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Mosca: “Vicini a un accordo, ma Kiev e l’Ue si sforzano di sabotarlo”. Zelensky “pronto” a un referendum sui territori

Il vice ministro degli Esteri russo: "Il piano di pace reso pubblico da Kiev differisce radicalmente da quello negoziato con gli Usa". Domenica il presidente ucraino vedrà Trump
Mosca: “Vicini a un accordo, ma Kiev e l’Ue si sforzano di sabotarlo”. Zelensky “pronto” a un referendum sui territori
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Zelensky: “Incontro con Trump nel fine settimana, le questioni delicate sono Donbass e Zaporizhzhia”

“Durante il fine settimana incontrerò il presidente Donald Trump in Florida, credo domenica”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando con i giornalisti.
L’ultimo round di negoziati tra Stati Uniti e Ucraina ha prodotto un piano in 20 punti per porre fine alla guerra, che è stato inviato a Mosca. “Discuteremo questi documenti, le garanzie di sicurezza”, ha detto Zelensky. “Per quanto riguarda le questioni delicate, discuteremo del Donbass e della centrale nucleare di Zaporizhzhia, e discuteremo sicuramente anche di altre questioni”, ha aggiunto.

  • 19:06

    Zelensky sente Merz: “Coordiniamo le posizioni per difendere pace e indipendenza”

    “Abbiamo parlato con Friedrich dei preparativi per l’incontro con il presidente Trump”. E’ quanto scrive su X Voldoymyr Zelensky riferendo del colloquio con il cancelliere tedesco Merz. “Stiamo coordinando le nostre posizioni e tutti in Europa devono essere sulla stessa line nel difendere il nostro stile di vita europeo, l’indipendenza dei nostri Stati e la pace in Europa, ci deve essere la pace”, ha scritto ancora nel post.

    Il presidente ucraino ha poi spiegato di avere informato il cancelliere tedesco “del nostro lavoro con gli inviati Usa, noi tutti ricordiamo il format dell’incontro di Berlino e la produttività che abbiamo raggiunto. Questo è esattamente come continuiamo a lavorare, abbiamo deciso di continuare ad agire insieme ad europei”. Zelensky ha ringraziato la Germania per il suo sostegno: “Grazie a quello che stiamo facendo insieme alla Germania, migliaia e migliaia di vite in Ucraina sono state salvate dai raid russi e manteniamo le nostre posizioni difensive per assicurarci la forza delle posizioni diplomatiche”.

  • 18:50

    Mosca: “Piano di Kiev radicalmente diverso da quello che negoziamo con Usa”

    Il piano di pace reso pubblico da Volodymyr Zelensky “differisce radicalmente” da quello che Mosca sta negoziando nelle ultime settimane con Washington. E’ quanto ha detto il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Riabkov, riferendosi al piano in 20 punti di Kiev.

    “Sappiamo che questo piano, se questo può essere chiamato piano, differisce radicalmente con quello di 27 punti a cui stiamo lavorando con la parte americana nelle ultime settimane, dall’inizio di dicembre”, ha detto in un’intervista alla televisione statale russa. “Senza una soluzione adeguata ai problemi che sono la fonte principale di questa crisi non sarà possibile arrivare ad un accordo finale”, ha detto ancora il vice ministro russo, sottolineando anche che “le tempistiche artificiali” non favoriscono l’accordo.

  • 18:35

    Zelensky “pronto a un referendum” sui territori. In cambio chiede cessate il fuoco di 60 giorni

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è “pronto” a indire un referendum sul piano di pace se la Russia accetterà un cessate il fuoco di almeno 60 giorni. Lo ha detto lo stesso Zelensky ad Axios, augurandosi di raggiungere un accordo con Donald Trump su un quadro di riferimento per porre fine alla guerra nel loro incontro di domenica. Gli Stati Uniti ritengono la disponibilità di Zelensky a un referendum importante. La Russia – riporta Axios – capisce la necessità di un cessate il fuoco per un referendum ma vorrebbe una durata minore di quella richiesta.

    Sulle garanzie di sicurezza, Zelensky ha detto che ci sono “questioni tecniche” da discutere. Fra queste la durata dell’accordo. Gli Stati Uniti hanno proposto un’intesa da 15 anni rinnovabile. “Credo che abbiamo bisogno di più di 15 anni”, ha osservato Zelensky precisando che sarebbe un “grande successo” se Trump si mostrasse d’accordo su questo punto. Sui territori il presidente ucraino ha detto di voler negoziare una posizione migliore ma se il piano richiedesse una decisione “molto difficile”, allora la migliore soluzione sarebbe sottoporre l’intero piano in 20 punti ad un referendum. Zelensky ha quindi aggiunto che l’obiettivo dell’incontro di domenica con Trump è quello di sfruttare i progressi compiuti per definire un quadro di riferimento per porre fine alla guerra, inclusa la definizione della tempistica. “Vogliamo porre fine a tutto questo il più rapidamente possibile. Per questo – ha detto Zelensky – ripongo grandi speranze in questo incontro”

  • 18:01

    Mosca: “Vicini a un accordo, ma Kiev e l’Europa si sforzano per sabotarlo”

    Per il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, una soluzione al conflitto in Ucraina “è vicina, occorre l’ultimo sforzo”. Ma Kiev e l’Europa, aggiunge, sembrano “rafforzare gli sforzi per affossare l’accordo”. Lo ha dichiarato nel corso del talk show “60 Minuti”, sull’emittente Rossija-1. “Credo che il 25 dicembre 2025 rimarrà nella nostra memoria come una pietra miliare, il giorno in cui ci siamo avvicinati molto a una soluzione”, ha affermato. “Se riusciremo a fare lo sforzo finale e a raggiungere un accordo questo dipenderà da noi e dalla volontà politica della controparte”, ha concluso.

