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La sindrome Giachetti e il diritto all’oblio

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C’è Roberta, chiamiamola così, che lo ha ribattezzato l’unboxing. Arrivati alla metà di giugno, per centinaia di migliaia di ragazzi è il momento di aprire il pacco e i social insegnano che scartarlo in video fa traffico e chiama i like. Solo che qui non si tratta di acquisti fatti su Internet, né tanto meno è un corriere a consegnarli a casa: la box da scartare è la pagella di fine anno e dentro puoi trovarci un pacco per davvero.

Ora, di solito la sorpresa è limitata: tutti sanno cosa hanno ordinato (ovvero se hanno studiato oppure no), tutti hanno visto le immagini del prodotto in arrivo (i voti dell’ultimo quadrimestre), tutti hanno già letto le recensioni (gli avvertimenti dalla cattedra o direttamente ai genitori). Però, insegnano sempre i trend social, esiste pur sempre l’effetto “quando lo ordini/quando ti arriva a casa”, di solito accompagnato da un’immagine piuttosto efficace di cose che sullo schermo sembravano fichissime e invece, una volta ricevute, si rivelano delle ciofeche.

Ecco, a scuola, il pacco di giugno può rovinare un’estate ma non una vita intera, come racconta Federico Mello in Elogio della bocciatura, un piccolo saggio autobiografico sui fallimenti che non sono delle sentenze e sulle vocazioni che vanno cercate.

Cosa c’entrano la sindrome di Giachetti e il diritto all’oblio che danno il titolo a questa rubrica? Niente, se avete pensato alle possibili conseguenze degli scioperi della fame a cui si sottopone con regolarità il radical-renziano della politica italiana oppure alle rivendicazioni di chi, a torto o a ragione, chiede che i media non parlino più di fatti passati che hanno perso di interesse pubblico. C’entrano eccome, invece, se la sindrome di Giachetti è quella che colpisce certi professori, incapaci di andare oltre l’immagine di uno studente svogliato, svogliati quanto lui nell’aiutarlo a trovare la propria via perché, come il professore interpretato da Roberto Benigni in Non ci resta che piangere, hanno deciso che l’avrebbero bocciato già dal primo giorno di scuola.

Per quel Giachetti non c’è stato nessun unboxing, era tutto già scritto. Però anche lui ha diritto a un’altra possibilità, a un incoraggiamento, a vedere il suo bicchiere mezzo pieno. Ha diritto all’oblio. Soprattutto se siete stati promossi: pensateci.

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