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Iran, ucciso il ministro dell’Intelligence. Media: “Attaccati impianti petroliferi e giacimento di gas di South Pars”. I Pasdaran minacciano i siti in Arabia, Qatar ed Emirati

Axios: "Raid sul mega giacimento di gas condotto da Israele con l'ok degli Usa". Notte di fuoco: raid anche su Beirut e Baghdad. Bombe su Tel Aviv, due vittime
Iran, ucciso il ministro dell’Intelligence. Media: “Attaccati impianti petroliferi e giacimento di gas di South Pars”. I Pasdaran minacciano i siti in Arabia, Qatar ed Emirati
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Axios: “Raid su South Pars condotto da Israele con l’ok degli Usa”

L’attacco che ha colpito un impianto di trattamento del gas naturale nel sud-ovest dell’Iran è stato condotto dall’Aeronautica militare israeliana in coordinamento con gli Usa ed approvato dall’amministrazione Trump. Lo riferisce il sito d’informazione americano Axios, sottolineando che è la prima volta che Israele prende di mira infrastrutture legate al gas in Iran. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riportato che diversi impianti nel giacimento di gas di South Pars, vicino a Bushehr, sono stati colpiti. Stando alla stessa fonte, squadre di emergenza sono intervenute sul posto per cercare di spegnere l’incendio. Nel raid è stata colpita anche la raffineria di Asaluyeh. Axios ha ricordato che in precedenza l’amministrazione Trump si era opposta a un attacco israeliano contro depositi petroliferi nella Repubblica islamica e aveva chiesto a Israele di non colpire infrastrutture energetiche senza l’approvazione degli Stati Uniti.

  • 12:15

    Libano, Idf. “Oggi bombardiamo i ponti sul fiume Litani”

    Il portavoce militare in lingua araba dell’Idf ha invitato i civili libanesi ad evacuare poichè che a breve saranno bombardati i ponti sul fiume Litani, nel sud del Paese. “A causa delle attività di Hezbollah e del movimento di terroristi nel Libano meridionale che si celano tra la popolazione civile, l’Idf è costretto a condurre attacchi mirati e su vasta scala contro le attività terroristiche per impedire il trasferimento di rinforzi e attrezzature da combattimento, le Forze di Difesa Israeliane intendono attaccare i valichi sul fiume Litani” nel pomeriggio.

  • 11:48

    Imo: “20.000 marinai bloccati a bordo di 3.200 navi nel Golfo Persico”

    Circa 20.000 marinai sono bloccati a bordo di 3.200 navi nel Golfo Persico, a ovest dello Stretto di Hormuz, a causa della guerra in Iran. Lo rende noto l’Organizzazione marittima internazionale (Imo). Il segretario generale dell’Imo, Arsenio Dominguez, ha sollecitato gli Stati di bandiera delle navi e i Paesi costieri a dare “priorità al sostegno dei marittimi in difficoltà” e “incoraggiato il loro rimpatrio, ove possibile”.

  • 10:50

    Libano, due morti a Sidone dopo raid di Israele

    E’ di due morti e un ferito il bilancio di un raid aereo condotto dall’aeronautica israeliana su Sidone, vicino alla moschea di Al-Zaitari, nel sud del Libano. Lo afferma il ministero della Salute libanese spiegado che tra le vittime c’è anche un paramedico.

  • 10:47

    Crosetto: “Usa e Israele hanno trovato in Iran più difficoltà del previsto”

    “L’obiettivo degli americani e degli israeliani è quello di togliere qualunque capacità di proiezione esterna degli attacchi da parte dell’Iran. Probabilmente hanno trovato più difficoltà di quelle immaginate all’inizio, perché c’è una nuova organizzazione dell’Iran rispetto a quella che c’era stata nella guerra dei dodici giorni, ma vedremo. L’ottimismo di Trump dice che a brevissimo finirà, anche perché l’impatto di questa guerra oltre i confini dell’Iran sta avvenendo su tutta l’economia mondiale”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a SkyTg24, che rispondendo a una domanda aggiunge: “Devo essere ottimista quasi per ruolo, perché altrimenti piangerei tutte le mattine, visto i tre anni e mezzo che sto vivendo da quando sono qua”.

