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Via libera dell’Europa al congelamento indeterminato degli asset russi. Cremlino: “Cessate il fuoco solo dopo il ritiro di Kiev dal Donbass”

Via libera sugli asset: 25 sì e due no. La mossa apre la strada all’uso dei beni russi per il prestito di riparazione a Kiev. Zelensky lunedì a Berlino per incontrare Merz: ci sarà anche Meloni
Via libera dell’Europa al congelamento indeterminato degli asset russi. Cremlino: “Cessate il fuoco solo dopo il ritiro di Kiev dal Donbass”
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Via libera dell’Europa al congelamento indeterminato degli asset russi

 Via libera degli Stati membri all’uso dell’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che permette di congelare gli asset russi in modo indefinito senza dover sottostare al rinnovo semestrale delle sanzioni alla Russia, con il relativo requisito dell’unanimità. In tal caso non c’è più il potere di veto di Stati come l’Ungheria. Lo si apprende da fonti Ue. Il ricorso al 122 viene considerato giustificato da circostanze eccezionali e da gravi rischi economici causati dall’aggressione russa. Il regolamento, la cui votazione si è conclusa alle 17:30 per procedura scritta, è stato votato da 25 Stati membri, mentre due hanno votato contro. La mossa apre la strada per l’uso degli asset russi per il prestito di riparazione a Kiev. Tra i favorevoli spicca la dichiarazione di Italia, Belgio, Bulgaria e Malta: il loro è un sì gelido e intriso di perplessità, che alla fine emerge solo “per spirito di cooperazione”. O meglio, per ribadire che a dispetto dei due Paesi contrari – i governi sovranisti di Ungheria e Slovacchia – Roma e le altre tre capitali restano saldamente al fianco dell’Ucraina.

Il via libera dell’Ue – arrivato per la cosiddetta procedura scritta – contiene due novità importanti. Innanzitutto evita il rinnovo semestrale del divieto di trasferimento a Mosca delle attività della Banca centrale russa immobilizzate nell’Ue. Gli asset restano congelati sine die. Anzi, una scadenza c’è: la fine della guerra e di ogni attività aggressiva di Mosca nei confronti dell’Ucraina e dell’Ue. L’altra novità è il ricorso all’articolo 122 che permette all’esecutivo europeo, in una situazione di emergenza, di bypassare il consenso per unanimità. Tradotto: ha consentito ad Ursula von der Leyen e Antonio Costa di disarmare la costante azione di disturbo di Orban e Robert Fico. Tra i 25 favorevoli spicca quello del premier ceco Andrej Babis, che Orban aveva già annunciato a bordo della nave sovranista. Ed è probabile che sulla decisione di Babis abbia influito la visita ai vertici Ue effettuata dal leader di Praga nelle scorse ore. Del resto, Ursula von der Leyen e Antonio Costa hanno lavorato a lungo sottotraccia, arrivando all’idea di anticipare il voto sul congelamento degli asset rispetto al summit dei leader, mettendo così in cascina il primo, importante passo per l’utilizzo dei beni stessi.

Ma la partita dei vertici Ue resta in salita. E il summit del 18 dicembre oltre a presentarsi come tra i più importanti degli ultimi anni, rischia di tramutarsi in una dura resa dei conti. “Qui ci sarà il confronto politico”, ha spiegato Antonio Tajani. Già, perché le perplessità sull’uso degli asset sono ancora tutte nella testa di Bart De Wever, sebbene il premier belga, da Londra, abbia per la prima volta definito “possibile” la decisione. Ma De Wever non è solo. In una dichiarazione allegata al verbale della procedura scritta, il governo di Giorgia Meloni, assieme a quello di Belgio, Bulgaria e Malta, ha messo nero su bianco le sue osservazioni. Ha sottolineato che la decisione sul blocco degli asset, al pari di quella sul loro uso, avrebbe dovuto tenersi solo dopo il confronto dei leader. Ha rimarcato che il voto a maggioranza qualificata a cui si è fatto ricorso non debba costituire “un precedente per la politica estera e di sicurezza comune”. E ha ribadito con fermezza che il via libera al blocco non anticipi in alcun modo il placet sull’uso degli asset. Anzi, i 4 Paesi hanno invitato la Commissione a continuare a cercare soluzioni ponte o vie alternative, che comportino “rischi inferiori”. Tutti punti che rischiano di finire sul tavolo già del vertice dei leader europei con Volodymyr Zelensky a Berlino, a cui Meloni parteciperà.