  • 17:58

    Zelensky sente Rutte in vista di Mar-a-Lago

    Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha riferito di avere parlato con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Abbiamo avuto una conversazione molto concreta e positiva. Abbiamo coordinato le nostre posizioni in vista degli incontri in Florida e nei prossimi giorni dovremo lavorare al massimo della produttività, come sempre”, ha riferito Zelensky in un post su X, ribadendo che “l’Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace” e affermando che “continueremo a lavorare in modo efficiente per garantire che tutti i documenti necessari siano preparati il più rapidamente possibile”.

    Con Rutte “abbiamo anche discusso dei nostri sforzi congiunti per garantire la sicurezza e sviluppare posizioni europee coordinate che sostengano non solo l’Ucraina, ma tutti noi in Europa”, ha proseguito Zelensky. “Ho anche condiviso i dettagli delle recenti conversazioni con gli inviati del presidente Trump e gli aspetti chiave del processo”, ha concluso.

  • 17:25

    Kharkiv, due morti e sei feriti in un attacco russo

    È di 2 morti e 6 feriti in Ucraina il bilancio di un attacco russo compiuto su Kharkiv, la seconda città più grande del Paese, dove una bomba aerea guidata ha colpito una strada trafficata e incendiato alcune auto. Lo ha riferito il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov

  • 16:48

    Ue: “Sosteniamo Kiev, da Mosca nessun segnale di pace”

    “Mentre i colloqui a Miami procedono, non ci sono indicazioni che la Russia sia interessata alla pace o a un cessate il fuoco. L’approccio dell’Europa rimane duplice: continuare a sostenere l’Ucraina e aumentare la pressione sulla Russia affinché sieda seriamente al tavolo dei negoziati”. Lo afferma la portavoce della Commissione Ue Arianna Podestà, riferendo di “contatti costanti con i partner ucraini per giungere a una fine giusta, duratura e globale della guerra russa”.
    La portavoce ricorda la telefonata del 23 dicembre tra Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky, sottolineando che Bruxelles accoglie con favore l’iniziativa di Trump per la pace. “Tuttavia, affinché qualsiasi piano di pace abbia successo, il sostegno dell’Europa sarà essenziale”, evidenzia.

  • 16:16

    Weber (Ppe): “Garanzie di sicurezza? Vorrei soldati europei al fianco degli ucraini”

    “Vorrei vedere soldati con la bandiera europea sulle uniformi, lavorare a fianco dei nostri amici ucraini per garantire la pace”. Lo ha detto il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, in un’intervista a Die Zeit, sostenendo il contributo di truppe tedesche alla forza multinazionale europea proposta come garanzia di sicurezza dopo i colloqui sull’Ucraina a Berlino.
    Finora il cancelliere Friedrich Merz e il vicecancelliere e leader della Spd, Lars Klingbeil, si sono mostrati prudenti sulla partecipazione di soldati tedeschi a un’operazione di mantenimento della pace. “Non possiamo aspettarci che Trump raggiunga un accordo solo con le truppe americane. E quando si parla di truppe europee, la Germania non può essere esclusa”, ha evidenziato Weber, indicando che “dopo un cessate il fuoco o un accordo di pace, la bandiera europea deve sventolare lungo la linea di sicurezza”.
    Il leader dei Popolari Ue ha tuttavia espresso forte scetticismo sulla possibilità di un cessate il fuoco imminente. “Putin ci sta prendendo in giro. Ancora oggi si rallegra delle lotte intestine e delle divisioni dell’Occidente”, ha affermato, aggiungendo di non riuscire a vedere lo zar “perseguire la via della pace”.

  • 16:13

    Portavoce Orban: “Soldati tedeschi in Ucraina? Mai, escalation verso la guerra”

    “Oggi Die Zeit ha pubblicato un’intervista in cui Manfred Weber dichiara apertamente che vorrebbe vedere i soldati tedeschi in Ucraina sotto una bandiera Ue. Nella sua visione, le truppe presterebbero servizio sotto la bandiera europea per garantire la pace. In realtà, questa non è pace, è una chiara escalation verso la guerra”. Lo scrive su X il portavoce del premier ungherese Viktor Orban, Zoltan Kovacs, attaccando le dichiarazioni del leader del Ppe.
    “L’Ungheria non vuole un simile ‘regalo di Natale’ e noi stiamo inviando un messaggio chiaro: non quest’anno. Non l’anno prossimo. Mai”, evidenzia Kovacs, ribadendo la contrarietà di Budapest a qualsiasi coinvolgimento militare europeo.
    “Questa dichiarazione dimostra chiaramente che alcune parti di Bruxelles rimangono dalla parte della guerra, mentre gli ungheresi sono dalla parte della pace – aggiunge -. Non possiamo permettere che il nostro Paese o i nostri cittadini diventino vittime di una logica bellicista”.

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