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Russia-Ucraina, l’accusa di Mosca: “Abbattuti 91 droni inviati da Kiev contro la residenza di Putin a Novgorod”. Zelensky nega: “Menzogne per minare la pace”

L'Ucraina smentisce un suo blitz contro una delle case del presidente russo. Lavrov: "Pronta la rappresaglia". E annuncia che la posizione del Cremlino nelle trattative di pace sarà rivista alla luce degli attacchi
Russia-Ucraina, l’accusa di Mosca: “Abbattuti 91 droni inviati da Kiev contro la residenza di Putin a Novgorod”. Zelensky nega: “Menzogne per minare la pace”
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Mosca: “Le forze di Kiev non avanzano più”

Le truppe ucraine non stanno più conducendo offensive nel tentativo di rallentare l’avanzata dell’esercito russo. Lo ha affermato il capo di Stato Maggiore delle Forze armate russe Valery Gerasimov, secondo cui l’esercito di Mosca sta avanzando con successo nelle difese delle forze armate di Kiev. “Le truppe del gruppo congiunto stanno conducendo un’offensiva praticamente su tutto il fronte. Le unità e le divisioni militari, sconfiggendo il nemico, stanno avanzando con successo nelle sue difese”, ha detto Gerasimov, citato dalla agenzie russe, aggiungendo che “quest’anno sono passati sotto il nostro controllo 334 insediamenti”, ha spiegato. Il ritmo di avanzata delle truppe russe a dicembre, ha detto, è stato il più veloce dell’anno.  

  • 12:33

    Zelensky: “Truppe straniere in Ucraina sono una parte necessaria delle garanzie”

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di considerare la presenza di truppe straniere in Ucraina una parte necessaria delle garanzie di sicurezza per Kiev, nell’ambito di qualsiasi accordo per porre fine alla guerra con la Russia. “Credo che la presenza di truppe internazionali sia una vera garanzia di sicurezza, un rafforzamento delle garanzie di sicurezza che i nostri partner ci stanno già offrendo”, ha detto Zelensky ai giornalisti. 

  • 11:56

    Mosca riapre il teatro di Mariupol a tre anni dalla strage

    Il teatro di Mariupol, diventato uno dei simboli più drammatici dell’invasione dell’Ucraina, ha riaperto i battenti sotto il dominio russo dopo un’imponente opera di ristrutturazione. Lo hanno annunciato le autorità di Mosca. Domenica si sono tenute una cerimonia speciale e uno spettacolo con artisti di Mariupol e di San Pietroburgo, con la televisione russa che ha trasmesso immagini dell’evento di gala, mostrando la scalinata, le colonne in marmo ricostruite del teatro e un lampadario di cristallo da 2,5 tonnellate appeso nell’auditorium.

    Le immagini patinate sembrano smentire quanto affermato nei giorni scorsi dalle autorità ucraine in esilio, secondo cui la riapertura era stata rimandata alla primavera 2026. E vogliono cancellare uno degli episodi più gravi dei primi mesi della guerra: nel marzo 2022, i russi bombardarono il teatro nonostante la scritta “BAMBINI” dipinta a caratteri cubitali nella piazza antistante. E’ stato confermato che almeno una dozzina di persone siano morte nel raid, ma il numero reale è probabilmente molto più alto. La Russia non ha mai riconosciuto l’attacco, parlando invece di un’esplosione dall’interno.

    A Mariupol, il brutale assedio russo del 2022 è durato quasi tre mesi e ha provocato migliaia di morti: 8mila secondo Human Rights Watch e 22mila secondo il consiglio comunale ucraino in esilio della città. La città sul Mar d’Azov fu devastata e circa 300mila dei 540mila abitanti prima del conflitto fuggirono.
    Da allora, la Russia ha cercato di trasformare Mariupol in un nuovo simbolo di prosperità nelle zone dell’Ucraina sotto il suo controllo. E’ con questo obiettivo che “il Teatro Drammatico di Mariupol ha riaperto le porte al pubblico” dopo tre anni di lavori di ristrutturazione, ha annunciato Denis Pushilin, leader filorusso nella regione di Donetsk che ospita la città. Per la ricostruzione, la città di San Pietroburgo ha contribuito in modo significativo, inviando operai e architetti a Mariupol, secondo il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov. Presente tra i 500 spettatori di domenica, Beglov ha definito il progetto di ricostruzione “una questione d’onore”. 

  • 11:51

    Cremlino, “non commentiamo pubblicamente il piano di pace”

    Il Cremlino ritiene “sconsigliabile” commentare pubblicamente i punti in discussione nel piano di pace per l’Ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov in risposta a una domanda relativa alla posizione di Mosca sulle proposte di istituire una zona economica libera nella regione del Donbass controllata dall’Ucraina e sull’idea di gestire congiuntamente la centrale nucleare di Zaporizhia. “Attualmente riteniamo sconsigliabile commentare singoli punti in discussione o rilasciare dichiarazioni pubbliche”, ha dichiarato Peskov, citato da Interfax.

  • 11:34

    Peskov: “La Russia valuta la fine delle ostilità nel complesso dei suoi obiettivi”

    Il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov ha dichiarato che “la Russia sta valutando la fine del conflitto militare nel contesto del raggiungimento dei suoi obiettivi”. Lo ha affermato nel corso del biefing odierno con i media. Il portavoce del Cremlino ha ricordato la dichiarazione del presidente statunitense. “Qui, sarebbe probabilmente opportuno ricordare la ripetuta dichiarazione di ieri del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che, apparentemente rivolgendosi ai suoi interlocutori ucraini, ha ricordato loro che l’Ucraina sta perdendo territori e continuerà a perderli, e che la situazione di domani sarà diversa da quella di oggi”, ha aggiunto Peskov, citato da Interfax

  • 11:33

    Peskov: “Leader Ue avranno difficoltà alle prossime elezioni”

    Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che i leader dell’Ue, “che vogliono che il conflitto in Ucraina continui e continuano a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti avranno sicuramente difficoltà alle prossime elezioni”. “È ovvio che alle prossime elezioni sarà molto difficile per tutti loro”, ha detto in un briefing con la stampa, secondo quanto riporta la Tass.  

  • 11:31

    Cremlino d’accordo con Trump, “colloqui nella fase finale”

    Il Cremlino ha dichiarato di concordare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul fatto che i colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina siano nella fase finale. Alla domanda dei giornalisti se Mosca condivida la valutazione di Trump dopo i colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha risposto: “Certamente”.  

  • 11:17

    Cremlino d’accordo con Trump, più vicini alla risoluzione del conflitto

    Mosca è d’accordo con quello che ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, cioè che le parti sono vicine a risolvere il conflitto in Ucraina e che i negoziati sono quasi finiti. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass. “Certo” ha risposto Peskov quando gli è stato chiesto se il Cremlino fosse d’accordo con Trump.  

  • 11:12

    Cremlino: “Presto nuova telefonata fra Trump e Putin”

    Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump avranno un nuovo colloquio telefonico “molto presto”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov durante il consueto briefing con la stampa, secondo quanto riporta la Tass.  

  • 10:51
  • 10:23

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