Tusk: “Placare i barbari porta nuove vittime”
“Questo è ciò che accade quando si placano i barbari. Altre bombe, altre aggressioni, altre vittime. Un’altra tragica notte in Ucraina”. Ha commentato così il premier polacco, Donald Tusk, i raid notturni di Mosca nel Donetsk e a Kharkiv, in cui sono morti almeno 20 civili ucraini.
Venti vittime nella nuova ondata di attacchi russi
È salito a 20 il numero delle vittime della nuova ondata di attacchi russi che ha colpito l’Ucraina nelle ultime ore. Secondo quanto riferito, undici persone sono state uccise e 30 sono rimaste ferite – tra cui cinque bambini – a Dobropillya, nel Donetsk, nell’est dell’Ucraina. Altre sei persone sono morte nel resto della regione, ha riferito il governatore Vadym Filashkin: una a Myrnograd, tre a Pokrovsk, una a Kostyantynivka e un’altra a Ivanopillya. Nei raid che hanno colpito abitazioni, negozi e edifici amministrativi sono state ferite altre otto persone, mentre sono state danneggiate le pipeline del gas.
Altre tre persone sono rimaste uccise e sette ferite in un attacco con droni e missili a Bogodukhiv, nella regione di Kharkiv.
Media ucraini: “Situazione difficile, ma nessun ritiro dal Kursk”
Negli ultimi giorni la situazione nella regione di Kursk si è davvero complicata. Tuttavia, al momento il comando ucraino non ha in programma di ritirare le truppe da lì. Al contrario – secondo fonti informate – si stanno prendendo misure per stabilizzare la situazione e si stanno pianificando contromisure. Lo scrive il sito dell’emittente ucraina Rbc-Ukraine, citando proprie fonti e smentendo quanto riportato dal Telegraph (e dal Kyiv Independent), che citava voci di soldati ucraini al fronte su un’ipotesi, allo studio ai comandi militari, di ritirarsi dalla ragione russa del Kursk per evitare l’accerchiamento. Il piano russo, scrive Rbc, è quello di “tagliare la strada Sudzha-Sumy e di creare così un accerchiamento operativo delle nostre truppe”. Tuttavia, spiegano le fonti, “la situazione non è ancora catastrofica e le nostre truppe non sono attualmente circondate in quella zona”.
Uk: “Tra 6 e 7 marzo il più grande attacco della Russia nel 2025”
“Nella notte tra il 6 e il 7 marzo, la Russia ha condotto il suo più grande pacchetto di attacchi a lungo raggio del 2025″, sull’Ucraina. È la valutazione del servizio di intelligence del ministero della Difesa britannico. “Oltre a 35 missili da crociera Kodiak, la Russia ha anche lanciato missili da crociera da navi della Flotta del Mar Nero insieme a missili balistici a corto raggio e oltre 100 droni Uav da attacco unidirezionale, tutti elementi che servono a complicare e saturare gli sforzi di difesa aerea ucraina”, ha affermato il ministero britannico, secondo cui “la Russia continua a colpire una serie di obiettivi, tra cui il settore energetico ucraino, prevalentemente infrastrutture del gas, cercando di sfruttare il periodo invernale nel tentativo di demoralizzare la popolazione civile e indebolire l’economia ucraina”.
“Trump valuta di ritirare 35mila soldati dalla Germania”
Donald Trump sta considerando l’ipotesi di ritirare 35.000 truppe americane dislocate in ambito Nato in Germania e forse di spostarle in Ungheria: lo scrive il quotidiano britannico The Telegraph, che cita “fonti vicine all’amministrazione” americana. “Trump è arrabbiato perché loro (gli europei) sembrano spingere per la guerra”, dice una fonte vicina alla casa Bianca citata dal giornale. Il Telegraph sottolinea che il ridispiegamento di truppe sarebbe dalla Germania all’Ungheria, che mantiene un rapporto positivo con la Russia e che nell’ultimo consiglio europeo straordinario si è opposta agli aiuti europei a Kiev.
Russi colpiscono strutture militari ed energetiche
Le truppe russe hanno colpito le infrastrutture degli aeroporti militari e un impianto energetico che fornisce energia alle imprese del complesso militare-industriale dell’Ucraina. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, come riporta Tass. “L’aviazione operativo-tattica, i droni d’attacco, le truppe missilistiche e l’artiglieria dei gruppi delle Forze armate russe hanno danneggiato l’infrastruttura degli aeroporti militari, una struttura energetica che garantisce il funzionamento delle imprese del complesso militare-industriale dell’Ucraina, officine di produzione, magazzini di stoccaggio e punti di controllo per i droni, nonché concentrazioni di personale e attrezzature delle formazioni armate delle Forze armate dell’Ucraina in 148 distretti”, ha riferito il dipartimento militare russo.
Zelensky: “Obiettivi russi immutati”
“Questi attacchi dimostrano che gli obiettivi della Russia sono immutati”. Lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo la serie di raid che hanno colpito nella notte Dobropillia, nell’Ucraina orientale, secondo quanto riporta la Bbc. “Pertanto, è molto importante continuare a fare tutto il possibile per proteggere la vita, rafforzare la nostra difesa aerea e inasprire le sanzioni contro la Russia”, aggiunge Zelensky. “Tutto ciò che aiuta Putin a finanziare la guerra deve essere spezzato”, sottolinea il presidente ucraino.
Kallas: “Putin non vuole la pace, più sostegno militare”
“I missili russi continuano a cadere incessantemente sull’Ucraina, portando con sé morte e distruzione. Ancora una volta, Putin dimostra di non avere alcun interesse per la pace. Dobbiamo intensificare il nostro sostegno militare, altrimenti saranno ancora più numerosi i civili ucraini a pagare il prezzo più alto”. Lo scrive sui social l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas.
Kiev valuta il ritiro dal Kursk: “Evitare accerchiamento”
Kiev sta valutando il ritiro dalla regione russa di Kursk, che è stata occupata in parte lo scorso agosto, perché ci sono 10.000 soldati ucraini a rischio di accerchiamento, dopo che la Russia ha sfondato le principali linee di difesa e interrotto le catene di approvvigionamento: lo scrive il Telegraph, citando alcuni militari ucraini al fronte. Un sergente ucraino, comunicando con il Telegraph “per mezzo di una fragile connessione telefonica”, ha affermato: “Vogliamo evitare perdite. La paura dell’accerchiamento è reale”. Anche secondo il Kyev Indipendent “la logistica delle truppe ucraine nell’Oblast di Kursk è stata distrutta, rischiano l’accerchiamento”. Il giornale cita una militare che combatte nell’Oblast di Kursk come fonte di questa affermazione: “I soldati ucraini di stanza nella regione vorrebbero ritirarsi”.
“Gravi perdite dopo lo stop Usa all’intelligence”
La decisione degli Stati Uniti di sospendere questa settimana il flusso di intelligence militare all’Ucraina ha favorito l’avanzata russa lungo una parte critica del fronte, soprattutto nel Kursk, uccidendo molti soldati ucraini negli ultimi giorni. Lo scrive Time. “Ci sono centinaia di ucraini morti”, ha detto un ufficiale Time. “Il problema più grande è il morale”, ha aggiunto, poiché le forze armate dell’Ucraina sono lasciate combattere senza alcuni dei loro migliori sistemi d’arma. E questo non a causa degli attacchi russi ma della marcia indietro americana. “Sta davvero creando un vantaggio per il nemico in prima linea”.