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Ucraina, Zelensky: “Mosca prepara un altro anno di guerra. Gli alleati reagiscano”. Kiev: “Mosca ha concentrato 710mila militari per l’offensiva”

Il leader ucraino ha commentato il discorso di Vladimir Putin. Ok definitivo del Parlamento Ue allo stop al gas di Mosca. New York Times: "Piano Usa prevede il potenziamento dell'esercito di Kiev". Oggi discorso di Trump alla nazione
Ucraina, Zelensky: “Mosca prepara un altro anno di guerra. Gli alleati reagiscano”. Kiev: “Mosca ha concentrato 710mila militari per l’offensiva”
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Zelensky: “Da Putin segnali che la guerra continuerà. Gli alleati reagiscano”

“Oggi abbiamo ricevuto da Mosca ulteriori segnali che si stanno preparando per un altro anno di guerra. E questi segnali non solo solo per noi. E’ importante che i partner li vedano. Ed è importante che non solo li vedano ma che reagiscano, in particolare gli Stati Uniti, che spesso dicono che la Russia sembra voler porre fine alla guerra. Ma dalla Russia si sente una retorica completamente diversa, altri segnali, come ordini ufficiali del loro esercito”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram, commentando le parole del presidente russo Vladimir Putin.

 

  • 11:42

    Kiev: “Mosca ha concentrato 710mila militari per l’offensiva”

    La Russia ha aumentato la concentrazione delle sue truppe a circa 710.000 unità per condurre un’operazione offensiva contro l’Ucraina. Lo ha dichiarato il comandante in capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky, durante la sua partecipazione alla 32ma riunione del Gruppo di contatto sulla difesa dell’Ucraina nel formato Rammstein, come riporta Rbc-Ukraine. “Nonostante le perdite significative, l’esercito russo non sta abbandonando la sua offensiva, sebbene non abbia ottenuto significativi successi operativi”, ha affermato Syrsky, riferendosi in particolare alla battaglia intorno a Pokrovsk.  

  • 11:26

    Orban minaccia di spostare le riserve valutarie fuori dal Belgio

    Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha affermato di aver incaricato il ministro delle Finanze e governatore della Banca centrale di elaborare piani per spostare le riserve valutarie del Paese dal Belgio, nel caso di un via libera Ue al prestito di Riparazione per l’Ucraina basato sugli asset russi immobilizzati. “Se questa decisione verrà presa, dovranno immediatamente presentare una proposta al governo su come dovremmo pensare alla collocazione sicura delle riserve valutarie ungheresi in tali circostanze”, ha detto ai giornalisti in volo verso Bruxelles per il summit. La belga Euroclear custodisce molti asset russi congelati.  

  • 11:19

    Risoluzione Pd: “Sostegno a Kiev e ok all’utilizzo degli asset russi”

    “Ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell’Ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, anche attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati, sostenendo con urgenza ogni iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell’Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura, che preservi i diritti del popolo ucraino a partire da quello alla propria autodeterminazione, l’ordine internazionale basato sulle regole e offra le necessarie garanzie di sicurezza per una soluzione duratura”. E’ questo uno degli impegni a cui il Pd richiama il Governo, secondo quanto si legge nella risoluzione dei dem in vista delle comunicazioni di Giorgia Meloni sul Consiglio europeo. “La presentazione di una proposta americana per la pace tra Russia e Ucraina, lo scorso novembre, in 28 punti, è stata discussa soltanto con la Russia, senza il coinvolgimento né di Kievdell’Ue, ed è stata accompagnata da forti pressioni per accettare una soluzione negoziale che rischiava di tradursi in una resa e di premiare l’aggressore – si legge poi nelle premesse – Da allora, vi è stata un’accelerazione dei processi diplomatici in Europa, dopo anni di inerzia e di stallo, come si è visto in questi giorni durante il vertice di Berlino, per arrivare a una pace giusta e duratura, che è il primo desiderio degli ucraini e nostro interesse strategico, evitando il rischio che l’esito del negoziato finisca per rappresentare un ulteriore decisivo colpo all’ordine internazionale basato su regole, minacciando la sicurezza globale e in particolare dell’Europa; l’Italia e l’Europa devono continuare a sostenere l’Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come ha fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, per garantire una soluzione duratura al conflitto che tenga conto delle ragioni dell’aggredito e sostenere l’Ucraina nella sua aspirazione di integrazione europea e nello sforzo di ricostruzione. In questo quadro, è necessario che l’Italia cooperi con gli altri partners europei, per finalizzare in tempi brevi una proposta operativa legalmente fondata e finanziariamente sostenibile per l’utilizzo dei beni russi congelati in Europa; il raggiungimento di una pace giusta e duratura deve portare al perseguimento dei crimini di guerra, al ripristino del diritto internazionale, al pieno scambio dei prigionieri di guerra e al ritorno in sicurezza di tutti i civili ucraini rapiti e trasferiti illegalmente, in particolare i bambini”.  

