Putin: “Il piano di Trump può essere la base per la fine della guerra”
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che il piano si Trump per l’Ucraina “può servire come base per porre fine al conflitto.
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che il piano si Trump per l’Ucraina “può servire come base per porre fine al conflitto.
Momenti chiave
L’Ucraina “ha sempre rispettato e continua a rispettare il desiderio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di metter fine allo spargimento di sangue”: così su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel dar conto di un colloquio telefonico di “quasi un’ora” con il vicepresidente Usa J.D. Vance e il segretario all’Esercito Daniel P. Driscoll. “Valutiamo positivamente ogni proposta realistica”, ha aggiunto Zelensky, spiegando che nella chiamata sono stati “presi in esame molti dettagli della proposta americana per porre fine alla guerra” e che Kiev e Washington stanno “lavorando per rendere il percorso da seguire dignitoso e realmente efficace per raggiungere una pace duratura. “Abbiamo concordato di mantenere un contatto costante, e i nostri team sono pronti a lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7”, ha concluso Zelensky. (ANSA
Un piano di pace per l’Ucraina deve rispettare l’integrià territoriale del paese. Ad affermarlo è stato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Qualsiasi piano di pace per l’Ucraina deve “rispettare” le risoluzioni Onu che sostengono l’”integrità territoriale” del paese, ha dichiarato rispondendo ad una domanda sulla proposta di pace statunitense. “Stiamo parlando di qualcosa che è sulla stampa e che non è mai stato formalmente presentato dagli Stati Uniti o da qualsiasi altra entità”, ha detto Guterres in una conferenza stampa a Johannesburg. “Per noi, una soluzione di pace per l’Ucraina in linea con questi principi rispetterebbe anche le risoluzioni dell’Assemblea Generale che indicano chiaramente che l’integrità territoriale dell’Ucraina e… l’integrità territoriale degli stati devono essere rispettate”.
“La bozza di pace, non ancora un piano, non è un tema di cui si può discutere all’esterno, al caldo, con la luce, ma dovremmo parlarne con la popolazione aggredita e che dovrebbe fare il sacrificio maggiore sulla base di questo piano, come la cessione di territori difesi a costo di centinaia di migliaia di vittime ucraine in questi oltre tre anni di guerra. Interlocuzione giusta è quella che coinvolge chi più deve fare sacrifici. Sono convinto che gli Stati Uniti abbiano l’intenzione di farlo, Trump ci ha abituati alla sua capacità di lanciare il cuore oltre l’ostacolo, alle provocazioni da una parte all’altra; è stato molto duro nelle settimane scorse nei confronti della Russia. La bozza di pace, che è uscita informalmente, sembra in qualche modo troppo dura, a parte i nostri commenti, nei confronti dell’Ucraina”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in video collegamento con il Forum della Fondazione Iniziativa Europa in corso a Stresa. “Sono convinto che faccia parte tutto di una strategia per arrivare a una soluzione che in qualche modo accontenti tutti. Ciò che è chiaro è che gli Usa, come quasi tutti i paesi europei e innanzitutto i cittadini e il governo ucraino vorrebbero che questa guerra terminasse e si iniziasse a parlare di ricostruzione sia fisica che morale. Mi auguro che questo – conclude – che non considero ancora un atto formale, sia un passo verso il tentativo di andare veramente a una tregua. Manca sempre la Russia, sono passati mesi dall’incontro storico fra Trump e Putin: siamo ancora a quel punto”.
Giorgia Meloni ha sentito al telefono il Cancelliere tedesco Friedrich Merz per un primo scambio di valutazioni sulla proposta di pace americana per l’Ucraina. Nel corso del colloquio è stata sottolineata l’importanza di sostenere gli sforzi negoziali in corso e ribadito l’obiettivo finale del raggiungimento di una pace giusta e duratura, nell’interesse dell’intera Europa. È stato accolto con favore il riferimento a solide garanzie di sicurezza, integrali al più ampio quadro della stabilità europea e transatlantica, in linea con quanto da tempo proposto dall’Italia. Altri elementi del piano sono stati considerati meritevoli di ulteriore approfondimento. I contatti del Presidente Meloni con i principali leader interessati alla soluzione della crisi proseguiranno nelle prossime ore e domani, anche a margine del Vertice G20.
“”Siamo ora in uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull’Ucraina è al suo massimo. L’Ucraina potrebbe trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: la perdita della dignità o il rischio di perdere un partner chiave“. Lo ha detto in un discorso video il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le sue parole arrivano poco dopo un colloquio con il vicepresidente americano Jd Vance per discutere del piano americano in 28 punti.
Zelensky ha parlato di una scelta: o “i difficili 28 punti, o un inverno estremamente difficile, il più difficile, e ulteriori rischi” aggiungendo che non tradirà gli interessi nazionali ma che lavorerà “in modo rapido” con gli Usa.
“Oggi è il giorno in cui le sanzioni americane contro la Russia dovrebbero entrare in vigore. Spero che non si decida di rinviarle perché è esattamente ciò che la Russia desidera”. Lo ha detto l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Forum Ue-Pacifico. “Quello che la Russia vuole è che sia rinviato l’uso dei suoi asset”, ha aggiunto.
E’ atteso oggi stesso un colloquio telefonico tra il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance. Lo anticipa su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando due fonti a conoscenza degli sviluppi dopo le notizie sul piano di pace proposto dagli Stati Uniti.
Donald Trump mira alla pace in Ucraina con il suo piano, “noi ora dobbiamo lavorare” partendo da questo testo, ma anche “ribadendo il principio che conta: che il futuro dell’Ucraina va determinato dall’Ucraina”. Lo ha detto il premier Keir Starmer ai giornalisti britannici dopo la call a 4 col presidente Volodymyr Zelensky e con gli alleati europei Friderich Merz ed Emmanuel Macron. “So – ha rimarcato – ciò che il presidente Trump vuole, è ciò che vogliamo tutti. Ma il principio che il futuro dell’Ucraina deve essere determinato dall’Ucraina secondo la sua sovranità è un principio fondamentale”.
L’Ucraina sta subendo forti pressioni da parte di Washington affinché accetti il quadro di un accordo di pace mediato dagli Stati Uniti con la Russia, tra cui minacce di cessare la fornitura di intelligence e armi: lo riporta Reuters sul suo sito citando due fonti a conoscenza della questione. Una delle fonti, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha affermato che gli Stati Uniti vogliono che l’Ucraina firmi una parte dell’accordo entro giovedì prossimo, il 27 novembre.
I leader europei Merz, Macron e Starmer nella telefonata con Zelensky sostengono che “continueranno a perseguire l’obiettivo di salvaguardare gli interessi vitali europei e ucraini a lungo termine”, confermando il loro “incrollabile e pieno sostegno all’Ucraina verso una pace duratura e giusta”. E’ quanto si legge nel resoconto della chiamata, fornito dal governo tedesco. I leader hanno “accolto con favore gli sforzi degli Usa”, comprese le proposte sulla sovranità dell’Ucraina, sulle “robuste” garanzie di sicurezza. Ma ribadiscono che l’attuale linea del fronte deve servire “come punto di partenza” per ogni discussione territoriale.