Israele valuta di quali ostaggi richiederà per primi la liberazione
Due comitati israeliani stanno attualmente raccogliendo informazioni sulle condizioni mediche degli ostaggi ancora vivi a Gaza, nel tentativo di stabilire criteri di priorità in vista di un potenziale accordo per un cessate il fuoco graduale. Lo riferiscono i media israeliani. Secondo il report, si tratta di un comitato del ministero della Salute e di uno dell’intelligence militare dell’Idf, che stanno elaborando raccomandazioni da trasmettere alla squadra negoziale. I 20 ostaggi ancora in vita sarebbero tutti considerati “umanitari”, ma l’obiettivo è determinare chi debba essere liberato per primo in base alla condizione fisica e mentale. L’accordo in discussione prevede il rilascio di 8 ostaggi vivi il primo giorno, altri 2 al cinquantesimo giorno e i rimanenti 10 una volta raggiunta un’intesa sui termini di un cessate il fuoco permanente, attesa entro i 60 giorni di tregua. Non è ancora chiaro se Hamas accetterà una lista israeliana come parte dell’accordo. Nell’intesa precedente, Israele aveva fornito anticipatamente una lista di nomi all’organizzazione palestinese.
Media: “Israele non ha ancora deciso sulla tregua dopo la risposta di Hamas”
Israele non ha ancora preso “alcuna decisione” sui prossimi passi per l’accordo sul cessate il fuoco a Gaza ed il rilascio degli ostaggi, dopo il via libera di Hamas alla ripresa dei negoziati e le proposte di modifica avanzate dal gruppo terroristico che governa la Striscia. Lo ha detto una fonte del governo israeliano all’Afp, secondo cui “in questa fase non è stata presa una decisione sulla questione”. Secondo alcuni media, il gabinetto di sicurezza israeliano potrebbe riunirsi stasera, una volta concluso lo Shabbat.
Almeno 35 morti negli ultimi raid su Gaza
È salito ad almeno 35 il numero delle persone uccise in attacchi israeliani a Gaza dall’alba. Lo hanno dichiarato ad Al Jazeera fonti ospedaliere palestinesi. Tra i morti ci sono almeno otto richiedenti aiuto, hanno aggiunto le fonti.
Trump: “Possibile tregua a Gaza la settimana prossima”
Potrebbe esserci un accordo su Gaza la settimana prossima. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.
I medici di Gaza hanno lanciato l’allarme: centinaia di bambini rischiano di morire a causa della grave carenza di latte per neonati, mentre Israele continua a limitare gli aiuti umanitari che possono entrare nella Striscia assediata. Lo scrive il Guardian. Il dottor Ahmad al-Farra, primario di pediatria presso l’ospedale Nasser di Khan Younis, ha affermato che il suo reparto aveva a disposizione solo una scorta di latte artificiale per circa una settimana. Il medico ha già esaurito il latte artificiale specifico per i neonati prematuri ed è costretto a utilizzare quello normale, razionandolo tra i neonati di cui si occupa. “Non riesco nemmeno a descrivere quanto sia grave la situazione. Al momento, abbiamo abbastanza latte artificiale per circa una settimana. Ma abbiamo anche neonati fuori dall’ospedale senza accesso al latte. È catastrofico“, ha detto al-Farra al Guardian al telefono. Le scorte di latte artificiale per neonati si sono esaurite a Gaza, poiché Israele ha bloccato quasi completamente l’ingresso di aiuti nel territorio palestinese. Gli aiuti alimentari che arrivano tramite la controversa società privata Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta da Stati Uniti e Israele, non includono il latte artificiale per neonati, secondo i medici.