  • 11:14

    Risoluzione M5s: “Stop armi all’Ucraina e no a confisca e uso asset russi”

    La risoluzione del M5s che oggi sarà all’attenzione della Camera chiede, tra le altre cose lo stop all’invio di nuovi armamenti all’Ucraina. Un altro impegno è “non supportare – in sede di Consiglio europeo e nei consessi internazionali competenti – l’ipotesi della confisca definitiva e dell’utilizzo degli asset sovrani della Federazione Russa nonché dei beni di soggetti terzi congelati detenuti in Europa“. I pentastellati puntano anche ad eliminare il segreto militare delle forniture cedute e, al raggiungimento della pace, a rivalutare la possibile acquisizione del gas russo. Focus anche sul Medio Oriente.  

  • 09:50

    Orban: “Ungheria non tenuta a rispettare cooperazione con Ue su asset russi congelati”

    L’Ungheria sta abbandonando il principio di leale cooperazione con l’Unione Europea perché l’Ue è stata la prima a violarlo con i beni russi congelati in Occidente. Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orban ai giornalisti. “L’Ungheria ha aderito al principio di leale cooperazione in merito ai beni russi congelati. In risposta, l’Ue ha privato l’Ungheria dei suoi diritti. Credo che da questo momento in poi l’Ungheria non sia tenuta a rispettare il principio di leale cooperazione se la controparte lo ha respinto, come è chiaramente accaduto”, ha dichiarato Orbán parlando con i giornalisti a bordo dell’aereo diretto alla capitale belga. Il capo del governo ha pubblicato un video della conversazione sulla sua pagina sulla piattaforma social X.
    Orbán ritiene che i leader dell’Ue abbiano violato il diritto comunitario proponendo di prendere decisioni sulle attività finanziarie russe non per consenso, ma a maggioranza qualificata. “Ciò viola il principio di leale cooperazione nelle discussioni sulle sanzioni e crea un precedente pericoloso”, ha affermato il primo ministro. A suo avviso, “questo caso avrà conseguenze di vasta portata”. Il 12 dicembre, il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di bloccare a tempo indeterminato i beni sovrani della Russia. La Commissione Europea spera di ottenere, al vertice del 18-19 dicembre, una decisione per espropriare 210 miliardi di euro di beni russi, inclusi 185 miliardi di euro congelati presso la piattaforma Euroclear in Belgio.

  • 09:45

    Von der Leyen: “Congelare beni russi è un forte messaggio a Mosca”

    “La scorsa settimana abbiamo concordato l’immobilizzazione prolungata dei beni russi. E’ un passo decisivo che invia un forte messaggio politico, che i beni russi rimarranno immobilizzati finché non decideremo diversamente, finché la Russia non porrà fine alla guerra e non risarcirà debitamente l’Ucraina per tutti i danni arrecati”. Così Ursula von der Leyen in plenaria in vista del Consiglio Ue . “Questa decisione è un vero punto di svolta per l’Ucraina e per l’Europa”. 