Ben diversa l’aria che si respira a Palazzo Berlaymont. “Il voto di oggi è un segnale forte alla Russia e un messaggio potente all’Ucraina”, ha spiegato von der Leyen. Lei, sul dossier, si sta giocando molto. Ma, più in generale, nei palazzi europei il momento attuale viene disegnato come uno spartiacque per un’Unione mai così in difficoltà. E così il blocco degli asset non solo si traduce in un messaggio a Mosca, con possibili effetti profondi sul processo di pace, ma anche agli Stati Uniti, per affermare un principio di sovranità. Il ragionamento è il seguente: come si può accettare, come europei, un accordo tra Paesi terzi che prende una decisione su qualcosa che è di nostra competenza? Dal canto suo, il Cremlino è già passata al contrattacco. La Banca centrale russa ha annunciato di aver fatto causa contro Euroclear (che detiene gran parte degli asset) presso la Corte Arbitrale di Mosca. “Sono procedimenti legali di natura speculativa, Euroclear potrà rivalersi sui beni sequestrati”, la replica del commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. 

Momenti chiave

    • 21:16

      Fonti di Palazzo Chigi: “Nessun precedente sul passaggio a maggioranza qualificata”

      La decisione odierna, oltre a non pregiudicare in alcun caso la decisione sull’eventuale utilizzo dei beni immobilizzati russi, non costituisce in alcun modo un precedente per il passaggio da decisioni all’unanimità alla maggioranza qualificata. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi precisando quanto specificato dall’Italia in una dichiarazione aggiuntiva dopo aver deciso di non far mancare il proprio sostegno al Regolamento che intende stabilizzare l’immobilizzazione dei beni russi. In vista del Consiglio europeo di dicembre – spiegano le stesse fonti – e con uno spirito pienamente costruttivo, l’Italia ha quindi invitato la Commissione e il Consiglio a continuare a esplorare e discutere opzioni alternative per rispondere alle esigenze finanziarie dell’Ucraina, basandosi su un prestito Ue e su soluzioni ponte, per garantire la continuità del sostegno prima che la soluzione individuata possa effettivamente entrare in vigore. 

    • 21:10

      Fonti di Palazzo Chigi: “Sugli asset discussione politica senza fughe tecniche in avanti”

      Insieme a Belgio, Bulgaria e Malta, l’Italia ha deciso di non far mancare il proprio sostegno al Regolamento che intende stabilizzare l’immobilizzazione dei beni russi – senza tuttavia stabilirne l’utilizzo – sino a che Mosca non cessi la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non la risarcisca per i danni causati dalla sua guerra. Lo ha fatto perché non vi siano dubbi sul proprio sostegno all’Ucraina. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che l’Italia, tramite una dichiarazione aggiuntiva, ha però voluto sottolineare la necessità che decisioni di una tale portata giuridica, finanziaria e istituzionale siano sempre precedute da una discussione a livello politico e non vi siano fughe in avanti a livello tecnico.  

    • 20:21
    • 20:06

      Ambasciata russa in Germania: “Respingiamo le accuse sugli attacchi hacker”

      La convocazione di oggi dell’ambasciatore russo da parte del ministero degli Esteri tedesco, ha fatto sapere, è “considerata un ulteriore passo ostile, volto ad alimentare sentimenti anti-russi in Germania e a danneggiare ulteriormente le relazioni tra Germania e Russia”. La convocazione è stata annunciata oggi, dopo che i servizi segreti tedeschi (Bnd) avevano elementi concreti per attribuire alla Russia un grave attacco informativo e una campagna di disinformazione durante le scorse elezioni per il Bundestag. Nel comunicato si fa anche riferimento al fatto che l’ambasciatore russo, Sergej Netschajew, ha espresso preoccupazione in merito agli appelli affinché vengano confiscati i beni della Banca centrale russa, compresi quelli depositati presso Euroclear: “Qualsiasi operazione effettuata senza il consenso della Russia sui beni sovrani russi costituisce un furto, indipendentemente dalle argomentazioni retoriche utilizzate a Berlino e Bruxelles”. Una simile scelta avrebbe “conseguenze estremamente negative dal punto di vista giuridico e reputazionale per l’Unione Europea“. Infine, l’ambasciatore russo ha invitato a “moderare la retorica anti-russa e ad astenersi dall’isteria legata alla presunta preparazione della Russia ad un attacco contro i paesi della Nato”. “La Russia non rappresenta una minaccia per gli Stati europei e ribadisce il proprio interesse a discutere in modo oggettivo le iniziative di pace per l’Ucraina che tengano conto degli interessi di sicurezza del nostro Paese” ha affermato Netschajew, sottolineando come sia “deplorevole che le élite europee continuino a puntare sulla rianimazione del regime di Kiev, sul proseguimento della guerra fino all’ultimo ucraino e ad ostacolare qualsiasi progresso verso una soluzione pacifica”. 

