Zelensky all’Onu: “Per la pace servono le armi. La Russia non vuole il cessate il fuoco”. E ricorda Kirk
“Il 21esimo secolo è diverso dal passato, se una nazione vuole la pace deve lavorare sulle armi, nessuna legge internazionale decide chi sopravvive”. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha preso la parola all’80esima Assemblea Generale dell’Onu: “Non ci sono garanzie di sicurezza che non siano le armi e gli amici. È terribile ma senza sarebbe ancora peggio. Gli ucraini sono gente pacifica ma vogliono vivere nel proprio paese indipendente. Ecco perché investiamo in difesa”. E sugli episodi di presunto sconfinamento ad opera di droni russi nei cieli Nato, Zelensky chiosa: “La Russia è sinonimo di interferenza“. Per il presidente ucraino, non si è ancora arrivati “al cessate il fuoco perché il Cremlino lo rifiuta”.
“Non restate in silenzio mentre la Russia continua a trascinare questa guerra – prosegue – . Per favore, esprimetevi e condannatela. Per favore, unitevi a noi nella difesa del nostro Paese, la pace dipende da tutti noi. Dobbiamo fare di tutto per fermare l’aggressore. Se servono armi per farlo, se serve pressione per farlo, facciamolo ora”, ha aggiunto.
Per Zelensky, l’invasione russa dell’Ucraina è stata la scintilla che ha innescato una nuova corsa agli armamenti, avvisando che “le armi si stanno evolvendo più velocemente della nostra capacità di difenderci”. “Solo la Russia merita di essere incolpata per questo”, ha affermato. “Stiamo vivendo la corsa agli armamenti più distruttiva della storia dell’umanità”, ha affermato, aggiungendo che la minaccia non farà che aumentare a causa dell’ascesa dell’intelligenza artificiale e chiedendo regole per governare questa tecnologia. “Tra qualche anno potrebbe essere troppo tardi”, ha ammonito, sostenendo che “è più economico cercare di costringere la Russia a porre fine alla sua invasione piuttosto che sviluppare difese contro i droni marittimi nei porti di tutto il mondo”. “O aspettare che un paese sviluppi un drone in grado di trasportare un’arma nucleare”, ha proseguito.
Zelensky ha proseguito il suo intervento sottolineando come l’Europa “non può permettersi” di perdere la Moldavia a causa dell’influenza russa: “Deve essere supportata la stabilità della Moldavia, altrimenti il prezzo da pagare sarebbe molto più alto”, ha aggiunto. Nel suo discorso all’Assemblea Generale, infine, Zelensky ha reso ricordato e reso omaggio a Charlie Kirk, l’attivista conservatore degli Stati Uniti ucciso nello Utah.