  • 09:37

    Von der Leyen: “Decidere come finanziare Kiev, ma va fatto ora”

    Non c’è atto di difesa europeo più importante del sostegno alla difesa dell’Ucraina. I prossimi giorni saranno cruciali per garantire questo obiettivo. Sta a noi scegliere come finanziare la lotta dell’Ucraina. Conosciamo l’urgenza. È acuta. La sentiamo tutti. La vediamo tutti. Perché proprio mentre i negoziati di pace si intensificano, si intensifica anche la raffica di attacchi russi”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo nel dibatto sulla preparazione del Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi. “Ora il FMI e le nostre stime mostrano che il fabbisogno dell’Ucraina per gli anni 26 e 27 si aggira intorno ai 137 miliardi di euro, di cui l’Europa dovrebbe coprire due terzi. Si tratta di 90 miliardi di euro. E non si tratta solo di numeri – spiega -. Si tratta di rafforzare la capacità dell’Ucraina di garantire una vera pace, una pace giusta, duratura, che protegga l’Ucraina e quindi protegga anche l’Europa. E si tratta anche di aumentare il costo della guerra per la Russia, ed è per questo che ho proposto due diverse opzioni per questo prossimo Consiglio europeo, una basata sulle risorse e una basata sui prestiti dell’UE, e dovremo decidere quale strada intraprendere, quale percorso intraprendere. Ma una cosa è molto, molto chiara: dobbiamo prendere la decisione di finanziare l’Ucraina per i prossimi due anni in questo Consiglio europeo”, rimarca.

  • 09:34

    Von der Leyen: “Mondo pericoloso, di guerre e predatori. Dobbiamo difenderci”

    “Il Consiglio europeo di questa settimana è dedicato ad affrontare la realtà del momento. La realtà di un mondo che è diventato pericoloso e transazionale. Un mondo di guerre. Un mondo di predatori. La realtà di questo mondo significa che noi europei dobbiamo difenderci e contare su noi stessi. Viviamo in questo mondo da tempo. Anche prima del più grande campanello d’allarme di tutti, l’invasione illegale dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. La pace di ieri è finita. Non abbiamo tempo per abbandonarci alla nostalgia. Ciò che conta è come affrontiamo il presente”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo nel dibatto sulla preparazione del Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi. 

  • 09:08

    Lukashenko: “La pace dipende da Trump, Europa non interferisca”

    Il presidente della Bielorussia, Aleksander Lukashenko, ritiene che la fine della guerra in Ucraina dipenda in gran parte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, affermando in un’intervista alla tv di destra Usa Newsmax, citata da Rbc-Ukraine, che l’Europa non dovrebbe invece interferire.
    Secondo Lukashenko, il fattore chiave è “la coerenza della posizione di Trump”, purché il presidente Usa, descritto come “figura volitiva anche se a volte impulsiva”, non cambi posizione. Se Trump “continuerà a insistere con tenacia, arriverà un risultato”, secondo Lukashenko, per il quale gli europei non hanno motivo di fare rumore in questa vicenda. 

  • 08:45

    New York Times: “Il piano di pace Usa prevede rafforzamento dell’esercito di Kiev”

    Gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati, hanno predisposto un piano di garanzie di sicurezza per l’Ucraina che prevede un significativo rafforzamento delle Forze Armate ucraine, il dispiegamento di truppe europee nel Paese e un maggiore ricorso all’intelligence americana. Lo scrive il New York Times.

    Secondo il rapporto, i diplomatici americani ed europei incontrati con i leader ucraini negli ultimi due giorni a Berlino hanno concordato sostanzialmente due documenti che delineano le future garanzie di sicurezza. Sono concepiti per fungere da pietra angolare di un accordo più ampio volto a raggiungere un cessate il fuoco e porre fine alla guerra. I documenti mirano anche a convincere l’Ucraina a cedere determinati territori nell’ambito di un accordo di pace e a rinunciare all’adesione formale alla Nato.
    Allo stesso tempo, il Nyt osserva che un cessate il fuoco completo rimane per ora fuori portata, poiché la Russia non è parte di questi colloqui e non ha mostrato alcuna volontà di scendere a compromessi.

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