran nella fornitura di droni alla Russia, utilizzati negli attacchi contro le città ucraine a partire dal 2022. Secondo quanto affermato dalle autorità ucraine, decine di migliaia di droni Shahed di fabbricazione iraniana sono stati lanciati contro l’Ucraina durante la guerra su vasta scala. “Quasi 60mila droni condivisi tra Iran e Russia hanno colpito l’Ucraina dal 2022″, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi . “Nessun drone ucraino ha mai colpito l’Iran”.

  • 09:34

    Ministri della Difesa di Italia e Francia: “Preoccupazione per attacchi contro Unifil e per sicurezza personale”

    “Forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza” in Libano è stata espressa con un comunicato congiunto dal Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e dal Ministro delle Forze Armate e dei Veterani della Repubblica Francese, Catherine Vautrin, che hanno tenuto ieri pomeriggio un “approfondito colloquio telefonico” dedicato alla grave crisi in Libano. Il riferimento è ai recenti attacchi che hanno colpito il personale di Unifil, causando la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Entrambi hanno sottolineato con forza “l’inaccettabilità di tali episodi e i crescenti rischi a cui è esposto il personale impegnato nella missione”. Nel corso del confronto è emersa una piena convergenza sulla “rilevanza strategica di Unifil“. È stato sottolineato come “la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l’equilibrio dell’intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi”. 

  • 09:20

    La rivelazione del Financial Times sul capo del Pentagono

  • 09:19

    Il Brent vola a 115 dollari al barile dopo l’attacco alla petroliera

    I prezzi del petrolio hanno hanno avuto un’impennata nelle prime battute delle contrattazioni in Asia, dopo che le autorità di Dubai hanno comunicato di essere impegnate a domare un incendio a bordo di una petroliera kuwaitiana colpita da un drone iraniano. Il Brent è balzato del 2,4% all’apertura dei mercati asiatici di martedì, toccando i 115,49 dollari al barile. Il West Texas Intermediate (Wti), il riferimento per il mercato statunitense, ha guadagnato fino al 3,9%, a quota 106,86 dollari.

  • 09:18

    Media, “la Cina pronta a riavviare gli acquisti di petrolio e gnl dagli Usa”

    La Cina sembra pronta a riavviare gli acquisti di greggio e gas naturale liquefatto (gnl) dagli Stati Uniti, parte degli sforzi di Pechino per diversificare la catena di approvvigionamento energetico a fronte delle turbolenze causate dalla chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Secondo quanto riferito dalla società di ricerca europea Kpler, ad aprile è prevista la movimentazione di quasi 600mila barili al giorno di greggio americano su navi cisterna dirette in Cina. Diverse unità sono attese presso il più grande terminal petrolifero degli Stati Uniti, situato nella città texana di Corpus Christi. Per il mese di marzo è invece programmato il carico di quasi 300mila tonnellate metriche di gnl Usa diretto verso il Dragone. Tali risorse, ha riportato il Nikkei, potrebbero ancora essere poi dirottate verso il Giappone o la Corea del Sud.
    Tuttavia, qualora l’approdo finale dovesse essere la Cina, segnerebbero la ripresa delle spedizioni statunitensi verso Pechino, la prima da febbraio del 2025, e di Gnl, la prima da dicembre del 2024. Un periodo che coincide approssimativamente con il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump e con la risposta della leadership mandarina alle politiche tariffarie di Trump. In un rapporto pubblicato la scorsa settimana, Kpler ha osservato che la Cina mira ad assicurarsi un maggior numero di opzioni di approvvigionamento, suggerendo che il potenziale ritorno ai prodotti americani indichi un mutamento nella politica di sicurezza energetica, ora orientata a privilegiare la diversificazione rispetto alla posizione diplomatica ufficiale di Pechino. La Cina, il più grande importatore mondiale di greggio, si affida agli acquisti esteri per soddisfare circa il 70% del suo fabbisogno interno, avendo come partner primari nel petrolio Arabia Saudita, Russia e Iran. Con i prezzi dell’oro nero in forte ascesa a causa del conflitto in Medio Oriente, le forniture dagli Usa di energia, che Pechino aveva assoggettato a dazi aggiuntivi in risposta alle tariffe imposte da Trump, potrebbero tornare a essere prese in considerazione. 

  • 09:14

    Colpita petroliera del Kuwait a Dubai

    Le autorità degli Emirati Arabi Uniti stanno valutando i danni a seguito dell’attacco con droni condotto dall’Iran e che ha colpito la petroliera kuwaitiana al-Salmi che era ancorata nel porto di Dubai. La Kuwaiti Petroleum Company ha spiegato che la petroliera era a pieno carico. Si tratta di una nave enorme con una capacità di 2 miliardi di barili e in caso di fuoriuscita di petrolio, le conseguenze ambientali potrebbero essere catastrofiche. Al momento, fanno sapere le squadre di intervento di Dubai, è stato contenuto con successo l’incidente senza che si verificasse alcuna perdita di petrolio. L’ufficio stampa di Dubai ha inoltre riferito che non si sono registrati feriti.

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