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Russia-Ucraina, l’accusa di Mosca: “Abbattuti 91 droni inviati da Kiev contro la residenza di Putin a Novgorod”. Zelensky nega: “Menzogne per minare la pace”

L'Ucraina smentisce un suo blitz contro una delle case del presidente russo. Lavrov: "Pronta la rappresaglia". E annuncia che la posizione del Cremlino nelle trattative di pace sarà rivista alla luce degli attacchi
Russia-Ucraina, l’accusa di Mosca: “Abbattuti 91 droni inviati da Kiev contro la residenza di Putin a Novgorod”. Zelensky nega: “Menzogne per minare la pace”
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Mosca: “Le forze di Kiev non avanzano più”

Le truppe ucraine non stanno più conducendo offensive nel tentativo di rallentare l’avanzata dell’esercito russo. Lo ha affermato il capo di Stato Maggiore delle Forze armate russe Valery Gerasimov, secondo cui l’esercito di Mosca sta avanzando con successo nelle difese delle forze armate di Kiev. “Le truppe del gruppo congiunto stanno conducendo un’offensiva praticamente su tutto il fronte. Le unità e le divisioni militari, sconfiggendo il nemico, stanno avanzando con successo nelle sue difese”, ha detto Gerasimov, citato dalla agenzie russe, aggiungendo che “quest’anno sono passati sotto il nostro controllo 334 insediamenti”, ha spiegato. Il ritmo di avanzata delle truppe russe a dicembre, ha detto, è stato il più veloce dell’anno.  

  • 10:17

    Zelensky: “Nel piano garanzie Usa per 15 anni, vorremmo fossero almeno 30”

    Volodymyr Zelensky ha riferito che il piano di pace per l’Ucraina prevede attualmente garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti per 15 anni estendibili, sottolineando che Kiev vorrebbe che raggiungessero un periodo di “30-40-50 anni”.  “Ieri abbiamo confermato con il presidente degli Stati Uniti che avremo forti garanzie di sicurezza dagli Usa. In realtà, non è per sempre, nei documenti si parla di 15 anni, con la possibilità di estendere queste garanzie di sicurezza”, ha detto Zelensky citato da Rbc Ucraina. “Gli ho detto che abbiamo già una guerra in corso che dura da quasi 15 anni. Pertanto, vorrei davvero che le garanzie fossero più lunghe. E gli ho detto che vorremmo davvero considerare la possibilità di 30-40-50 anni. Questa sarebbe una decisione storica da parte del presidente Trump” che “ha detto che ci avrebbe pensato”.  

  • 09:16

    Media: “Esplosioni in un aeroporto militare nel sud della Russia”

    Esplosioni hanno scosso nella notte l’aeroporto militare di Khanskaya, vicino alla città di Maykop, nella Russia meridionale. Lo riporta il quotidiano indipendente Astra, citando residenti locali che hanno segnalato esplosioni all’interno della città e un attacco al vicino aeroporto. Maykop si trova a circa 290 chilometri dall’Ucraina e a circa 450 chilometri dal territorio controllato dall’Ucraina nella provincia di Zaporizhzhia. Nel frattempo, secondo quanto riportato dal canale Telegram ExileNova+ , le sirene antiaeree sarebbero suonate nell’oblast’di Tula, nella Russia occidentale, a causa della minaccia di un attacco missilistico balistico. Il Ministero della Difesa russo ha successivamente affermato di aver abbattuto 89 droni ucraini nella notte

  • 09:07

    Putin abbassa l’età per giurare fedeltà per la cittadinanza russa

    Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che abbassa da 18 a 14 anni l’età minima per prestare giuramento di fedeltà alla cittadinanza russa. Ne scrivono i media russi, citando il documento pubblicato sul portale web ufficiale per la pubblicazione degli atti giuridici. Con la nuova legge, inoltre, la decisione sulla concessione della cittadinanza russa sarà considerata invalida se la persona si rifiuta di prestare giuramento o non si presenta entro un anno dalla data della deliberazione.

  • 08:41

    Putin firma una legge che vieta l’esecuzione di sentenze penali di tribunali stranieri

    Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che vieta l’esecuzione in Russia di sentenze penali di tribunali stranieri e di organismi internazionali. Lo scrive Ria Novosti, con riferimento al documento pubblicato sul portale web per la pubblicazione degli atti giuridici. La legge stabilisce che non sono soggette a esecuzione in Russia le sentenze di tribunali investiti di giurisdizione penale da altri Stati, di organi giudiziari internazionali la cui giurisdizione non si basa su un trattato di cui è parte la Federazione Russa o su una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

  • 08:06

    Macron: “Riunione dei volenterosi a gennaio”

    Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che gli alleati di Kiev si incontreranno a Parigi il mese prossimo per discutere le garanzie di sicurezza nell’ambito di un accordo di pace tra Ucraina e Russia. “All’inizio di gennaio riuniremo a Parigi i paesi della Coalizione dei volenterosi per definire i contributi concreti di ciascuno”, ha dichiarato Macron su X dopo aver parlato con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

  • 08:05

    La Russia abbatte nella notte 89 droni ucraini

    Le difese aeree russe hanno intercettato o distrutto la notte scorsa 89 droni ucraini lanciati sopra sette regioni russe e sul Mar d’Azov. Lo riferisce la Tass che cita il ministero della Difesa russo.

