Risoluzione Pd: “Sostegno a Kiev e ok all’utilizzo degli asset russi”
“Ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell’Ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, anche attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati, sostenendo con urgenza ogni iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell’Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura, che preservi i diritti del popolo ucraino a partire da quello alla propria autodeterminazione, l’ordine internazionale basato sulle regole e offra le necessarie garanzie di sicurezza per una soluzione duratura”. E’ questo uno degli impegni a cui il Pd richiama il Governo, secondo quanto si legge nella risoluzione dei dem in vista delle comunicazioni di Giorgia Meloni sul Consiglio europeo. “La presentazione di una proposta americana per la pace tra Russia e Ucraina, lo scorso novembre, in 28 punti, è stata discussa soltanto con la Russia, senza il coinvolgimento né di Kiev né dell’Ue, ed è stata accompagnata da forti pressioni per accettare una soluzione negoziale che rischiava di tradursi in una resa e di premiare l’aggressore – si legge poi nelle premesse – Da allora, vi è stata un’accelerazione dei processi diplomatici in Europa, dopo anni di inerzia e di stallo, come si è visto in questi giorni durante il vertice di Berlino, per arrivare a una pace giusta e duratura, che è il primo desiderio degli ucraini e nostro interesse strategico, evitando il rischio che l’esito del negoziato finisca per rappresentare un ulteriore decisivo colpo all’ordine internazionale basato su regole, minacciando la sicurezza globale e in particolare dell’Europa; l’Italia e l’Europa devono continuare a sostenere l’Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come ha fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, per garantire una soluzione duratura al conflitto che tenga conto delle ragioni dell’aggredito e sostenere l’Ucraina nella sua aspirazione di integrazione europea e nello sforzo di ricostruzione. In questo quadro, è necessario che l’Italia cooperi con gli altri partners europei, per finalizzare in tempi brevi una proposta operativa legalmente fondata e finanziariamente sostenibile per l’utilizzo dei beni russi congelati in Europa; il raggiungimento di una pace giusta e duratura deve portare al perseguimento dei crimini di guerra, al ripristino del diritto internazionale, al pieno scambio dei prigionieri di guerra e al ritorno in sicurezza di tutti i civili ucraini rapiti e trasferiti illegalmente, in particolare i bambini”.