  • 10:39

    Turchia: “Nato schiera nuovi patriot nel sud del Paese contro i missili iraniani”

    Il ministero della Difesa di Ankara ha dichiarato che la Nato sta schierando una nuova batteria di missili Patriot presso la base aerea di Incirlik, nel sud della Turchia, pochi giorni dopo l’abbattimento di un terzo missile balistico iraniano diretto verso lo spazio aereo turco.
    “Un altro sistema Patriot è in fase di dispiegamento, in aggiunta al sistema Patriot spagnolo già presente nella base”, ha dichiarato un funzionario del ministero della Difesa ai giornalisti presso la base aerea turca, situata alla periferia della città meridionale di Adana.

  • 10:33

    Nuovo allarme a Tel Aviv per i missili iraniani

    Nuovo allarme, intorno alle 10 del mattino, per un lancio di missili dall’Iran a Tel Aviv e nel centro di Israele.

  • 10:21

    Tajani: “Leali con gli Usa ma non manderemo contingenti a Hormuz, significherebbe entrare in guerra”

    “Noi siamo sempre stati leali con gli Usa, ma questa guerra non coinvolge un’area di competenza della Nato. Noi continuiamo a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso. La Marina italiana garantirà il passaggio delle navi con Aspides, e con Atlanta per proteggerle dai pirati. Siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo, e la Turchia deve essere protetta dalla Nato. Ma non siamo in guerra”. Lo ha detto ad Agorà su Rai3 il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
    “Per lo Stretto di Hormuz serve una soluzione con le Nazioni Unite – ha aggiunto – Non vedo altra possibilità. Non possiamo infilarci in una guerra, e andare a Hormuz significherebbe proprio questo”. Tajani ha spiegato che non la riterrebbe “una mossa giusta neanche dal punto di vista militare”, perché significherebbe “andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi” da quelli dell’Iran, perché “le fregate hanno armi limitate per reagire”.
    Rispetto all’uccisione dei leader iraniani da parte di Usa e Israele, Tajani ha detto che i due alleati stanno infliggendo “colpi durissimi” a Teheran: “C’è nell’Iran una rete antiregime che dà informazioni sensibili a Usa e Israele. Il Paese vive delle difficoltà ma ha ancora armi e droni” e per concludere la guerra “ci vorranno settimane, e non pochi giorni”. Adesso, per il ministro, “l’Iran dovrebbe decidere di non proseguire col percorso nucleare a far capire che Hormuz non può essere strozzato. Non può fare il ‘gendarme negativò del petrolio” anche perché “col corridoio Imec si troverà un percorso via terra”

  • 10:17

    Usa: “Colpiti siti missilistici iraniani vicini allo stretto di Hormuz”

    Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che le forze armate statunitensi hanno colpito siti missilistici iraniani vicino allo Stretto di Hormuz con bombe anti-bunker da 2.270 chilogrammi, aggiungendo che gli attacchi hanno avuto successo. “I missili da crociera antinave iraniani posizionati in queste aree rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto”, ha dichiarato il Centcom in un comunicato.

  • 10:14

    La Spagna di Pedro Sanchez chiede la protezione dei civili in Libano dai raid israeliani

    Il governo spagnolo di Pedro Sanchez chiede la protezione della popolazione civile in Libano e condanna con fermezza l’annuncio delle autorità israeliane, secondo cui i cittadini libanesi sfollati non potranno tornare alle loro case a tempo indeterminato. Ciò, sottolinea il ministero degli Esteri spagnolo in una nota, “si aggiunge all’ordine illegale e sproporzionato di evacuazione della popolazione civile a sud del fiume Zahrani”. “La situazione in Libano è estremamente preoccupante. Il governo esige il rispetto del diritto internazionale umanitario e lancia un appello alla moderazione”, afferma Madrid. 

    l governo spagnolo condanna inoltre gli attacchi subiti dal contingente Unifil, i più recenti dei quali perpetrati da attori non statali lo scorso fine settimana, nonché gli attacchi di Hezbollah contro Israele. La Spagna “ribadisce il suo fermo impegno a favore della stabilità regionale, della protezione dei civili e del rispetto del diritto internazionale, e continuerà a lavorare con i suoi partner internazionali e nel quadro delle Nazioni Unite per promuovere una de-escalation della violenza e favorire una soluzione pacifica e duratura, in conformità con la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che contribuisca alla stabilità e alla sicurezza nella regione”. 

  • 10:09

    Tajani: “La soluzione per lo stretto di Hormuz va trovata con l’Onu”

    “Sullo stretto di Hormuz credo che la soluzione debba essere individuata con un percorso delle Nazioni Unite. Domani” il Segretario generale dell’Onu Antonio “Guterres sarà al Consiglio europeo, speriamo che faccia delle proposte” in merito. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo ad Agorà su Rai3. “Non vedo altre possibilità”, ha sottolineato. 

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