  • 08:01

    Zelensky: pronti per pace, prossima settimana incontro delegazioni Usa-Kiev

    L’Ucraina è pronta per la pace”, “Ringrazio il presidente Donald Trump per l’ottimo incontro. Abbiamo avuto una discussione approfondita su tutte le questioni e apprezziamo molto i progressi compiuti dalle squadre americana e ucraina nelle ultime settimane. Un ringraziamento speciale va a Steve Witkoff e Jared Kushner per il loro impegno e la loro dedizione, nonché alla nostra squadra, in primis a Rustem Umerov e Andrii Hnatov“. Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Abbiamo discusso tutti gli aspetti del quadro di pace e ottenuto risultati significativi. Abbiamo anche discusso la sequenza delle azioni future. Abbiamo convenuto che le garanzie di sicurezza sono fondamentali per il raggiungimento di una pace duratura e i nostri team continueranno a lavorare su tutti gli aspetti”, ha spiegato. “Abbiamo concordato che i nostri team si riuniranno già la prossima settimana per finalizzare tutte le questioni discusse. Abbiamo anche concordato con il presidente Trump che ospiterà i leader ucraini ed europei a Washington nel mese di gennaio”, ha aggiunto.

  • 07:45

    Trump-Zelensky, il punto dopo “l’incontro fantastico”. Il nodo Donbass e le garanzie di sicurezza

    Un accordo “è vicino. Se le cose vanno bene fra poche settimane ci potrebbe essere”. Donald Trump appare ottimista accanto a Volodymyr Zelensky al termine del loro incontro, preceduto da una lunga e “molto costruttiva” telefonata con Vladimir Putin. “Qualcuno direbbe che siamo al 95%, io non so la percentuale ma abbiamo fatto molti progressi”, ha detto soddisfatto. Restano comunque, ha ammesso, “uno o due temi spinosi”.

    Il nodo Donbass – “E’ una questione difficile. Abbiamo posizioni diverse con la Russia”, ha ribadito Zelensky. “Non direi che su questo punto c’è accordo ma ci stiamo avvicinando. E’ un grosso problema ma siamo più vicini di quanto probabilmente fossimo. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione”, ha spiegato il presidente americano rispondendo a chi gli chiedeva se ci fosse un accordo sul Donbass come zona di libero scambio.

    La mancata tregua – Un altro nodo da sciogliere oltre ai territori è una possibile tregua: “Ci stiamo lavorando, capisco Vladimir Putin su questo punto”, ha osservato il tycoon. Nel corso della telefonata con lo zar che ha preceduto il bilaterale con Zelensky, Washington e Mosca – ha riferito il Cremlino – hanno concordato sul fatto che una tregua prolunghi solo le ostilità.

    La centrale nucleare – Altro tema ancora irrisolto è quello della centrale nucleare di Zaporizhzhia: Trump e Putin ne hanno parlato e il leader del Cremlino “sta lavorando con l’Ucraina per farla aprire. E’ bravo in questo senso”, ha messo in evidenza il presidente americano dopo aver osservato che Putin è “molto serio” nel volere la pace. Sia Zelensky che lo zar “vogliono un accordo” e che ci sono gli “elementi per raggiungerlo. Siamo nelle fasi finali dei colloqui. O la guerra finirà o andrà avanti per molto tempo”, è stata l’analisi del tycoon. Per ora comunque un incontro a tre appare difficile: “Ci sarà al momento giusto”, ha osservato Trump riferendo che la Russia “aiuterà” con la ricostruzione dell’Ucraina. “Vogliono che abbia successo”, ha spiegato ancora il tycoon.

    L’Europa – Nel corso del faccia a faccia con Zelensky, Trump si è anche collegato con il leader europei. “Ci sarà un’intesa sulla sicurezza. Sarà un accordo solido. Le nazioni europee sono coinvolte in questo”, ha detto Trump, senza entrare nei dettagli. Ai leader del Vecchio Continente Trump e Zelensky hanno illustrato i risultati raggiunti nel negoziato in corso e indicato le questioni ancora aperte. E il presidente ha ipotizzato – secondo quanto riferito da Zelensky – di poterli ospitare il mese prossimo alla Casa Bianca.

    L’Italia – Intervenendo nella chiamata, la premier Giorgia Meloni ha ricordato l’importanza della coesione tra partner in un momento in cui il processo negoziale segna passi in avanti e ha ribadito l’esigenza di mantenere la massima convergenza sui temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei. “Sono stati compiuti progressi significativi, che abbiamo accolto con favore. L’Europa è pronta a continuare a lavorare con l’Ucraina e i nostri partner statunitensi per consolidare questi progressi. Fondamentale per questo sforzo è avere garanzie di sicurezza incrollabili fin dal primo giorno”, ha commentato la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen.

    Le prossime tappe – Per Zelensky la visita a Mar-a-Lago – la sua prima, mentre sono sette le occasioni in cui quest’anno ha incontrato Trump – è stata una prova cruciale. Il presidente ucraino è arrivato in giacca ed è apparso sereno al fianco di Trump nonostante i rapporti non sempre facili fra i due, soprattutto dopo lo scontro di febbraio nello Studio Ovale. Questa volta però i toni sono apparsi diversi: il presidente americano lo ha elogiato e lo ha definito coraggioso. Zelensky si è presentato da Trump mettendo sul piatto la possibilità di un referendum sul piano di pace, in un’apertura ritenuta significativa in quanto mostra come il presidente ucraino non escluda più concessioni territoriali. E si è detto disponibile anche, in caso di accordo, alle prime elezioni dal 2019 – una richiesta di Mosca appoggiata da Trump – a patto che la sicurezza sia garantita. Aperture che il presidente americano sembra aver apprezzato. Il tycoon non ha escluso infatti di recarsi in Ucraina o di parlare direttamente al parlamento di Kiev sul piano di mettere fine alla guerra. Non è ancora chiaro se il piano in 20 punti elaborato da Kiev e Washington incasserà alla fine il via libera di Mosca.

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