    • 20:00

      Francia: “Kiev non sta valutando la cessione dei territori”

      L’Ucraina non ha concluso alcun “accordo sui territori” e “in questo momento non ne stanno prendendo in considerazione nessun”. E’ quanto si legge in una nota dell’Eliseo sui negoziati guidati dagli Stati Uniti per la fine del conflitto russo-ucraino. 

    • 19:53

      Giorgia Meloni lunedì a Berlino

      Ci sarà anche la premier Giorgia Meloni lunedì a Berlino dove, come ha confermato il portavoce del governo federale tedesco, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrà in serata un incontro con numerosi capi di Stato e di governo europei, nonché i vertici dell’Ue e della Nato. Nelle scorse ore Meloni era stata preallertata del possibile vertice dal cancelliere Friedrich Merz, e da Palazzo Chigi era stato spiegato che si attendeva solo l’ufficializzazione dell’appuntamento per confermare la sua presenza. 

    • 19:42

      “Domani nessuna riunione sull’Ucraina a Parigi”

      “No, domani non ci sarà nessuna riunione sull’Ucraina a Parigi”: lo ha detto questo pomeriggio una fonte dell’Eliseo rispondendo alla domanda di un giornalista. Alla domanda se l’assenza di una riunione non sia sintomo di posizioni più lontane fra Europa, Ucraina e Stati Uniti, l’Eliseo ha escluso questa interpretazione: “No – ha detto uno dei consiglieri della presidenza – ci sono altri modi di parlarsi, che ci sono molte cose da fare e non si ha il tempo di viaggiare. D’altra parte oggi c’è stata già un’eccellente riunione fra i negoziatori ucraino e americano con i consiglieri per la sicurezza di Gran Bretagna, Francia e Germania”.  

    • 19:25

      Berlino conferma vertice con Zelensky per lunedì, attesa anche Meloni

      Lunedì a Berlino le potenze europee si ritroveranno per affrontare il dossier ucraino insieme al presidente Volodymyr Zelensky. E l’Italia, con Giorgia Meloni, si appresta a essere della partita. Il governo tedesco ha confermato la visita del leader di Kiev, attesa per lunedì e anticipata ieri dalla Bild. Zelensky vedrà il cancelliere tedesco Friedrich Merz per un faccia a faccia e per fare il punto sui negoziati di pace che mirano a chiudere il conflitto. Nel tardo pomeriggio ai due si uniranno “numerosi capi di Stato e di governo”, oltre a esponenti di primo piano dell’Unione Europea e della Nato, come si legge nel comunicato diffuso da Berlino.
      Tra i presenti è attesa anche la presidente del Consiglio, che ieri ha avuto una videoconferenza con la coalizione dei “volenterosi”. Nel corso della call Meloni ha ribadito la necessità di mantenere saldo il legame tra le due sponde dell’Atlantico – Stati Uniti da una parte e Unione Europea dall’altra – come condizione essenziale per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina. Un concetto che aveva già rilanciato martedì scorso, durante l’incontro a Palazzo Chigi con Zelensky.
      Nella videoconferenza si è parlato anche dell’ipotesi che l’Unione Europea utilizzi i beni russi congelati per sostenere Kiev: gli alleati hanno fatto il punto sui “progressi nella mobilitazione dei beni sovrani russi sotto sequestro”. Il tema tornerà sul tavolo lunedì a Berlino e sarà centrale anche al Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre a Bruxelles, quando i Ventisette dovranno decidere se usare quegli asset come garanzia per nuovi finanziamenti a supporto dell’Ucraina. L’Italia, stando alle prime indicazioni, sarebbe orientata a sostenere il congelamento permanente dei circa 200 miliardi di euro della Banca centrale russa attualmente bloccati nell’Ue. Nella giornata diplomatica della premier, però, a catalizzare l’attenzione è stato soprattutto il dossier mediorientale. 

    • 19:18

      Von der Leyen: “Bene così, avanti con gli asset russi”

      La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen accoglie “con favore”, via social, la decisione del Consiglio Ue “sulla nostra proposta di proseguire l’immobilizzazione dei beni sovrani russi”. In questo modo, aggiunge, “inviamo un segnale forte a Mosca: finché questa brutale guerra di aggressione continuerà, i costi per la Russia continueranno ad aumentare. Questo è un messaggio forte all’Ucraina: vogliamo assicurarci che il nostro coraggioso vicino diventi ancora più forte sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati”.

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